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MILAZZO: SPIAGGE SPORCHE? PRIVATIZZIAMOLE E CONTROLLIAMO CHI ENTRA!

Una sconcertante discussione. Tutti hanno visto ma nessuno sa niente… Eppure qualcuno sporca. Gli altri stanno a guardare!

di Santino Smedili

ngonia-tono-milazzo-spazzaturaPubblichiamo solo una foto. Solo una fra le tante che potremmo scattare come prova dell’inciviltà e della barbarie, del menefreghismo e dell’indolenza, tipicamente milazzesi! Assistiamo impotenti al degrado delle spiagge, ai cumuli di cenere che spuntano con sempre maggiore frequenza il giorno successivo a quello nel quale ci siamo recati sulla nostra solita spiaggia, quella di Ponente, per fare il bagno, per rinfrescarci in queste caldissime giornate di agosto. E non possiamo prendercela con nessuno. Anzi, il capro espiatorio lo troviamo sempre: il Sindaco, qualunque sia il suo colore politico. Il Sindaco è il responsabile di quello che succede a Milazzo, nel municipio, in una scuola, nel supermercato, nel condominio, anche nel giardino di casa nostra, ammesso che ne abbiamo uno! Un Sindaco fa sempre comodo per sfogare la propria rabbia; è la persona giusta per manifestare le proprie ansie, le proprie delusioni. La persona giusta alla quale raccontare che non si hanno i soldi per comprare la bombola perché non si lavora, ma rispondere mentre stai parlando con lui allo smartphone di ultima generazione dicendo: “Ti richiamo io, ora sono dal Sindaco…”! Il Sindaco, questo sconosciuto perché si chiude nella sua stanza e non riceve nessuno. E anche se ti riceve, non è capace di trovarti il posto di lavoro, o farti prendere il sussidio di disoccupazione. Che Sindaco è se non fa nulla perché tuo figlio è disoccupato, e vorrebbe un posto come dice lui, magari con inizio alle 10 del mattino, meglio se sotto casa, e per non più di un paio di ore al giorno, fissate dallo stesso giovane disoccupato? Che Sindaco è se non ti dà la casa popolare, e non è in grado di fare ripulire la spiaggia, quella che fu di tuo nonno, di tuo padre, e che domani dovrebbe essere di tuo figlio e anche di tuo nipote, ma che oggi è tua, però è sporca, perché qualcuno l’ha sporcata. Lui non lo sa chi è stato, ma tu lo sai, però non glielo dici, perché altrimenti sei tacciato di essere “sbirro e confidente”, come si diceva una volta. E poi il Sindaco è anche un avvocato, quindi tante cose non puoi andare a dirgliele! Ma tu sai chi è stato, perché lo hai visto. Non era solo: almeno dieci persone. Non hanno montato le tende come si faceva una volta, mettendo lenzuola o coperte per ripararsi dal sole: hanno portato un più pratico gazebo 4 metri per 4 metri. E lì sotto tavoli, sedie e ogni ben di Dio. Perchè a casa c’è caldo, e hanno deciso che oggi si mangia tutti sulla spiaggia. Come si faceva una volta a Pasquetta o il 1° maggio. Sulle prime guardi compiaciuto, anzi con un po’ di nostalgia, pensando ai tempi in cui anche tu, andando a mare, portavi l’anguria, la immergevi in acqua ed era una delizia mangiarla come frutta, fresca e dissetante al tempo stesso! Sorridi, fai il bagno, te ne vai, mentre quelli continuano ad ammassare sempre più viveri, coperti da carta stagnola o tirati fuori da enormi dispense frigo portatili… Come te tanti altri bagnanti, compiaciuti per lo spirito di iniziativa, ma un po’ contrariati di non poterlo fare perché si è avanti negli anni, e non ci sono più le forze o la volontà di imitarli… Ecco la discussione che abbiamo ascoltato il giorno dopo… “Ma tu lo vedi cosa hanno lasciato lì sopra? Piatti di plastica, bottiglie vuote, bicchieri e posate, sparsi sulla spiaggia e vicino al cassonetto che non potrebbe né ora né mai contenere i rifiuti di quella orda famelica di barbari! Massa di lordi! Ma non si vergognano??? Però del gazebo nemmeno l’ombra. E tu pensi che torneranno tanto facilmente? Ecco, vedi quei resti di falò? Stai attento, non fare avvicinare il bambino… Ma certo, aggiunge un altro, “si rustèru puru ‘a sasizza!”. Ma possibile che non sia intervenuto nessuno per far notare quel che stavano facendo? ma perché, cosa facevano di male? E che andavo io? Avrei dovuto chiamare i Vigili. Ma i Vigili Urbani non passano mai da qui… “I Vigili? La Capitaneria, dovrebbe passare… Così gli avrebbero insegnato l’educazione!”. E già… Ma voi non avete fatto nulla, non so… far notare che non era possibile quella specie di ristorante sulla spiaggia, il fuoco, i viveri, le bevande, la frutta, i piatti…? Niente di niente, vero? Ma mi scusi… Noi avremmo dovuto dire a quelli che tutte queste cose non si possono fare? E se quelli ci alzavano mano? Se mentre tagliavamo il pane prendevano un coltello e ce lo conficcavano nello stomaco? A noi chi ci porta? Noi ci facciamo gli affari nostri… Pare che è compito nostro? Chi li conosce? Metti caso che sono delinquenti… anche le persone per bene poi, sotto sotto, sono criminali. Io domani non vado nemmeno più a Ponente: tutta sporca, nessuno che raccoglie i rifiuti! L’altro giorno sentivo una puzza strana… di cacca. E sapete cosa c’era? Un pannolino seppellito sotto la ghiaia: proprio ad una paio di metri da me, sulla spiaggia. Me la ricordo la persona che c’era a mare, con il bambino… Appena la vedo glielo dico, eccome! Per farti insultare? Come dimostri che quella cacca l’aveva fatta suo figlio? E se c’è il marito che fai, ti devi sciarrìare, vero? Ma perché non ti fai gli affari tuoi? Io domani me ne vado in un altro posto, e così levo l’occasione. Qui dovrebbe venire il Sindaco. Lui non viene qui a farsi il bagno, almeno si accorge quello che succede sulla spiaggia… Sì, u Sinducu veni ccà a mmari… Chiddu fossi si ndi va a Tunnara. No, al Lido… dal lido non si vede la spazzatura… Il Sindaco a mare? E dove ce l’ha il tempo il Sindaco per andare a mare? Sì, ora mi vuoi fare credere che il Sindaco non si fa nemmeno il bagno… E che fa con questo caldo? Ve lo dico io: si sta nella sua stanza, al comune, in mezzo all’aria condizionata, chi gliela fa fare ad uscire”… Discussione inventata, pensate voi, vero? Probabilmente. Però un amico mio che fece notare alla signora che non poteva sotterrare il pannolino, ebbe la risposta minacciosa da parte del marito: “Ma picchì non ti fa i cazzi tò?”. In un dialetto che non era milazzese! A questo punto l’unica cosa da fare sarebbe quella di privatizzare tutta la spiaggia: da parte del Comune, anche senza far pagare nulla per l’accesso, ma garantendo la civile convivenza! E chi vuole farsi il bagno dovrebbe rendere conto a chi la gestisce di quello che fa… Altri posti di lavoro, vero?

 

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