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MARINA GARIBALDI: TOGLIETE QUELL’INSULSO PARCHEGGIO DAL CENTRO DELLA STRADA!

ListenerINCIDENTE SFIORATO VENERDI’ A MEZZOGIORNO. PER COLPA DELL’IMBECILLE DI TURNO, MA ANCHE DI CHI HA LASCIATO IL LAVORO INCOMPIUTO…

“Con assoluta immediatezza vanno posti subito paletti metallici (zebrati bianco/rosso), in ognuno dei passaggi pedonali per evitare che quegli automobilisti incoscienti li adottino come pista di lancio, percorrendoli longitudinalmente,  per effettuare l’inversione di marcia”.

 

Così abbiamo aperto  e scritto sulla nostra pubblicazione del 16 dicembre 2015 e potrebbe bastare confermarla come valida ed attuale se non fosse riduttivo per la situazione che si perpetua ancora oggi nonostante le decine di segnalazioni rese vane, non dal fatto che erano inutilmente fuorvianti o pretestuose o – peggio – inveritiere, ma perché chi doveva ascoltare i suggerimenti non si è presa la briga di verificarle né di darvi attuazione. Proprio così; eppure andavano subito installati quei paletti dissuasori (del tipo asportabile all’occorrenza) sulle strisce pedonali che, in più punti, consentono l’attraversamento della Marina Garibaldi. Anzi, se vogliamo dirla tutta, già da progetto di revisione della circolazione sulla Marina Garibaldi dovevano essere previsti. Ma, si sa come vanno queste cose; la fretta la voglia di far vedere subito cose attuate e, lasciatemelo dire, una buona dose di improvvisazione e nessun collaudo. Purtroppo torniamo sull’argomento perché stamattina si è sfiorato un brutto incidente PROPRIO A CAUSA DI QUESTO MANCATO ADEMPIMENTO da parte di chi di dovere che se surplus è sembrato, possiamo garantire per – testimonianza diretta – che surplus non era e non lo è tutt’ora. Anzi insistiamo a gran voce perché “domani” potrebbe essere troppo tardi. A meno che non venga effettuata, IMMEDIATAMENTE, l’unica modifica che la città richiede a gran voce, l’eliminazione di quell’insulso e abominevole parcheggio al centro della carreggiata, che mette a rischio anche la vita di chi deve scendere dall’auto, aprire gli sportelli, il bagagliaio, i bambini che si trovano in mezzo alla strada in balia del traffico! Allora sì che l’imbecille di turno che decide di fare inversione a U sarebbe visibile, così come lo è stato tante volte. Ma con il parcheggio NO, nessuno si aspetta di vederselo sbucare proprio dalle strisce pedonali! Consentiteci una domanda: ma nessuno ha paura di essere ritenuto responsabile al punto da doverne, poi, rendere conto? Oltre che per la sicurezza degli altri, i nostri suggerimenti mirano anche a questo: a ripararvi da guai che potrebbero piovervi sul capo a “mannaia” per il semplice fatto di essere stati ben avvisati e di aver fatto orecchio da mercante o, nella migliore delle ipotesi, di aver sottovalutato un fatto di per sé evidente.

Venerdì 5 febbraio, alle ore 12 in punto, come fosse stato un obbligo al quale adempiere esattamente a quell’ora; come una sorta di  rendez-vous programmato, un animale a due gambe”, è sbucato con la sua auto dalle strisce pedonali  all’altezza della Statua della Libertà, con l’intento sfrontato di utilizzare quel varco per passare dalla corsia lato mare a quella lato monte. Se ci fossero stati i paletti dissuasori, quel bipede a quattro ruote” avrebbe avuto la giusta ricompensa: un bel danno al suo bolide e soldini da sborsare, oltre alla tremenda vergogna che avrebbe dovuto provare all’occhio di chi, esterrefatto, ha assistito alla scena, frenatona compresa da parte di chi (per fortuna prontissimo di riflessi), percorrendo correttamente la corsia lato monte verso via Ryolo, si è trovato di fronte quel bestione (non la macchina…sempre il bipede). Proprio così! E tanto basta per due riflessioni; la prima attiene senz’altro alla educazione di ognuno di noi che spesso ci lasciamo andare al peggiore degli istinti, irrispettosi e privi di autodisciplina; la seconda è figlia di una sorta di accondiscendenza che non paga se non nei termini pericolosissimi appena descritti.

Ancora una volta occorre che il Comando di Polizia Municipale prenda atto di ciò che viene detto dai cittadini, con richieste che si muovono dal basso verso l’alto, cosa che gli strateghi indicano con la locuzione “down-top”, diversamente dalla condizione opposta “top-down” che prevede decisioni ed azioni che provengono dall’alto, che si calano nel breve volgere di una notte e che di democratico hanno ben poco.

Vivere la città è condivisione nel senso più lato del termine e lo si fa anche dando il giusto peso ai suggerimenti che vanno presi in seria considerazione, non foss’altro che per valutarli nella loro pienezza senza snobbarli, verificandone la fondatezza, la veridicità e la fattibilità; ma soprattutto senza lasciarli cadere nel silenzio che si percepisce come più assordante di una bomba atomica.

Questa si che sarebbe democrazia!

Ed ora??? Restiamo nella solita snervante attesa di avere un minimo di riscontro che, ripetiamo, nulla porterebbe al nostro mulino se non la gioia di aver contribuito a risolvere insieme alle istituzioni uno, almeno uno dei problemi che tutti tocchiamo con mano giorno dopo giorno, con la frustrazione di chi è costretto a subire. Ma ai consensi che aumentano da parte dei lettori e dei cittadini che ci riconoscono il merito di dar voce alle loro legittime richieste, corrisponde, ahinoi, la sordità della classe politica al potere, che si allontana giorno dopo giorno dai problemi che sembra non volere percepire, ma che necessitano di immediate quanto semplici soluzioni. Eppure quell’aggettivo, SEMPLICE, su cui ha fondato la sua vittoria il Sindaco, è diventato nei fatto così COMPLESSO, al punto da meritare un’immediata revisione dell’apparato burocratico del quale egli stesso si circonda! E che, nei fatti, costituisce un ostacolo insormontabile all’azione amministrativa che la città intende come un processo di involuzione che non si aspettava! 

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