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MILAZZO, QUELLI DEI 100 SONO TORNATI!

UNA VELOCISSIMA CARRELLATA NEI RICORDI: CHI E’ STATO FRA I PRIMI A TRASMETTERE NELLA ORIGINARIA RADIO LIONTE, OGGI RADIO MILAZZO, E CHI CI HA ASCOLTATO SUI 100 Mhz …

Quanti anni sono passati? Ad occhio e croce oltre 35 per loro che hanno sentito il richiamo dell’ideatore del programma, Salvatore Gitto, e dell’editore, Salvatore Costantino! Entrambi erano ragazzini quando approdarono alla vecchia radio LIONTE, che trasmetteva sui 100 Mhz da Milazzo ed era passata di proprietà dall’originario fondatore, Pino D’ANGELO, ed Angelino PREVITI.

Di anni la radio ne ha 44, essendo stata creata proprio nel 1976, sulla scia di altre emittenti che in quegli anni cominciavano a diffondere musica, notiziari e canzoni a richiesta, che entravano prepotentemente nelle case degli ascoltatori affamati di musiche e desiderosi di compagnia! Finalmente chi voleva affrancarsi dalle frequenze tradizionali della RAI aveva vinto. Ed anche Milazzo ebbe le sue frequenze, originariamente formate solo da numeri interi, e solo dopo, man mano che aumentavano, divise da un decimale!

Pino D’ANGELO si piazzò stabilmente sui 100, numero perfetto e da ricordare facilmente. Cominciò le trasmissioni nella sua cameretta in via Regis, proprio nel quartiere di LIONTE, da cui il nome dato alla radio. Che, essendo fra le prime e senza alcuna concorrenza, si diffuse ben oltre i confini del rione stesso!

Mi ci metto anche io tra i pionieri di quella emittente, non perchè avessi uno spazio (c’era un solo giradischi di Selezione del Reader’s Digest su cui venivano adagiati i dischi, quindi occorreva una certa abilità anche a manovrarlo senza fare… buchi…) ma perchè fui l’autore e l’ideatore di testi pubblicitari… per modo di dire: pubblicità demenziali, battute divertenti, sketch o testi per gli oroscopi, pur di far ridere e catturare ascoltatori. Assieme a me, qualche altro ragazzo, come Nino Fiore o Francesco Salamone, ma anche il suo cane, Nerone, era un fedele protagonista perchè interveniva in trasmissione stimolato da Pino.

Dividevo il mio tempo fra Radio Mediterraneo, a San Filippo del Mela e dove avevo un mio programma settimanale (ma avevo creato, imitando il dialetto catanese al punto che ero irriconoscibile, un venditore di bibite, Alfio Barbagallo, attento ai problemi della nostra zona, che si intrufolava telefonicamente in tutte le trasmissioni, dove c’era sempre il conduttore pronto a fare da spalla, per dire la sua e fustigare i costumi) e radio Lionte, che nel frattempo aveva un buon numero di conduttori che, animati dalla passione per la musica ma privi di quella esperienza che cominciarono a fare con il passare del tempo, mandavano dischi che senza l’apporto delle radio libere sarebbero stati acquistati solo dai parenti stretti degli esecutori.

Entrati negli anni 80, la radio passa di mano e lascia la sua sede originaria: nuovi locali, più ampi; una sala registrazione, una sala trasmissioni, mentre il nuovo proprietario punta su uno staff di giovani emergenti, che cominciano a studiare, nonostante la loro giovanissima età, il modo per essere competitivi e alternativi.

La radio si conquista una sua fascia di ascoltatori e di pubblico. Nelle case le manopole delle radioline passano da una frequenza all’altra, poichè si cercano quelle stazioni che propongono buona musica. Intanto nascono i revival, le trasmissioni che propongono vecchi motivi ascoltati nelle stazioni della RAI durante i concorsi estivi del Disco per l’estate o il Festival di Sanremo, o il Festivalbar, o Bandiera Gialla! Canzoni degli anni 60, che tornano prepotentemente di attualità! 

Ma non basta mandare il disco: occorre anche una competenza specifica, una dialettica se non una loquacità senza lasciarsi andare ad errori grammaticali, e il cerchio si restringe ai soli intenditori o presunti tali. Aumentano anche le richieste di musiche da discoteca, la cosiddetta DISCO MUSIC, e qui il discorso coinvolge altri giovani che sono imbattibili rispetto a chi può offrire solo un repertorio per amatori o per appassionati, e possono sopperire alla mancanza di una preparazione lessicale con un linguaggio adottato nelle discoteche!

Un periodo d’oro che porta davanti ai microfono e nella case dei sempre più numerosi ascoltatori, in quegli anni giovani anche loro, i vari Salvatore Gitto, Andrea Saraò, Giovanni D’Amico, Franco Buta, Antonio Spinella, Salvatore Gabbatha, Mario Malta, Uccio La Rosa, Pippo Vicentino, Peppe Dama, Felice Cutroni, Franco Salmeri, Salvatore Formica, Carmen Consoni, Rocco La Spada, Angelo Currò, Antonio Staiti, il compianto Tindaro Previti, Francesco Russo, Carmen Caruso, Annamaria Previti… (scusate se non riesco a ricordare altri nomi, tutto è demandato ai ricordi di ognuno poichè come in tutte le radio non esisteva un libro matricola o un registro); ed un giovanissimo Salvatore Costantino, appena 13 anni, appassionato di musica al punto da ricordarlo come cantante assieme alla sorella in un concorso canoro!

