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MILAZZO CALCIO, VOGLIAMO SAPERE LA VERITA’!

MILAZZO GIARREDOPO L’ENNESIMA VITTORIA, 4 A 1 CONTRO IL GIARRE, IL “MARCO SALMERI” E’ SEMPRE PIU’ VUOTO! E SULLA GRADINATA APPARE UNO STRISCIONE CHE NESSUNO OSA COMMENTARE. COSA STA SUCCEDENDO?

MILAZZO STRISCIONEAbbiamo il diritto di dire la nostra come TERMINAL. Perchè, più e meglio di tanti pseudo dirigenti che utilizzeranno l’autobus messo a disposizione dalla RAM per i tifosi che non ci sono, per andare a sostenere la squadra a Mazara del Vallo, proprio noi di TERMINAL negli ultimi anni abbiamo speso ben 200 mila euro per il Milazzo. Fin dai tempi di Venuto, inventando un giornale sportivo che seguiva le vicende della squadra proiettata verso la Lega Pro; quindi con i Lo Monaco, padre e figlio, spendendo i soldi dei nostri sponsor per pagare i diritti di esclusiva con la Lega Calcio e mettendo a disposizione dei tifosi le informazioni in diretta tramite le radiocronache con una emittente di Patti (visto che quelle di Milazzo si sono rifiutate!). E ancora stampando in migliaia e migliaia di copie un giornale la domenica pomeriggio, al termine degli incontri, e poi il mercoledì, per fare il punto della situazione dello sport a Milazzo, con particolare attenzione al calcio e al basket, al quale abbiamo sponsorizzato anche la squadra spendendo migliaia di euro! Abbiamo avuto dalla nostra anche giornalisti che hanno parlato di calcio e non di chiacchiere, abbiamo intervistato giocatori, allenatori e dirigenti delle serie superiori per interessare i tifosi e fare quadrato attorno alla società che lottava ad armi pari in Lega Pro; abbiamo osato far venire a Milazzo i mostri sacri del giornalismo, e su tutti ricordiamo Bruno Bernardi, racimolando poche decine di appassionati (gli altri si dovrebbero solo vergognare!). Abbiamo denunciato, senza mezzi termini, che qualcosa non funzionava più nel giocattolo messo a disposizione dei dirigenti, che non nascondevano le scarse ambizioni di disputare un campionato esemplare. Abbiamo scritto anche che il Comune non intendeva in alcun modo andare incontro alle richieste dei nuovi proprietari. Che colui che doveva reggere le sorti del Milazzo si era nascosto nel bagagliaio di un’auto per sfuggire ai tifosi. Che il dottor Andriolo, medico sociale (ma solo per scelte unilaterali ampiamente programmate) aveva rimesso cinquemila euro di tasca accompagnando la squadra in raduno in Umbria. Abbiamo attribuito un Premo TERMINAL, quello della prima edizione, alla società del Milazzo, senza che i dirigenti venissero a ritirarlo, mancando di rispetto non tanto a noi, ma soprattutto alle autorità civili, militari e sportive che erano presenti la sera dell’11.11.2011 al Trifiletti. Assenza ingiustificata, ma anche i tifosi si sono sottratti ai loro doveri di essere vicini alla squadra premiata, qualunque fosse il proprietario, mancando di rispetto loro stessi, quella volta, al calcio milazzese e a chi, dirigenti, giocatori, tecnici e tifosi, lo avevano fatto grande: Peppino Isgrò, Vincenzo Patti, Guglielmo Nastasi, Nino La Malfa, e i vari Mario Romagnolo, Stello Amante, Nino Avò, Pippo Gitto, o Umberto Guardina, Vincenzo Salmeri che diede il nome alla sede dei Fedelissimi, Campagna della lavanderia di via Umberto I, il Barone De Vardo e tanti altri!

