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MIMMO BARRESI, UNO DI NOI, E IL SUO AMORE CON IL MARE

DUE ANNI FA, IL PRIMO GIORNO D’AUTUNNO, L’ULTIMA SUA INNOCUA BATTUTA DI PESCA… 

Mimmo Barresi, 70 anni, coniugato, padre di tre figli, abitava a Fiumarella, ed a Milazzo era molto conosciuto per la sua passione per il mare e le innocue battute di pesca. Amava immergersi, con una tuta da sub, per esplorare i fondali alla ricerca di piccole prede, per una passione che durava fin da bambino. Anni in cui tutti noi, con la vecchia marina Garibaldi a due passi ed il suo mare limpido, ci spostavamo in equilibrio precario, da uno scoglio all’altro, scendendo da quella scaletta che ancora esiste, quasi alle spalle della Statua alla Libertà, nel tentativo spesso andato a buon fine di staccare patelle, ricci, o prendere frutti di mare che sarebbero serviti per le successive battute di pesca, attaccando questo nostro bottino agli ami. E poi facevamo sfoggio di abilità cercando di risalire non dalla solita scaletta, dalla quale eravamo scesi, ma con la forza delle braccia su per il muro in pietra lavica, senza trovare mai un appoggio su cui posizionare i piedi bagnati. Tentativi che riuscivano solo con il passare del tempo, e man mano che crescevamo, ma i nostri idoli erano proprio i più grandi, anche se la loro età era 12 o 14 anni. E Mimmo era più grande, e a lui dovevamo rispetto proprio in virtù di quell’età che faceva la differenza… Anche se era cresciuto anche lui, come una miriade di altri ragazzi, nella Sena, Piazza Perdichizzi, dove il più grande ed il più piccolo erano coetanei… Era orgoglioso, Mimmo, perchè era stato citato assieme ai suoi fratelli e ad altri amici d’infanzia nel libro DALLA SENA IN POI… del quale, fermando improvvisamente un giorno la sua inseparabile vespetta, aveva chiesto di averne una copia con una dedica personalizzata. Un legame che voleva mantenere con quel mondo passato e con i vecchi amici di un tempo, rimasti tali a dispetto degli anni e dei capelli bianchi! Amicizie sincere, leali, disinteressate, che durano in eterno e costituiscono il ricco bagaglio che porteremo con noi. 

Quel primo giorno di autunno di due anni fa, Mimmo, uno dei ragazzi della Sena, fratello di Enzo, di Maurizio, di Franca, era giunto in marina, per continuare il suo incontro con il mare. Era un amore diventato negli anni una passione, che lo aveva avvinto e non gli dava tregua. A dispetto dei suoi 70 anni, Mimmo non esitava a tuffarsi in acqua, nello specchio antistante il Lungomare, per esplorare i fondali. Sempre gli stessi, dopo la mareggiata del 1981, che aveva trasformato drasticamente la flora e la fauna marina. Mimmo pescava piccoli pesci, polipi, ricci, patelle… E lo faceva in ogni stagione, anche se gli anni passavano, anche se le sue condizioni di salute non glielo avrebbero più consentito. La sua inseparabile vespetta bianca, la sua andatura caracollante e caratteristica, la tuta da sub e giù in acqua. Un passante ha visto, verso le 8.30, il corpo di un sub galleggiare, trasportato dalla corrente. Immediato l’allarme alla Capitaneria, che ha attivato la motovedetta per prestare i soccorsi del caso. E’ apparso subito chiaro che era successo qualcosa di irreparabile. La corrente ha sospinto il corpo, fra la banchina del Lungomare e gli scogli frangiflutti, verso la spiaggetta del Circolo Tennis e Vela. Le ricerche sulla vespetta del povero Mimmo hanno permesso di risalire alle generalità della persona che si era tuffata poche ore prima in acqua: nessun dubbio, anche se si attendeva il riconoscimento ufficiale, fatto da un proprio da me, amico d’infanzia, che conoscevo le sue abitudini. Il figlio Salvatore, titolare di una scuola di ballo a Milazzo, PAM PAM, ha dato la triste conferma: era papà… Una sola amara dichiarazione, per scaricare la tensione: “Non volevamo, ma la passione era più forte di lui. Aveva avuto un problema di salute, gli abbiamo impedito di indossare la tuta subacquea, per due volte gliel’abbiamo addirittura nascosta. Niente da fare. Ne aveva acquistata una terza…“. Era il richiamo del mare, Salvatore. Non sappiamo cosa sia successo, probabilmente un malore. Non indossava più la maschera, e forse appena avrà avvertito che le sue condizioni non erano ottimali, l’avrà tolta lui stesso… Il mare lo ha tradito, ma al tempo stesso ha avuto pietà di lui, lasciando che il corpo rimanesse a galla e non si inabissasse, per essere trasportato dalle correnti chissà dove. Sì, forse il mare, per farsi perdonare del male che aveva fatto a chi lo amava tanto, lo ha cullato dolcemente, quindi lo ha trasportato delicatamente fino alla spiaggia. Il mare lo ha tradito… Mimmo non l’avrebbe mai pensato, e non lo meritava… Addio, Mimmo… Sono stato fra quelli che ti hanno visto per l’ultima volta, stamattina, su quella spiaggia. Ho voluto guardarti a lungo prima di andare via… Non dimenticherò il tuo volto, in questo primo giorno d’autunno; ma preferisco ricordarmi di quagli anni vissuti in una piazzetta, nel cuore di Milazzo, tantissimi anni fa… Liberi di correre, di giocare, di divertirci! Di sognare! Di vivere! 

 

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