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MA STI SIGNALI CU SI FUTTIU?

DOMANDA TIPICAMENTE … LOCALE, IN DIALETTO PERCHE’ DON PEPPINO, NEI SUOI RAGIONAMENTI, VUOLE ESSERE PIU’ INCISIVO. E NON AMA NE’ L’ITALIANO “COLTO” NE’ TANTO MENO I GIRI DI PAROLE…

ERA IL 14 GIUGNO 2017 Via XX Settembre…incrocio Via Madonna del Lume... Il cartello stradale con l’indicazione Via Madonna del Lume giaceva, già da qualche giorno, “vittima” sacrificale di incidente stradale. “Cosi chi succèdunu”, ha detto don Peppino, “… era megghiu si ‘mmazzàunu a cacchi povurazzu pi fatti sò?.

L’incidente, di per sé,  non lo sorprendeva, rientrava nella casistica: quello che lo lasciava  insoddisfatto, a distanza di alcuni giorni, era il non vedere ripristinato il paletto nella sua posizione più congeniale, cioè “ritto sulla sua unica gamba”. 

E oggi, 15 luglio 2017, don Peppino ha un’altra sorpresa: il paletto e la targa onomastica di “Via Madonna del Lume” non esistono più: scomparsi, dissolti, sublimati. Di questo passo finiremo col restare senza segnaletica stradale. Roba da “Chi l’ha visto” ! Ma a don Peppino questa nostra descrizione viene un po’ difficile: lui ha preferito solo esclamare: “Minchia, si futtèru ‘i signàli?

Proprio così, rendendo più esplicito e “volgare” quanto Terminal ha già scritto recentemente, con riferimento ad altra miriade di cartelli stradali prima abbattuti e poi misteriosamente scomparsi. Mah, era forse tutta segnaletica inutile oppure non c’è santo che tenga che qualcuno faccia per bene il proprio mestiere? Ai posteri l’ardua risposta…tanto siamo avvezzi a non avere mai un rigo di spiegazione (pardon, giustificazione è più corretto) !

Ma don Peppino non demorde: “Ma ‘u cattellu ‘a pott’e Missìna, – incrocio Piazza Mazzini /  Calì, ndr – iè gghicàtu ‘nton latu! (vedi foto). Secundu mia non fu puru ccà ‘na machina… ma cacchi figghiulazzu chi si misi a fari ‘u màsculu, e vulìa fari vìdiri c’avìa ‘i musculi… Ma ciriveddu… nenti propria!

Commenti…non ne vale proprio la pena!

5 commenti

  1. Circa 25 anni fa, un mio parente,ex ufficiale di marina,decorato con medaglia al valore,andò al comune per segnalare che il cartello toponomastico ,che ricordava il nome del suo defunto cognato,, morto in guerra sull’Armando Diaz, e mai più tornato, neppure da cadavere,visto che i corpi di molti militari giacciono ancora in mezzo al mare nella bara che fu la loro nave, era stato sfregiato con frasi ingiuriose e vigliacche.Alle rimostranze del povero nonno l’impiegato di turno rispose: “Chi va circannu ancora doppu sessant’anni, ca ci mettinu un cartello nuovo? U comuni non avi i sordi ,perciò si sa passa è così,sennò….”Al che il nonno rispose che si vergognava di aver combattuto per difendere una Patria che aveva generato figli bastardi che si permettono di rispondere in quel modo, e che avrebbe provveduto a sue spese a fare incidere il nome della strada sul marmo,come si usava prima che si introducessero i nuovi segnali in lamiera, ricevendo come ulteriore risposta che se si fosse permesso di fare ciò, sarebbe stato denunciato dalle autorità competenti. Il risultato è che la strada ancora oggi non ha un cartello toponomastico, il postino se non conosce le vie,consegna la posta nel cassonetto dei rifiuti, e noi che abitiamo in questa via,preferiamo continuare ad onorare in silenzio i nostri cari che si sono immolati per una Italia che meriterebbe di affondare nel Mediterraneo,dalle Alpi a Lampedusa, visto da chi siamo governati ed amministrati.Speriamo che “a nuttata” passi presto e che si possa fare pulizia di questa mentalità laida e infame che è si è radicata in troppi personaggi che hanno conquistato una poltrona per fannullare a scapito della comunità.

    • Il riferimento è a Carmelo Bonina, atleta e marciatore milazzese, al quale fu intitolata anche una gara di marcia che divenne CAMPIONATO ITALIANO nel 1976 e nel 1982?

      • No, ad un altro compagno di sventura.

        • Se si tratta di Francesco Calascione, morì a bordo dell’incrociatore ALBERTO DI GIUSSANO. Salvatore Maiorana, giovane caduto della seconda guerra mondiale, perse la vita nel siluramento della cacciatorpediniera ALBATROS. Mentre Giuseppe Cambria perì nell’affondamento dell’incrociatore TRENTO. Sarebbe opportuno ricordare questi nostri giovani che hanno sacrificato le loro vite… Grazie comunque per il commento, che ci ha dato modo di ripassare un po’ di storia che non viene insegnata ai nostri studenti… almeno ai milazzesi!

          • C’era anche Nino Scolaro su quella nave! Classe 1918, fu decorato a valor militare ed era imbarcato con Carmelo Bonina! Ogni tanto i nostri collaboratori, che conoscono la storia di Milazzo e i suoi eroi, ci vengono in aiuto!

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