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MILAZZO: AL BORGO I CASINI CI SONO SEMPRE!

di Giovanni Muscolino

BORGOIl Borgo era la vita di Milazzo con chiese, scuole, forni, attività commerciali… e casini! Non fate i moralisti, vi prego! Chi non ha avuto la sua iniziazione in una di quelle case, fra tutti coloro che appartengono alla mia generazione? Purtroppo le vecchie case chiuse sono state smantellate, e subito dopo anche il Carcere ospitato nel Castello ha dovuto chiudere, ma non per mancanza di clienti! Mio padre guardia carceraria, era stato già trasferito da qualche anno, ed io con lui dovetti lasciare Milazzo, prima di completare i miei studi e perdendo i contatti con i miei vecchi compagni di scuola. Molte case, incluse quelle chiuse sono rimaste inabitate per decenni! Vecchie strutture edificate molti secoli prima, senza alcun criterio antisismico, con tetti in coppi di argilla e pareti e pavimenti con mattonelle o ciottoli. Un giorno qualcuno decide che Milazzo è città turistica, ed attorno al Castello si scatenano, mi è stato raccontato, appetiti insaziabili. Miliardi per lavori che hanno trasformato le strade quelle principali, di collegamento con il centro ed il Capo, e le viuzze. Oggi via Montecastro è un aborto, difficilmente transitabile, persino a piedi, figuriamoci con le auto, poiché sono stati messi sassi informi. La piazza della Chiesa dell’Immacolata ha subito uno stravolgimento architettonico che non l’ha valorizzata (che significa mettere una fontana al centro?) ma l’ha consegnata ai nuovi vandali, così come la scalinata che parte dal vecchio Carcere Femminile. Tornando sui vecchi luoghi di 60 anni fa, ho difficoltà a capire cosa sia successo. Ma apprendo che il Castello è stato valorizzato perché ha ospitato un teatro all’aperto nel quale si sono esibiti grandi nomi. Sì, c’ero già stato, in una delle mie incursioni estive in Sicilia, parecchi anni fa, per applaudire Michele Placido in CAFFE’ DELLA STAZIONE di Pirandello e per schifarmi, proprio quella sera, dei tantissimi posti all’aperto occupati gratuitamente dai politici, dai loro amici e dagli amici degli amici, che non avevano pagato il biglietto d’ingresso: tanto, c’erano sempre gli altri a pagare! Mi disgustai al punto che per evitare arrabbiature, dannose per il mio sistema nervoso, non venni più a Milazzo, a Teatro! Non ho vissuto l’apertura dei tanti locali, in casette che ancora ricordo abitate da persone che conoscevo, o nelle quali si attendeva il proprio turno, prima dell’incontro amoroso! E tornando sui luoghi di ieri, mi sembra tutto più strano! Non la confusione o la musica o la gioventù che anima le serate, quanto piuttosto le auto che congestionano un luogo che potrebbe dire la sua, in fatto di turismo, se i gestori dei locali pubblici avessero l’accortezza di tenere aperti i loro esercizi durante le ore del giorno, piuttosto che nella notte, per offrire ai turisti, che verranno al Castello (perché verranno, ne sono certo!) ciò che non viene venduto nei dintorni. Una semplice bottiglietta d’acqua minerale, ad esempio, o un souvenir di Milazzo. E le auto? Da un certo orario in poi divieto assoluto di circolazione per i non residenti, da Piazza Roma verso il Capo, e viceversa, con possibilità di accedere a piedi alla parte alta. Come farà chi deve andare al Capo? Semplice: dalla Panoramica, che ai miei tempi non c’era; o salendo dai Cappuccini, che ricordo sterrata e tortuosa, ma ora praticamente… E non parlate di bus navetta per un salita di un paio di centinaia di metri! Sarebbero soldi sprecati: un paio di centinaia di metri non hanno mai fatto stancare nessuno! Garantite la sosta ai residenti, che non potranno più protestare, e imponete il rispetto delle regole e degli orari, per tutti! Lo fanno tutte le altre città in cui si vive di turismo. Proprio sul modo di raggiungere i luoghi di divertimento o di svago, non conviene fare accostamenti, credetemi. Si va a piedi, non con l’auto sotto il sedere! In quanto al turismo, se i soldi vengono dai residenti, non lo è proprio! Qualcuno ha parlato, anni fa, di posti di lavoro. Permettetemi di esprimere qualche dubbio visto che Renzi ci ascolta: diciamo che si tratta di precariato e chiudiamola qui, pro bono pacis! Ho una certa età…abbiate rispetto per la mia intelligenza… In ogni caso, il Sindaco che non conosco, ma che viene anche lui dal Liceo, ha tutto il mio apprezzamento per le iniziative che vuole mettere in atto! Mi pare che ne abbiamo parlato su Terminal, da una vita!

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