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NICOLA LO DUCA, son passati dieci anni…

Si era spento improvvisamente l’11 febbraio 2011 il dottor NICOLA LO DUCA, otorinolaringoiatra, e la sua scomparsa lasciò increduli i milazzesi e tutti coloro che lo conoscevano. Da allora sono passati dieci anni, e il ricordo di lui non si è affievolito: onesto, generoso, altruista, disponibile ma soprattutto umile, Nicola Lo Duca manca alla nostra società. Manca persino quel riferimento in via San Giovanni: il suo studio. Al posto di quel vecchio caseggiato, sorge da qualche mese un palazzo, che ha cancellato ogni traccia del passato, ma non riuscirà mai a cancellare i ricordi di chi quella strada la percorreva anche più volte al giorno, e ancora oggi rivede le attività, gli studi, i suoi abitanti.

Il dottor Nicola Lo Duca oggi sarebbe stato un medico in pensione, interamente dedicato alla sua famiglia, una volta conclusa la sua carriera professionale. E poi? Siamo proprio certi che non avrebbe preso parte, da protagonista, ad iniziative culturali, letterarie, sociali? A qualche anno dalla sua scomparsa il compianto Gigi Billè, sulla “Voce di Milazzo”, meravigliandosi non poco, cominciò a dare spazio ad un Nicola Lo Duca inedito, pubblicando quanto lui, “arguto ed autoironico”, proprio come lo stesso Billè lo definì, scriveva per la Rassegna artistico – letteraria dell’ASLAI, l’associazione Sanitaria Letterati Artisti Italiani. Si tratta di scritti che lo stesso ex alunno del Liceo Impallomeni (e Nicola, così come il fratello Nino, aveva frequentato l’istituto di Via Risorgimento), aveva affidato solo a quella associazione, e grande fu lo stupore dei lettori della VOCE nello scoprire un Nicola Lo Duca che nessuno avrebbe immaginato! La sua profonda conoscenza letteraria ed il talento per la pittura erano doti che preferiva tenere per sè, per naturale riservatezza: mai cercò i primi piani, la luce abbagliante dei riflettori, rimanendo sempre una persona modesta, che aveva messo al primo posto la sua famiglia, il lavoro, gli affetti, le amicizie! Dell’amicizia ne fu testimone lo stesso Gigi Billè, presentando un suo scritto, “La componente olfattiva della vacanza”, e dedicandolo ai lettori. Proprio come facciamo noi, per ricordare un vecchio compagno di scuola che ci onorò della sua amicizia, e che troppo presto è partito per un lungo viaggio…

“Non c’è gusto a vivere la vacanza nella propria città: anche se chiudi la professione, anche se vivi in plein air, anche se usi la bici, anche se ti vesti in libertà, non hai la sensazione di vivere in un luogo di svago, ti assillano rumori consueti, paesaggi già visti, anche se godibili con più serenità, oggetti da toccare già toccati mille volte che non ti danno nessuna emozione perchè già memorizzati. Prova a bendarti gli occhi, fatti portare in giro senza saper dove, fai tanti chilometri e se all’olfatto percepisci nuovi odori, sei sicuro di essere in vacanza.

Siano fiori, smog, fumo, muffe, umidità, tutto contribuisce a darti la sensazione di essere altrove.

Il primo impatto col nuovo ti arriva dal naso: se la città fosse Roma e non avesse l’odore dello smog, che Roma sarebbe? E Venezia senza le muffe e l’umidità non ti darebbe godimento nemmeno con i suoi straordinari canali. Riconosciamo il piacere della zagara della Conda d’Oro, l’aria sulfurea di Vulcano, il trauma violento per le concimazioni organiche della Pianura Padana, l’aria frizzante e fresca della montagna, l’odore dell’alga in riva al mare.

Completa l’opera di godimento la componente olfattiva del gusto, che per discreta parte ti immerge completamente nell’ambiente dove sei capitato, i suoni ti avvolgono in un abbraccio e quando ti togli la benda dagli occhi realizzi la scena e finalmente puoi toccarla e viverla.”

Nel decimo anniversario della scomparsa di Nicola Lo Duca, TERMINAL torna ad essere vicino alla moglie, ai suoi figli, a tutti i congiunti.   

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