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MIRKO BASILE, creatore di una manifesto che ha fatto il giro del mondo

Mirko Basile, un ragazzo di Milazzo che conosco e che tutti noi conosciamo, è stato il creatore dei due manifesti realizzati per portare avanti la battaglia per restituire la libertà ad un innocente, Chico Forti, da oltre venti anni nelle prigioni americane. Non è la prima volta che gli “amici” americani tengono nelle loro carceri cittadini italiani, condannati a seguito di processi sommari. Un po’ come si faceva un tempo, quando vigeva la legge del giudice Colt o si prendeva una corda e la si assicurava ad un ramo. Furono migliaia gli innocenti che furono impiccati senza un processo o a seguito di un verdetto pronunciato in un saloon, al termine del quale c’era da bere per tutti!

MIRKO BASILE, per la sua giovanissima età, non conosce molti retroscena: non vanno dimenticati gli anarchici SACCO e VANZETTI, così come non va dimenticata Silvia BARALDINI. Spesso le vittime innocenti della giustizia (o dovremmo scrivere INGIUSTIZIA) americana, diventano merce di scambio. Non dimentichiamo i morti del Cermis, o l’omicidio “per errore” di Nicola Calipari. Mirko Basile ha inteso rappresentare, grazie al suo estro ed alla creatività che lo porteranno lontano, due manifesti per LE IENE e per la manifestazione che si è tenuta lo scorso 12 settembre a Bologna. Non saranno gli ultimi eventi, perchè la lotta per Chico Forti continua. Dobbiamo solo avere pazienza, e pregare!  Un bravo a MIRKO, che tramite le sue creazioni ha permesso a tanti nostri concittadini di conoscere la storia di Chico Forti: una storia assurda, che potrebbe capitare ad ognuno di noi. Una storia assurda che riportiamo di seguito.

BREVE STORIA DI CHICO FORTI 

Enrico Forti, detto Chico, è un italiano condannato all’ergastolo negli Stati Uniti d’America. Da allora si trova in un carcere di massima sicurezza a Miami per un crimine che dichiara di non aver mai commesso e, nonostante vent’anni di reclusione, non smette di proclamare la sua innocenza.

Tutto ha inizio quando Chico Forti partecipa al quiz televisivo Telemike, vincendo una cospicua somma di denaro. Con questa vincita, due anni dopo, decide di inseguire il suo sogno americano e si trasferisce negli Stati Uniti dove continua la sua attività di film-maker e produttore televisivo. Di lì a poco conosce la sua seconda moglie, dalla quale avrà tre figli: Savannah, Jenna e Francesco.

In quel periodo le cose per lui vanno a gonfie vele e in poco tempo riesce a trasferirsi in un esclusivo complesso residenziale di Miami: Williams Island. Decide inoltre di intraprendere attività imprenditoriale parallela, questa volta nel settore immobiliare, specializzandosi nella compravendita di appartamenti di lusso. Tutto sembra perfetto ma, ironia della sorte, l’arrivo di Chico a Williams Island segnerà l’inizio della sua triste vicenda, poiché qui entrerà in contatto con le persone sbagliate. La sua vita, infatti, viene improvvisamente sconvolta quando, nel febbraio del 1998, viene trovato morto Dale Pike, figlio di Tony Pike, dal quale Chico stava acquistando il Pikes Hotel di Ibiza. Per quell’omicidio, il 15 giugno del 2000, Chico viene condannato all’ergastolo da una giuria popolare, senza alcuna prova forense oggettiva e dopo un processo durato soltanto diciotto giorni! La sua condanna, però, non è stata emessa “al di là di ogni ragionevole dubbio”, anzi, sul verdetto di colpevolezza i dubbi sono numerosi, fondati su una lunga serie di omissioni, errori, scorrettezze e approssimazioni da parte della polizia di Miami, iniziati con il ritrovamento del cadavere e proseguiti durante tutto il corso dell’iter giudiziario.

A sostenere Chico in tutti questi anni, oltre alla sua “mamma roccia” Maria, oggi novantaduenne, ci sono i suoi tre figli, lo zio Gianni Forti con Wilma e il suo amico del cuore Roberto Fodde.

Tantissimi amici, artisti e personaggi dello spettacolo hanno parlato della sua vicenda per tenere viva l’attenzione mediatica, nella speranza che presto Chico possa rientrare in Italia da uomo libero.

Negli ultimi mesi, grazie ai servizi de Le Iene, in Italia si è creato un forte coinvolgimento dell’opinione pubblica. In seguito a questo interessamento, la pagina Facebook Chico Forti ha lanciato l’idea di affiggere le prime locandine “Liberate Chico” nelle attività commerciali e sulle auto. In poco tempo la solidarietà cresce al punto che si decide di dare un nome a tutte queste iniziative e nasce così L’Onda di Chico, facendo un chiaro riferimento al suo passato nel mondo del Windsurf.

Nel 2019, svariati gruppi di persone hanno spontaneamente iniziato a riunirsi nelle proprie città, con l’intento di diffondere il più possibile il messaggio, che in questa iniziativa diventa “Giustizia per Chico”.

Tutta l’Italia ormai si sta mobilitando per il caso di Chico Forti. Persone comuni che investono il loro tempo e le loro energie per sensibilizzare l’opinione pubblica e diventare la voce di Chico. Grazie al loro impegno, in moltissime città sono stati distribuiti e affissi striscioni, cartelloni e locandine de L’Onda di Chico. È stata anche composta una canzone e uno spot è stato trasmesso nelle radio e nelle sale cinematografiche. A chiunque potrebbe capitare di trovarsi nei panni di Chico Forti, aiutaci a sostenere la sua causa e a riportarlo in Italia.

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