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MILAZZO, CINQUE ANNI DI TELECAMERE NON FUNZIONANTI!

E’ UNA TRISTE EREDITA’ CHE CI LASCIA UN’AMMINISTRAZIONE CHE ASPETTA SOLO IL 4 E 5 OTTOBRE PER IL DEFINITIVO TRASFERIMENTO. COSA FAREMO DI QUELLE TELECAMERE CHE AVREBBERO DOVUTO SORVEGLIARE CIO’ CHE ACCADEVA A MILAZZO? 

Ormai da tempo il sistema di video sorveglianza di cui è dotato il Comune non è funzionante. Servizio in tilt a quanto pare per il server disattivato e la convenzione scaduta che comunque non permetterebbe all’impianto di operare i controlli sul tessuto urbano. Per ottenere le telecamere che garantissero la sicurezza comunale, si era ricorso ad un finanziamento statale per la conseguente collocazione in diversi punti cittadini da Capo Milazzo al Borgo Antico, passando per il lungomare Garibaldi, via Medici, piazza Caio Duilio e Piano Baele: proprio i luoghi tempio della “movida” folle, sfociati anche in divertimento selvaggio. Telecamere disposte pure nelle vie Risorgimento, Tre Monti, Col.Magistri, Ciantro, Valverde, tutte disinstallate e quindi non in grado di poter assicurare quello strumento deterrente e preventivo per contrastare i fenomeni di disordine ed incuria urbana sviluppatasi maggiormente nell’era Covid. A tal fine, l’amministrazione aveva in precedenza integrato il progetto delle 32 telecamere, in modo da estendere il piano sicurezza anti illegalità anche nelle zone periferiche attraverso altri 20 punti di ripresa installando altre 64 nuove telecamere nei quartieri del Tono, Borgo Vecchio e Vaccarella e le frazioni della Piana: Fiumarella, Bastione, S.Marco, S.Marina, Scaccia, S.Paolino, Grazia e Parco, compreso il sito ad alto rischio della Stazione ferroviaria, sprovvisto pure dell’illuminazione.

Al danno, la beffa per gli episodi vandalici registratisi in città con i danni arrecati agli impianti di videosorveglianza: in piazza Immacolata le azioni maggiormente criminose di manomissione ed asportazione di pezzi dalle telecamere stesse. In passato più volte erano stati evidenziati problemi legati alla linea wi-fi, poiché le immagini talvolta non giungevano alla centrale operativa di S. Paolino del Corpo della Polizia locale, oppure venivano rimbalzate sgranate dall’antenna centrale posta nei pressi del castello. Ancora una volta le somme impiegate per i beni comuni, destinati a migliorare l’efficienza del territorio, fanno emergere disservizi e degrado civico.

 
 
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