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MILAZZO, I VECCHI ALUNNI DEL MAESTRO IANNELLO SI RITROVANO DOPO 52 ANNI

ERANO I TEMPI DEL MAESTRO UNICO, quello sostituito da riforme successive che hanno cambiato anche le regole scolastiche. Era il 1966, i bambini di allora hanno compiuto sessant’anni, ma quel maestro unico, anzi quel “signor Maestro”, così come veniva chiamato il prof. Francesco Iannello, aveva messo a dimora delle piantine tenere, le aveva difeso dalle intemperie, le aveva protetto dai temporali, le aveva riprese dopo la calura estiva e il riposo, le aveva sapute coltivare con pazienza ed amore. Cinque lunghi anni, interminabili ma veloci a passare se valutati con gli occhi dei grandi, lontani una vita ma incredibilmente vicini grazie ai ricordi che sono rimasti scolpiti dentro di noi! Un percorso durante il quale noi ragazzi di tanti anni fa siamo riusciti a leggere, dapprima stentatamente, poi sillabando, infine con naturalezza e padronanza; abbiamo temuto la bacchetta che spuntava magicamente nelle mani del signor Maestro, ma più della punizione di questi, erano i nostri genitori a non giustificarci e a rincarare la dose; abbiamo giocato, gioito, pianto e riso; abbiamo esultato quando la pagina del quaderno riportava un buon voto; abbiamo cercato invano di nascondere a papà o a mamma che la matita rossa e blu, come i nostri fiocchi che completavano il grembiulino nero, lasciava solchi indelebili su una “e” scritta senza accento, su una parola difficile da comprendere e da trascrivere, su una somma sbagliata! Anni che abbiamo vissuto in attesa di compiere il primo graduale passaggio verso la scuola dei “più grandi”, la Media! Anni durante i quali abbiamo imparato da quel Maestro che oggi non c’è più, ma che continua a vivere nei nostri ricordi, la parola AMORE. Amore che non fa rima con AMICIZIA, ma che costituisce la base imprescindibile per coltivarla e farla vivere per tutta la vita! Ecco il più grande miracolo di quei Maestri unici, sorretti nella loro opera instancabile dall’apporto delle famiglie, consapevoli dei ruoli e dell’educazione che doveva essere impartita. L’esempio di questi ragazzi di 60 e passa anni, amici da una vita, è in quell’incontro attorno ad un tavolo, dopo 52 anni, con le mogli, ospiti graditissime, a passare un paio d’ore in allegria, a parlare e a ridere, a scherzare e a ricordare quel Maestro, all’epoca cinquantenne ma vecchio agli occhi dei bambini! Sono arrivati dalla Francia, da Milano, da Taranto, mettendo da parte gli impegni, perchè il vedersi ogni giorno, per strada o sul posto di lavoro, rientra nella normalità. Ma rivivere, con commozione, piccoli episodi vissuti in quelle classi che hanno segnato il viaggio verso la VB della vecchia scuola comunale, non ancora PIAGGIA, sa di straordinario! Bravi, ragazzi, siate testimoni del messaggio d’amore che il vostro vecchio Maestro vi ha inculcato! 

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