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MILAZZO, VIA REGIS: SEQUESTRATI IN CASA

regis-3ENORMI DIFFICOLTA’ NELLA CIRCOLAZIONE E NELLA SOSTA, LAMENTATE DA ANNI! NESSUNO PENSAVA CHE SAREBBE ACCADUTO ANCHE QUESTO: BLOCCARE LA PORTA DI UNA FAMIGLIA, CON UNA VETTURA IN SOSTA!regis-1Ci hanno inviato delle foto, scattate in una giornata di traffico normale: quelli che si vedono sul marciapiede, con le ruote laterali per “allargare” la sede stradale e consentire il transito nei due sensi, sono veicoli che appartengono ai residenti della via M. Regis, nel tratto che dalla via Maio Mariano porta fino alla via Spiaggia di Ponente. Per intenderci, fino al vecchio macello! I pedoni dovrebbero servirsi del marciapiede, o meglio di quel poco che è rimasto, a meno che non ci sia un autocarro, il quale è costretto a parcheggiare ATTACCATO AL MURO, e in quel caso il pedone è costretto a scendere sulla sede stradale. “Ma cosa c’è di male”, direte voi vedendo queste foto? Niente, in effetti: a parte le mamme con il passeggino, ma è questione di tempo, se la situazione dovesse durare. Perchè una volta che i figli saranno in grado di camminare, anche loro, allineati e coperti, possono transitare sul marciapiede. La sosta con le ruote sul marciapiede è frutto quindi di un passaparola fra i residenti per consentire il transito in due sensi, visto che nessuno si prende la briga di realizzare una zona di divieto da un lato (ma nessuno è disposto a percorrere un centinaio di metri a piedi dopo aver lasciato l’auto nelle vicinanze, vedi lungomare di Ponente, che di parcheggi ne ha in abbondanza…) o, quel che sarebbe consigliabile, un senso di marcia da est verso ovest o viceversa, sollecitando la realizzazione delle famose “vie di fuga” del rione San Giovanni: e ci pare che la via Escrivà, dove sorgono i palazzi Maiorana (che attende solo di essere completata per sfociare sulla riviera di ponente) possa benissimo essere utilizzata come strada alternativa. In ogni caso, c’è sempre la via Cosenz, che presenta lo stesso problema!

Ma se a sostare non sono i residenti, e il fatto si verifica nei giorni di mercato, cosa potrebbe accadere? Quel che è accaduto ad una famiglia, che ha voluto sfogarsi con il nostro giornale: segregati in casa, poichè la vettura di UNA TIZIA (doverosa precisazione, ma avrebbe potuto essere anche UN TIZIO, perchè i maschi non sono esentati da certe infrazioni o… disattenzioni!) ha BLOCCATO LA PORTA DI INGRESSO di un’abitazione! Immaginate la meraviglia quando il figlio stava per uscire da casa ed ha trovato la porta sbarrata dalla macchina! “Papà, non pozzu nèsciri!“, richiamando l’attenzione del padre che non si rendeva conto del perchè il figlio non potesse uscire! E chiamando con maggiore insistenza, ecco che il padre e la madre si rendevano conto, anche loro, di essere stati segregati in casa, da chi non erano in grado di saperlo! Inutile tentare di chiamare i vigili urbani, i quali contravvenzionando quell’auto, avrebbero dovuto procedere a elevare un verbale a tutte le altre! E allora che fare? Idea: una scaletta, con la quale al figlio è stato possibile salire sulla vettura e superarla, spiccando un salto per uscire in strada! Mentre gli altri componenti della famiglia sono rimasti in casa, ad attendere con pazienza il deficiente di turno, da apostrofare violentemente richiamandolo al rispetto della civile convivenza! Mezz’ora buona, ed ecco che arriva una donna, la quale entra in auto, mette in moto e si appresta a far manovra; ma il pugno che batte sul finestrino laterale la fa fermare. Abbassato il finestrino, si rivolge inviperita all’uomo: “Non mi bussi così, che mi vuole rompere il finestrino? Cosa c’è?“. “Le sembra questo il modo di parcheggiare la macchina? Ci ha bloccati dentro! Ma vedi se questo è modo di ragionare!!!” e tutto quel che passa per la testa a chi vorrebbe, a parole, mangiarsi il mondo e poi non è capace di fare del male ad una mosca! Al che la guidatrice: “Ma picchì, non l’havi n’autra potta sta casa? Non l’havi ‘u giaddinu! E bonu, non murìu nuddu! Quanta pulemica chi sta facendu… Mi facissi andari chi si fici taddu!“. Il segno della croce fatto con la mano sinistra, ovviamente da parte dell’uomo che era stato “liberato” e dissequestrato, metteva fine alla paradossale vicenda. Vogliamo fare il seguito? 

1 Commento

  1. anch'io vittima della maleducazione

    La stessa cosa accadeva davanti al portone di casa mia in una sera di movida al borgo. La signora che ha parcheggiato (signora è un eufemismo visto l’atteggiamento molto più paragonabile a quello di una zoccola, senza offesa per la zoccola), quando le ho fatto presente la cosa mi ha detto che siccome non avevo il passo carrabile attaccato al muro, non dovevo chiederle di spostare la macchina. Al che ho fatto presente che nel caso avessi dovuto uscire, sarei passato con gli scarponi chiodati sul cofano della sua auto. Inutile continuare perché né lei ha spostato l’auto né io l’ho danneggiata, ma volentieri non nego che un paio di ceffoni li avrei fatti volare sulla faccia tosta e sfrontata della zoccola di cui sopra.

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