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MILAZZO, CITTA’ TRATTATA COME DISCARICA…

AMARA CONSIDERAZIONE EMERSA NEL CORSO DI UNA CENA FRA UN GRUPPO DI AMICI. LE COLPE? DI NOI TUTTI, DELL’AMMINISTRAZIONE, DELLA PESSIMA EDUCAZIONE, DEL MANCATO RISPETTO PER LE COSE CHE DOVREBBERO STARCI PIU’ A CUORE. ED INFINE LA LETTERA A TERMINAL, COME SINTESI DI UN INCONTRO. COME AL SOLITO, A FIRMARLA E’ PAOLO, ANCHE A NOME DI ALTRI…

Cara Redazione, ormai il dopocena con gli amici, complice l’età, verte sulle discussioni legate alla città. Ricordo che solo pochi anni fa si parlava di donne e di argomenti leggeri, ma ormai siamo sul viale del tramonto, e quindi le chiacchierate sono più consone agli anni che passano.

La discussione, questa volta, era incentrata sulla spazzatura e la raccolta che viene, o dovrebbe essere fatta, a Milazzo. Tutti eravamo concordi che fosse pietosa. Le colpe erano sparse a piene mani tra i nostri concittadini, l’amministrazione e le aziende che, forse come pochi casi in Italia, nella gestione della raccolta si succedono con cadenza semestrale o anche meno.

L’unica cosa che ci accomunava era il miraggio della raccolta differenziata. Nessuno riusciva a capire con quale criterio venisse fatta e con quali risultati tangibili, quindi documentati, del riciclo e recupero di quel pattume che, noi milazzesi, diligentemente dividevamo in casa. Plastica, carta, vetro e umido…….

Io ho ricordato che quaranta anni fa ed oltre, a Vaccarella, alle case popolari, passava l’omino a recuperare e svuotare i bidoncini della spazzatura; ogni santa mattina, vedevi questo povero cristo, inerpicarsi per le scale e scendere con i sacchetti o i bidoncini (all’epoca l’utilizzo dei sacchetti non era tanto comune e inflazionato, come succede oggi), e riportare questi ultimi svuotati del contenuto. Capisco che la voglia di lavorare di mezzo secolo fa fosse maggiore, c’erano meno malattie professionali, scoperte negli ultimi anni, che “aiutano” a soffrire meno ed a lavorare anche meno di prima; ma i risultati, in negativo, si vedono.

Gli ingredienti citati prima, cittadini, amministrazione e operatori, han creato il brodo primordiale nel quale annaspiamo. Amministrazioni succedutesi, che promettevano, di volta in volta, raccolta differenziata, raccolta porta a porta, sparizione dei cassonetti…una serie di promesse che, in giro per l’Italia, hanno attecchito, ma da noi, son andate in fumo.

Non mi ricordo quando è stata l’ultima volta che ho visto passare le macchine spazzatrici per le strade; quando la Marina Garibaldi, nostro fiore all’occhiello, uno dei vari, venisse pulita da cima a fondo, dal malcostume milazzese e non, di trattarla come un vespasiano qualsiasi o un bidone a cielo aperto. Saltano subito agli occhi tante e tali incongruenze che pensi di pretendere troppo, da tutti; amministrazione in testa.

Poi un giorno prendi l’aereo, scendi in centro Italia o poco più a nord, e arrivi in cittadine delle dimensioni di Milazzo; e vedi cestini per la spazzatura lindi, puliti e mantenuti come nuovi, macchine spazzatrici che fanno, a giorni prestabiliti, spostare le macchine per le pulizie delle strade, altrimenti devi recuperartele con multa conseguente al deposito comunale; cassonetti in fila, integri e vuoti, durante il giorno; negozi di frutta e verdura o alimentari, con i loro bidoni con tanto di chiave, ordinati e precisi. Insomma non trovi nulla che possa ricordare la cloaca nella quale ci troviamo spesso e volentieri.

Di esempi ne potrei fare diversi. Parma, Pisa, Siena, Bologna, Imperia. Ma il punto non è questo: il punto, o problema, è legato al fatto che ritenere di trattare la città come una discarica (perché comunque qualcuno farà, e se non farà, chi se ne fotte…) deve cessare di esistere.

Il famoso amore per la propria terra passa, innanzitutto, dal rispetto che nei suoi confronti si mostra, realmente.

Naturalmente la serata è finita amaramente. La considerazione che da giovani avevamo del nostro futuro, e di quello che saremmo riusciti a fare per la nostra città, si è scontrata al primo ostacolo. Non abbiamo rispettato la nostra città, la nostra casa. Speriamo sempre nelle generazioni future. Ma non possiamo più permetterci di rimandare nulla.

La città è sporca, incivile, per molti versi e con una serie di problemi, anche profondi, che meriterebbero attenzioni e cambiamenti radicali.

Prenderne coscienza, sarebbe un passo importante, ma solo il primo di una lunga serie.

Saluti e grazie per l’ospitalità. Paolo.

1 Commento

  1. le tasse sono bellissime,ma in questo paese alimentano i furbi....e io piango!

    ….Intanto noi cittadini continuiamo a protestare inutilmente e soprattutto continuiamo a pagare salatissime bollette,il più delle volte ingiustificabili, se non con la bramosia di denaro che pervade le viscere di questi nostri amministratori inconcludenti e spesso incompetenti e che non hanno alcuna voglia di progredire,documentarsi e provvedere allo sfacelo in cui versa la città. Sarà al solito la radicata arroganza milazzese che rende tutti onniscienti?

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