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MILAZZO, LA DITTA SE NE VA E SI PORTA I CASSONETTI!

LO STESSO ACCADEVA QUANDO, BAMBINI, SI GIOCAVA A PALLA. POI IL PADRONE DELLA PALLA SE NE DOVEVA ANDARE, E SI PORTAVA GIUSTAMENTE LA PALLA…E FINIVA IL GIOCO ANCHE PER GLI ALTRI. MA QUI NON SI TRATTA DI UN GIOCO, E LA COSA E’ ABBASTANZA SERIA! ECCO PAOLO CHE COMMENTA LA FINE DELLA PARTITA… PARDON, DELL’APPALTO!!!

Cara Redazione, stamattina mi ha chiamato un amico carissimo e mi ha raccontato trafelato che da lunedì prossimo non produrrà più spazzatura. La mangerà. Li per lì, ho pensato che la giornata non poteva cominciare nel peggiore dei modi. Erano le 06.30, sono fuori regione ed un amico caro è diventato matto. Mi ha raccontato del fatto che la vecchia ditta che aveva l’appalto della raccolta a Milazzo se ne è andata, perché era finito il periodo, come da contratto; e come i bambini viziati e ricchi di famiglia, quelli che si portavano via il pallone durante una partita, ha deciso di portarsi via i cassonetti della spazzatura, lasciando la città in balia dell’educazione dei propri cittadini! Apriti cielo! Una scommessa azzardatissima. Visti i presupposti, ho immaginato installazioni sparse per la città, dove la fantasia mediterranea veniva messa alla prova. Sacchetti multicolori, con cane intento a sbranare il contenuto; topi che si giocavano al tocco, i sacchetti delle attività alimentari; turisti fotografi che ammiravano questa originale forma di compostaggio urbano, gatti e gabbiani che, da buongustai, si sceglievano i posti migliori.

Ma nessuno poteva superare in fantasia i ganci di Vaccarella.

A Vaccarella, quartiere che amo alla follia, esiste una tecnica di stagionatura del pattume. Se uscite la mattina presto, per riempirvi i polmoni dei profumi del mare, camminando passate anche voi dal quartiere marinaro. Troverete una sorta di impiccagione di massa dei sacchetti della spazzatura. Tattica giusta ed intelligente per evitare di lasciare spazzatura per terra in balia dei topi, gatti o cani che siano. Sorvolo sugli scarafaggi giusto per non mettere troppa carne al fuoco. Un gioco di colori e movimenti che la biennale di Venezia ci fa un baffo. Bisogna ammetterlo, la città, nei momenti di crisi, riesce a dare il meglio di sé. Quella di Vaccarella, credo sia la soluzione migliore in assoluto. Stagioniamo la spazzatura che, una volta recuperata potrà essere veicolata direttamente alle società di compostaggio agricolo. Certo bisognerebbe farla differenziata, ma per quello abbiamo tempo. D’altra parte se l’amministrazione si guarda bene dall’accelerare su questa prassi, che è obbligatoria per legge, se non ricordo male, perché dovrebbero farla i singoli cittadini? Vi sono delle pecche, comunque, in questo metodo che chiameremo per onesta, vaccarelloto; quelli che abitano al pianterreno, al piano strada, dove dovrebbero appendere i loro sacchetti di pattume? Il problema non è da poco; siamo in una democrazia e quindi, dobbiamo permettere a tutti di ambire al miglioramento. La soluzione potrebbe essere una sorta di comodato gratuito di balconi, terrazzini o lastrici solari, da parte del comune per le proprietà di sua pertinenza. In modo da rendere appendibile la spazzatura dei cittadini milazzesi che, per motivi vari, non abitano ai piani rialzati. Abbiamo un censimento delle proprietà comunali? E quante di queste sono ai piani alti? Hanno terrazze e balconi? Ho paura di fare troppe domande, e di intasare una iniziativa che potrebbe solo migliorare il contesto cittadino. Nel frattempo, il mio amico, abitando al primo piano, ha deciso di offrire parte del suo spazio in balcone, per appendere qualche sacchetto. Una sorta di abbonamento, in attesa che il Comune, batta un colpo. Sperando in una rapida decisione, ringrazio, come sempre, per l’ospitalità.

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