Home / Società / MEDICI IN PRIMA LINEA, NUOVA PUNTATA…
Italpane

MEDICI IN PRIMA LINEA, NUOVA PUNTATA…

pronto-soccorso (1)SANITA’: ANCHE LA REDAZIONE DICE LA SUA. E CONSIGLIA DI ANDARE CAUTI…

Una delle tante attese dietro la porta del Pronto Soccorso all’Ospedale di Milazzo ha dato fuoco alle polveri! E allora sotto a chi tocca, contro la sanità che non fa nulla per farsi giudicare in maniera positiva, ma soprattutto contro i medici, contro gli infermieri, contro chi ha il compito di valutare la gravità delle condizioni di chi ricorre alla cure sanitarie, affidandosi alla vettura del congiunto o dell’amico e non al 118: perchè state certi che se tutte le emergenze o presunte tali che si accalcano dietro la porta del Pronto Soccorso dovessero passare ad un primo vaglio di un medico piuttosto che di un impiegato spesso senza competenze che stabilisce le priorità, e questo potrebbe essere svolto dai medici del 118 (basterebbe solo aumentare la dotazione organica come supporto ospedaliero, in attesa di effettuare le emergenze) diminuirebbe il numero degli scontenti! Che resti fra noi, ma secondo me bisogna andarci piano nel disprezzare il nostro S.S.N. I problemi sono tanti ed innegabili, ma non esiste al mondo un servizio che garantisce alti standard qualitativi ad accesso pressochè gratuito per l’utenza. Non esiste al mondo un sistema sanitario in cui il servizio di emergenza, ossia il Pronto Soccorso, è affiancato dalla continuità assistenziale delle cure primarie (ex guardia medica). Nessun paese al mondo ha un medico 24 ore su 24 disponibile nel cuore della notte per curarti la tosse, misurarti la pressione o farti una ricetta per il mal di gola. Il tutto gratuitamente per l’assistito e ad un costo per lo stato di circa 20 euro l’ora a professionista. Il nostro S.S.N. è praticamente da stato socialista e non lo dico io, questo è quello di cui ci accusano spesso i colleghi statunitensi. Ho conosciuto una coppia di anziani italo-americani che venivano appositamente in Italia per curarsi perchè nel loro paese non potevano permetterselo. Un extracomunitario, appena messo piede nel nostro paese, accede gratuitamente alle cure e dispone dei farmaci come qualsiasi cittadino italiano che paga le tasse. Siamo un paese dal grande cuore, forse per le nostre radici cattoliche e la Costituzione repubblicana sul tema sanità è chiara. Purtroppo il mio pensiero personale è che la sanità italiana così com’è organizzata in questo momento non sarà in grado di reggere negli anni futuri. L’onda d’urto migratoria la farà a pezzi. Non potranno essere ancora i pochi che pagano le tasse a sostenerla. Volete un esempio? Tempo addietro conobbi un signore extracomunitario che fece arrivare sua madre settantenne dal paese di origine con la procedura del ricongiungimento familiare; in 24 ore la signora aveva ottenuto sei esenzioni ticket per patologia, praticamente non pagava nessun farmaco e molti esami e procedure erano del tutto gratis! Ma voglio tornare alla questione del Pronto Soccorso, usato spesso in modo improprio dai cittadini: non è consigliabile recarsi in P.S. per i dolori da artrosi o per una congiuntivite. L’affollamento è spesso causa di discussioni, che rischiano di sfociare in liti. Proprio l’addetto al triage, per evitare “discussioni” con l’utenza, potrebbe evitare di assegnare codici bianchi a pagamento, accontentando tutti! Ma anche chi accede al Pronto Soccorso a pagamento grava sul S.S.N. Come? Semplicemente non pagando il ticket al momento della visita, e preferisce ricevere a casa il bollettino. Una consistente parte di utenti non paga, e non ci sarà mai nessuno che chiederà conto di quegli importi non versati. C’è poi il problema esenzioni dal ticket della spesa sanitaria. Vogliamo avventurarci? Ma vi avverto che l’argomento è scottante! Se vi fa piacere… continueremo!

Rispondi