E’ nostro compito, visto che altri si sottraggono, cercare di appurare la verità in un immondo verminaio che nessuno vuole bonificare! Non una parola da parte della dirigenza, nessun cenno sulle cronache che l’addetto stampa manda agli organi di informazi0ne! Solo un commento della partita per chi rimane a casa, che noi pubblichiamo e che non abbiamo mai voluto commentare con parole nostre. Ma lo striscione apparso al campo sportivo è la goccia che ha fatto traboccare il vaso! Che minchia sta succedendo, ci viene da chiedere a chi dovrebbe darci una risposta? Fino ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro, nè noi nè chi non riesce a spiegarsi questa strana assenza dei tifosi, per nulla galvanizzati dai risultati. Addirittura questi, ammesso che esistano ancora dei tifosi degni di essere chiamati tali, in questa città ed in un contesto in cui nessuno muove il primo passo per smussare angoli rimanendo strenuamente sulle barricate, scrivono testualmente “Campionati di vertice e finali varie non fermeranno mai i nostri ideali. Coerenza e Mentalità”. Perchè questi signori contestano e snobbano una squadra che colleziona vittorie su vittorie? Perchè il Milazzo non riesce a dare una sua versione dei fatti? Ma soprattutto perchè il campo è squallidamente vuoto nonostante le centinaia di ragazzi che giocano a calcio nelle società minori? Nessuno va al campo? E i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori? E quelli delle cosiddette “scuole di calcio”? Ma gli incassi che non arrivano? Come fa la squadra ad andare avanti? Chi paga le trasferte? Chi paga i giocatori? E che servizio viene svolto per la società milazzese, visto che l’impianto è comunale e che i cittadini, tifosi o no, di andare al campo non vogliono proprio saperne?

Vogliamo vederci chiaro! E esigiamo, anche perchè. LO RIPETIAMO, abbiamo speso negli anni più di tanti dirigenti messi assieme cifre impensabili per rendere NOI un servizio ai cittadini, e non certo una società che ha ereditato un nome glorioso e non riesce a essere un riferimento per la città! Ne leggerete delle belle!!!

(nelle due foto, lo striscione affisso sulla gradinata, e il momento in cui, fra il primo e il secondo tempo, lo stesso viene rimosso per oscuri motivi…)

2 commenti

  1. Quella dei tifosi è una diatriba che capiscono credo solo loro…vi consiglio di andare a chiedere a loro al bar.
    A Milazzo il Milazzo calcio è sempre stato snobbato…per poi salire sul carro dei vincitori
    Voi di terminal avete fatto un grande lavoro in passato ed oggi forse servirebbe proprio il vostro supporto a questa società…che sta operando bene ed ha un tecnico che lavora bene e con amore.

  2. Mi ricordo delle partite viste da piccolo al fu Grotta Polifemo; domeniche passate al vento ed al freddo, con la polvere che saliva come nebbia verso gli spalti. Ma era il modo di noi bambini, ragazzi e dei nostri genitori, di seguire uno sport che, all’epoca, aveva altro appeal, altro fascino e soprattutto, altra qualità. Della squadra di adesso, onestamente so poco. Gli ultimi anni son diventati talmente confusi, nebulosi e poco valutabili che mi hanno allontanato dal tutto. Le domande della Redazione sono serie e pertinenti. I dubbi sul come la squadra riesca ancora a vivere malgrado sia isolata nel campo di casa, non è domanda da poco. Quanto alle battaglie intestine tra società e tifosi, non saprei cosa dire; sul cosa pensare o immaginare, ne avrei di cose da dire. Ormai, per finto orgoglio si combatte coltello tra i denti, ma solo se hai, oppure ottieni, quello che vuoi. Tifo a gettone? Spero di no. Credo che lo sport maltrattato a questi livelli sia destinato a bruciare il tutto. Il che sarebbe un grosso peccato, per tutti coloro che hanno trovato nello sport una valvola di sfogo, una forza in più nel crescere e, soprattutto, amicizie che spesso durano nel tempo. Ma son discorsi da vecchio sportivo, come me e, come credo, di molti che guardano ed assistono a questo con la rabbia di chi si vede “rubare” alcune certezze. Saluti

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