Salvatore è la mascotte del gruppo, e la sua straordinaria passione agevola il passaggio del testimone da Angelo Previti al padre Pippo Costantino, dinamicissimo imprenditore che diviene il nuovo proprietario di radio LIONTE e un giorno del 1986 fa irruzione nel mio ufficio per chiedermi una collaborazione a tutto campo.

Mi dà carta bianca! Vuole una radio che deve spaziare dalla programmazione alle pubblicità, ai notiziari e a tutto quello che possa farla crescere per imporla anche in campo nazionale! Progetti ambiziosi che mi trovano d’accordo, un po’ per la mia giovane età, quindi per la consapevolezza di potercela fare, e per la mia concezione diversa di vedere attuati determinati progetti ispirati a qualcosa che necessitava di conferma anche da noi: l’indice di gradimento.

Indispensabile era il budget economico, per far decollare un progetto del genere, e fu così che arricchimmo la pubblicità ricorrendo a nuovi inserzionisti, ma anche a coloro che definimmo sponsor: aziende che pagavano cifre maggiori per avere l’esclusività di un programma! Una novità, subito ripresa da altri “concorrenti”, ma occorreva insistere: arruolammo nuovi nomi, uno su tutti una ragazza, Santina Contarino, che aveva una sua fascia mattutina e prestava la sua voce alle pubblicità che io stesso scrivevo, programmando anche i tempi di durata (un notevole risparmio rispetto ai costi richiesti da studi di registrazione specializzati che avevano per ogni settore merceologico gli stessi testi e le stesse basi da adattare, e cambiavano solo il nome dell’azienda da pubblicizzare!).

Nacquero trasmissioni come la storia del festival di Sanremo, con i collegamenti giornalieri dalla città dei fiori; quelle specializzate sugli anni 60, da poco passati ma sempre vivi nella memoria di chi non era più giovane; gli incontri con il dottor Carmelo D’Agostino, che preparava diete personalizzate; con il consulente finanziario (allora fu Lilla Formica, assessore comunale e specializzata nel settore, a mettersi a disposizione in diretta per un’ora a settimana); affrontammo temi ambientali, con il prof. Peppuccio Pitrone, in notevole anticipo sul tempo; accogliemmo in studio i candidati alle elezioni ai quali fu data la possibilità di proporre i loro programmi o ribadire i loro impegni per la città. E per lo sport, entrato prepotentemente nel palinsesto, un giovanissimo Giovanni Petrungaro trasmetteva le radiocronache degli incontri del Messina.

Anche i brani messi in onda erano quelli richiesti dal pubblico più esigente, ma senza trascurare le fasce d’ascolto popolari.

Il nome della radio mutò: la vecchia RADIO LIONTE era diventata RADIO LIONTE STEREO L, quindi solo STEREO ELLE, dove la L era l’iniziale di LIONTE. Dopo poco, a seguito di accordi condotti su vasta scala, RADIO STEREO ITALIA, che entrò a far parte del Circuito Radio 84, e successivamente di RADIO DONNA. Infine, la radio assume la denominazione di RADIO MILAZZO, a seguito della chiusura di RADIO MILAZZO INTERNATIONAL che trasmetteva sui 102 Mhz.

Ecco in sintesi, e fino ai primi anni 90, i ricordi di una emittente che è rimasta la più “vecchia” di Milazzo e fra le prime della provincia.

Ecco che viene ideato un nuovo contenitore che ha il compito di riportare nelle case dei vecchi ascoltatori le voci storiche, riproponendo programmi cult. Le voci non più immature dei giovanissimi conduttori sono adesso quelle di ragazzi rimasti tali solo nelle loro convinzioni e nello spirito. Io viaggio spedito verso i 70 anni, altri ne hanno compiuto 60, e la mascotte di allora ne ha 50. Cosa si aspettano da noi gli ascoltatori: niente di eccezionale o di trascendentale. Sicuramente anche loro vogliono tornare indietro, e ci riusciranno ascoltando canzoni da “tempo delle mele” o da rotonde sul mare. Ma anche tanta simpatia, qualche telefonata, qualche dedica, un nostalgico “come eravamo, come eravate” e il desiderio di riportare nelle case un gruppo che dopo anni si ritrova a misurarsi con una volontà mai venuta meno! Rispetto ad allora ci sono due new entry, Agata Alibrando e Cinzia Alosi. Non erano nel gruppo in quegli anni, ma nessuno ci ha fatto caso, perchè si sono ambientate fin dalla prima trasmissione. E se qualcuno degli ascoltatori ha dichiarato di non ricordarle, hanno avuto la risposta pronta: “In effetti neanche noi ci ricordiamo di voi… eravamo in tanti, ed è passato tanto tempo!” La messa in onda è ogni domenica alle ore 10 sui 100 mhz, il titolo, CENTOFOREVER, e la durata 90 minuti. Come un incontro di calcio. Con la sola differenza che quelli si giocano a porta chiuse, per timore del contagio! Noi, nonostante il distanziamento, abbiamo contagiato migliaia e migliaia di ascoltatori, vecchi e nuovi. Tutti vittime di RADIO MILAZZO o, se preferite, di Radio Lionte, o di radio STERO ELLE, o di radio STEREO ITALIA. Tanto, siamo sempre noi!   

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