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NASCE IL “COLLETTIVO COMUNISTA” NAZIONALE

COMUNICATO STAMPA DEL CIRCOLO COMUNISTA VENTUNOUNOVENTUNO MILAZZO 

Messina, 3 settembre 2019

Care Compagne e cari Compagni , è nato oggi il “ Collettivo Comunista” Nazionale. 
“Eccolo” – diranno i soliti benpensanti – “l’ennesimo partito/ movimento che si aggiunge alla galassia di partiti e movimenti comunisti dello ‘zero virgola’, fortemente autoreferenziale e convinto di essere l’unico a interpretare e a procrastinare l’eredità comunista del secolo scorso”.
Cari “benpensanti” è un piacere deludervi, ma questa volta non è così. “Collettivo Comunista” nasce dalla forte e sentita esigenza di alcuni compagni e compagne di unire tutti i comunisti, i progressisti, gli uomini e le donne autenticamente di sinistra a difesa dei valori identitari che ci hanno contraddistinti per più di un secolo e che oggi diventano indispensabili per difendere questo nostro Paese da un pericolo molto più grande delle nostre piccole differenze: il neoliberismo imperante e dominante. Un pericolo, a dire il vero, che è nato e si è consolidato nel corso di un trentennio ma che oggi esprime il suo volto più becero, xenofobo, omofobo, razzista, guerrafondaio, votato al profitto capitalista, creatore di nuove schiavitù; in una sola parola: fascista.
Noi che stupidamente ci dividiamo in arroccamenti quasi solitari che, rivendicando obsoleti totem ideologici, ci fanno smarrire da un lato la comprensione della realtà, dall’altro forniscono alle classi dominanti l’alibi del “ divide et impera” che, se una volta era una loro prerogativa , oggi possono farne anche a meno, visto che ci pensiamo noi da soli ad attuarlo. Noi abbiamo un solo faro ideologico , quel Marx che proprio oggi, depurato dalle incrostazioni e dai fallimenti della storia, è tornato ad essere più attuale che mai in particolare nell’assunto che “la felicità degli ultimi è indispensabile per la felicità di tutti”. Essere comunisti , progressisti e autenticamente di sinistra oggi significa comprendere la realtà che ci circonda che è molto diversa da quella del secolo scorso. Oggi “il padrone” non è più il capitalista proprietario della fabbrica, ma si configura in diverse entità fisicamente meno individuabili, che non si toccano e spesso, neanche si vedono. Esistono colossi dell’economia e del mondo cosiddetto “virtuale” che hanno fatturati superiori al PIL di uno Stato e di esso, se lo vogliono, diventano “padroni”. Oggi questi colossi hanno una forza economica che si traduce in manipolazione delle coscienze al punto da farci vivere in una “dittatura democratica” : ci illudono di essere liberi solo perché votiamo o leggiamo più giornali o vediamo più televisioni, ma di fatto ci costringono a comportamenti , anche quotidiani, che ingrassano i loro loschi interessi.
Capire la realtà dunque significa rivendicare con forza i nostri valori sapendoli adattare all’oggi: valori che non sono più la collettivizzazione dei mezzi di produzione, la “ dittatura del proletariato” o la “presa del “palazzo d’inverno” ma più semplicemente : politiche economiche egualitarie, un fisco progressivo e redistributivo con esenzioni al basso e ” patrimoniali” in alto; una scuola pubblica che, funzionale alla conoscenza e non al mercato, funga da ascensore sociale; una politica estera che “ripudi la guerra”; servizi pubblici efficienti e gratuiti per le fasce più deboli; una giustizia efficiente ed effettivamente amministrata “ in nome del popolo”, una Sanità pubblica che garantisca il diritto alla Salute prima del diritto ad essere curati, uno Stato che non abbia funzioni di Notaio del Mercato ma che sia attore protagonista della vita socio-economica-politica del Paese, uno Stato che “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo garantendo solidarietà politica economica e sociale; uno Stato che ridia dignità al lavoro come garanzia di libertà dell’individuo. 
Tutte queste cose che, lette così, possono sembrare un inutile esercizio di retorica, sono scritte nella nostra Costituzione Repubblicana e Antifascista che è costata tanto sangue , lacerazioni e dolore e che oggi viene considerata carta straccia e un inutile orpello da questi ascari impenitenti che decidono della nostra vita e del futuro dei nostri figli. 
Per tutto questo, uniti si vince; dispersi porteremo acqua ai nostri aguzzini.
Infine il simbolo. E’ necessario un simbolo che ci faccia conoscere e , soprattutto, riconoscere; un simbolo che non sia una cosa buona per ogni stagione, o che viva solo nelle campagne elettorali. Un simbolo che identifichi chiaramente e senza alcun dubbio da che parte stiamo; un simbolo che segni inequivocabilmente la nostra differenza rispetto al sistema neoliberista: Falce e Martello, un simbolo che sa rinnovarsi rimanendo uguale a se stesso; un simbolo che racconta la nostra storia ma che, oggi, indica il nostro futuro. 
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”. (Bertold Brecht)

Al lavoro e alla Lotta, Compagne e Compagni

                             

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