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MESSINA, è morto LUCIO, uno dei senzatetto della nostra città

DUE TOCCANTI MESSAGGI DI RENATO ACCORINTI, GIA’ SINDACO DI MESSINA, E DI GUIDO SIGNORINO, EX ASSESSORE, PUBBLICATI SU FACEBOOK E CHE OSPITIAMO SUL NOSTRO GIORNALE.

– Ho conosciuto Lucio quando ero sindaco. Veniva tutti i giorni al Comune. Lì si sentiva tranquillo.
Mi raccontava che per dormire passava tutta la notte su uno dei traghetti delle Ferrovie dello Stato, facendo avanti e indietro, Messina – Villa San Giovanni.
All’alba gli offrivano un caffè e via per un altro giorno.
In uno dei tanti incontri gli dissi che volevamo fare un dormitorio per i senzatetto e da allora, tutti i giorni, mi chiedeva: “Renato a che punto siamo? A quando l’inaugurazione?”. 
Non era facile fargli comprendere le difficoltà, la burocrazia, la mancanza di soldi, i rinvii inevitabili.
Ma un bel giorno, finalmente, gli diedi la buona notizia della data dell’inaugurazione del rifugio per la notte.

Partimmo insieme dal Comune e lo feci salire in macchina al mio posto, accanto al vigile urbano che ci accompagnò all’evento.

Arrivammo e trovammo tante persone della società civile e delle istituzioni, i molti volontari che avevano contribuito all’apertura del dormitorio dedicando il loro tempo all’arredamento ed all’abbellimento degli spazi, i suoi amici e i giornalisti.

Feci tagliare a lui il nastro di inaugurazione. Era strafelice. Gli diedi il microfono e improvvisò un discorso appassionato e carico di emozione.
Il sorriso di quella sera rimarrà nella storia della nostra città.

Quella notte restai a dormire alla “Casa di Vincenzo”, accanto a Lucio e insieme agli altri amici senzatetto.
Lui era pieno di gioia ed anche io.
E non lo dimenticherò mai.

Ho voluto dare alla casa dormitorio il nome di ‘Vincenzo’ per dedicarla ad un senzatetto che frequentavo negli anni Settanta e Ottanta e col quale divenni amico.

“La Casa di Vincenzo” è la cosa più bella e significativa che abbiamo realizzato con la mia Giunta e rimarrà impressa per sempre nella mia anima.

Arrivederci Lucio, salutami Vincenzo!

Renato ACCORINTI
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– Probabilmente un problema cardiocircolatorio: … …  Gli si è fermato il cuore durante la notte e al mattino il giovane amico con cui divideva un alloggio di fortuna lo ha trovato senza vita. Ricordo anche la sua semplice e serena gioia quando veniva coi suoi amici della Casa di Vincenzo ai concerti del S. Filippo (Vasco Rossi, Tiziano Ferrro, …): di fronte a imbarazzanti “sgomitature” di esponenti della politica locale che pretendevano ingressi gratuiti, con Renato e gli assessori in giunta decidemmo di passare agli ospiti della Casa e alle ragazze migranti del “Centro multifunzionale” i biglietti omaggio ricevuti e di acquistare al botteghino i nostri.

Renato, con un pullmino dei servizi sociali accompagnava questi gruppi così speciali sugli spalti o sotto il palco e la gioia assoluta. normale, condivisa che loro vivevano è un dono semplice e spontaneo che non ci abbandonerà, una delle tante cose per cui essere grati per aver avuto la possibilità e il privilegio di servire una comunità condividendone la responsabilità amministrativa.

Lucio è stato l’esempio di ciò che gli ultimi sono: persone, non casi, non fastidi, non mascotte da esibire col paternalismo di chi “fa del bene”.
Persone che esprimono un bisogno e che esigono dignità. Persone, da trattare, semplicemente, come tali.
A Palazzo Zanca era di casa, e ha creduto nel progetto della Casa di Vincenzo, lo ha atteso, e ha gioito per la sua realizzazione.
Da ospite della strada e dalle notti sulle navi traghetto si era reso componente della città. E incontrarlo per strada era rivedersi tra amici.
Gli dobbiamo tutti affetto, stima e gratitudine.

Guido SIGNORINO

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“La Casa di Vincenzo”, inaugurata il 17 febbraio 2014, è un “rifugio” per i senzatetto che lì possono farsi una doccia e dormire al caldo, tra lenzuola pulite, protetti dai responsabili che ci lavorano e scambiano con loro le loro vite e le loro emozioni.

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