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“MAXI RISSA NELLA MOVIDA NOTTURNA. E SE CI SCAPPA IL MORTO?”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.

Caro signor Direttore, vi vogliamo informare di un fatto increscioso che si è verificato la notte scorsa a Milazzo. Lo facciamo perchè siamo certi che prenderete in considerazione quanto vi stiamo comunicando, e darete il giusto peso alle nostre lamentele. Non è una denuncia, ma la pubblicazione sul vostro giornale potrebbe servire per riportare un po’ d’ordine nelle movimentate notti brave di tanti giovani che, in mancanza di qualsiasi controllo, danno sfogo ai loro istinti che nulla hanno di civile.

Andiamo per ordine: erano le 2.40 quando si è scatenata una maxi rissa nel cuore della movida di Milazzo, tra piazza Caio Duilio e la via Cassisi, spinta fino allo slargo antistante l’Autorità portuale.

La rissa ha coinvolto massicci assembramenti ed una valanga umana che contava centinaia di ragazzi. E’ accaduto tutto poco dopo la riapertura alla circolazione viaria, che seguiva la pedonalizzazione sperimentale riproposta in una consistente area del circuito cittadino.

Non abbiamo notato alcun presidio che potesse sedare la mega zuffa; dalle parole, in una notte annaffiata abbondantemente da fiumi di alcolici, si è passato ai fatti; quindi ecco scatenarsi una “guerriglia” tra fazioni di giovani e giovanissimi, non tutti  della stessa città – come al solito.

La calma è tornata a fatica, dopo botte da orbi a ripetizione!

Purtroppo l’alcol, il “fumo”, l’irresponsabilità e la mancanza di cultura del divertimento riescono a macchiare i tentativi dell’amministrazione di riconversione della vita notturna in una grande isola pedonale, che dopo il battesimo di fuoco dello scorso weekend si è riproposta con le stesse anomalie e disfunzioni. Il mancato ordine civico scontenta pure un po’ tutte le fasce interessate al fenomeno, dai titolari dei ritrovi, agli utenti, fino a chi si trova ingolfato nelle code alla ricerca di un parcheggio. L’ordinanza sindacale che prevede la chiusura alle ore 2 delle attività commerciali, con annesso stop alla somministrazione di alcolici, in larga parte non viene rispettata; il solo Corpo di polizia municipale, con le poche unità in campo, non riesce a garantire il rispetto delle normative e quindi la follia da movida giovanile genera uno sconsiderato abuso dell’animazione notturna.

C’è il rischio concreto, caro Direttore, che simili comportamenti possano indurre le autorità ad adottare provvedimenti restrittivi che finirebbero per penalizzare gli imprenditori che tentano la risalita, financo coloro che invece sanno vivere in modo corretto le dinamiche della condivisione. Intanto, a prevalere è una spiacevole considerazione per il susseguirsi di risse nella movida milazzese: più che i guanti, per difendersi dal Covid, ci vogliono proprio i… guantoni. Alleghiamo due foto scattate stanotte, ma le garantiamo che sono ben poca cosa, e non danno l’esatta dimensione di ciò che si è verificato.

Per rendersene conto, sarebbe opportuno essere presenti: non è possibile che una città come Milazzo dopo un certo orario sia lasciata in balia di se stessa. Anche se i locali chiudono, ma solo a parole, gli unici a cessare il loro lavoro sono quei pochi vigili rimasti a controllare le transenne… Non c’è alcuna maturità che aiuti a trascorrere il resto della notte, per chi vuole tornare a casa all’alba, nel divertimento. Ci preme segnalarlo… certe inquietudini giovanili fanno controllate, e se è il caso, represse. Prima che sia troppo tardi. Cosa intendiamo per TROPPO TARDI? Che ci scappi il morto! Grazie per la pubblicazione.

RISPOSTA: Secondo voi la pubblicazione di una denuncia sul nostro giornale potrebbe servire a rasserenare gli animi o a sollecitare le forze di Polizia o chi sta ai vertici del comando, per mettere un freno? Come vorremmo che foste ascoltati! Certamente, la rissa non sarà passata inosservata; e la presenza di un numero esiguo di militari (voi parlate di Vigili urbani) sarebbe un inutile deterrente. Pensate forse che centinaia e centinaia di ragazzi, se tali li vogliamo definire, si possano preoccupare di loro? In una zona pedonale molto ampia ce ne vorrebbero una decina ogni venti metri.

Ma la loro presenza a cosa dovrebbe servire? Forse a far rispettare il distanziamento tanto declamato che sui voli di linea è andato a farsi strafottere? Che nelle serate in pizzeria fra amici lascia il tempo che trova? Che negli assembramenti per la vittoria di una squadra di calcio fra storcere il naso a chi alimenta lo spauracchio del Covid? Si sapeva che alla fine della forzata clausura si sarebbero scatenate le forze giovani, frasche, spontanee. Certo, qualcuno aveva sottovalutato le risse, ma fanno parte anche del divertimento: dopo calci e pugni, come spesso accade, ci sono baci e abbracci, non certo regolamenti di conti.

Se poi la vostra comunicazione teme guai peggiori, allora vuol dire che nelle movide si nascondono agitatori professionisti che mirano a creare disordini, a scatenare risse, a distruggere.

Non ci pare essere il caso di Milazzo, ma non ce la sentiamo di sottovalutare il vostro allarme: non vogliamo scrupoli.

Lo pubblichiamo, e ci auguriamo che le prossime serate estive possano essre vissute all’insegna dell’allegria e del divertimento. Magari senza isola pedonale: abbiamo visto, senza bisogno di essere presenti, che si creano disagi alla circolazione, e si esasperano gli animi anche al di fuori della zona preclusa al traffico. Se poi tutto è fatto per dare la possibilità ai ristoratori del centro di ampliare il loro spazio per sistemare i tavoli sulla strada, ci chiediamo perchè lo stesso non debba essere fatto per tutti gli altri ristoratori o pubblici esercizi di Milazzo, chiudendo analogamente altre strade o piazze…

A nessuno va di essere considerato cittadino di serie B nei confronti di chi ha un locale all’interno della zona pedonale sperimentale! E se lo stiamo scrivendo, vuol dire che noi non viviamo chiusi nel palazzo, e ascoltiamo ciò che dice la gente, che paga le tasse! 

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