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MORTALITA’, NON SOTTOVALUTATE IL TONER DELLE STAMPANTI!

IL NOSTRO GRIDO D’ALLARME NON SARA’ PRESO IN CONSIDERAZIONE DA NESSUNO: ORMAI LA TECNOLOGIA HA FATTO PASSI DA GIGANTE, ED E’ IMPOSSIBILE TORNARE INDIETRO. COSTI QUEL CHE COSTI, ANCHE I MORTI!

Il toner è una polvere finissima costituita da particelle di carbone, ossidi di ferro e resina. Viene utilizzato dalle stampanti laser, nelle fotocopiatrici e nei fax.
Secondo un’indagine australiana, oltre alle allergie dovute al toner, sarebbe elevato il rischio di cancro soprattutto a carico della vescica.
Si pensa, infatti, che stampanti laser e fotocopiatrici producano polveri nocive, gas volatili organici (VOC) e materiali di abrasione (selenio, cadmio, nichel e polveri di toner). A causa dell’immensa diffusione di tali attrezzature, l’aria respirata vicino a tali apparecchiature diviene più inquinata rispetto all’aria esterna.
La ricerca scientifica australiana ha rivelato che lavorare vicino ad una stampante o a una fotocopiatrice in funzione, equivale ad inalare fumi di sigaretta o ad inspirare gas di scarico di ingorgo stradale.
Con i nuovi sistemi di stampa la dimensione delle particelle di toner è inferiore a dieci micron e vi è la tendenza a creare toner sempre più sottili per ottimizzare la definizione delle immagini. Molti metalli, quindi, possono facilmente entrare nell’organismo umano mediante la respirazione e la cute, finendo nell’apparato urinario. Oltre ai metalli pesanti, vengono rilasciati ozono, formaldeide e benzene. Inoltre, quando si accumulano tante sostanze metalliche nell’organismo, vengono rilasciate in vari organi (reni, fegato, ecc.), dove restano perché non sono biodegradabili.

Al momento non esiste una tecnologia in grado di sostituire il toner. Sono stati fatti comunque dei tentativi, attraverso lo studio di soluzioni alternative, più ecologiche; è stato introdotto il Bioblack, un toner a base di soia, il quale però era composto solo da circa il 34% di soia, mentre la restante parte aveva la stessa composizione di un normale toner. Nonostante il tentativo di mascherare il toner o riformularlo attraverso fantasiosi espedienti, questo rimane una sostanza tossica da manipolare con cautela. Per quante precauzioni, comunque, si possono adottare, rimane il problema del forno fusore degli apparecchi di stampa, poichè questo emette benzene, formaldeide e ozono durante la sua attività, sostanze qualificate dagli organismi di ricerca, come cancerogene, mutagene e/o tossiche.

In conclusione, se nel prossimo futuro dovessero verificarsi morti per tumore, non diamo la colpa sempre alla Raffineria! Oltre al traffico autoveicolare, al fumo delle sigarette, ai pesticidi, agli anticrittogamici, all’alimentazione, teniamo in conto anche il TONER, che per la presenza di stampanti in quasi tutte le famiglie, comincia ad avvelenare l’organismo fin dalla primissima infanzia! 

 

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