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NOI PIANGIAMO IL FICUS, E NEL MONDO…

maxressingaporedefaultINTERESSANTE RISPOSTA ALLA PROPOSTA DI “RUBARE” SPAZIO AL MARE PER FARE CRESCERE LA CITTA’. SE PENSIAMO CHE UNA VOLTA IL MARE LAMBIVA IL MULINO E LA CITTA’ FINIVA ALLA LANTERNA… PERCHE’ NON ALLARGARCI VERSO IL MARE E NON IMPEDIRE AL MARE DI DISTRUGGERE LA CITTA’, COME STA ACCADENDO A VACCARELLA?

Recuperare spazio sul mare non è una follia o un’utopia da sognatori di un altro pianeta. In Olanda lo fanno da secoli e nessuno, neanche il più sfegatato ambientalista si sogna di opporre alcuna critica; ancor meglio, in Singapore è pratica comune ingrandire il territorio della già immensa città stato, ”rubando” spazio all’oceano al fine di far sorgere delle isole sulle quali costruire, pensate un po’, grattacieli o strade e spazi verdi di natura tropicale e tutto ciò, udite udite. adoperando i milioni di quintali di SPAZZATURA che la città ogni giorno produce e che, opportunamente trattata, diventa territorio fertile, non inquinante e perfettamente compatibile con i canoni di vita di una città abitata da milioni di individui e che non è proprio, come qualcuno poco informato potrebbe pensare, una città da quarto mondo degradato, bensì uno dei posti al mondo in cui il tenore di vita e la qualità della vita degli abitanti sono al top delle classifiche mondiali. Qualche tempo fa, durante un viaggio in Brasile, mi sono chiesto cosa fossero dei “fiumiciattoli” ricchi di vegetazione curata che scendevano lungo alcuni percorsi della città. Mi sono informato ed ho potuto constatare che si trattava di…scarichi di acque bianche provenienti dai palazzi e filtrate attraverso percorsi naturali realizzati appositamente per l’irrigazione dei vari parchi della città. Tutto ciò senza odori nauseabondi né zozzerie di alcun genere. Lo definiscono un risparmio ed un riutilizzo intelligente dell’acqua di scarico considerata come una risorsa e non come un rifiuto da disperdere inutilmente. porto-milazzo-3Non allarghiamoci la bocca con le nostre critiche malevoli di gentucola con la puzza sotto il naso. Noi la puzza, quella vera, la sentiamo e la paghiamo lautamente tutti i giorni ammirando il degrado che ci circonda, mentre altrove, con quello che noi consideriamo un problema, sviluppano il progresso ed il rispetto dell’ambiente. Basta solo documentarsi per credere e, se non bastasse, anzichè “passìare” inutilmente incasinando le nostre strade, vestiamo per una volta i panni del viaggiatore per toccare con mano che quanto detto non sono né favole né minchiate. Smettiamola una volta per tutte di dare fiato agli otri pieni di aria quali sono certi ambientalisti della domenica che affollano i nostri orticelli e ci accorgeremo una volta tanto, che quelli che noi sconosciamo per ignavia o perché troppo lontani geograficamente, sono realmente lontani da noi per civiltà e per senso di proiezione verso il progresso.

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  1. Bellissima lettera, assicuro che l’ho letta tutta di un fiato e mi sembrava di ritornare bambino quando mia madre mi faceva trascorrere i pomeriggi estivi, leggendo Emilio Salgari ed i suoi racconti di avventura di un oriente esotico e lontano, magnifico e avventuroso. Non voglio sembrare offensivo ma questo flash sulle capacità estere nel vivere e convivere con la natura non fanno altro che acuire il senso di frustrazione che si ha passeggiando quotidianamente per le vie della nostra città. Sorvolo sul superfluo inquinante, le auto a centinaia, e mi soffermo sul fondamentale e statico, vale a dire, le nostre strade e le nostre spiagge. I fiumiciattoli della città brasiliana, da noi non sarebbero gestibili. Abbiamo tanti di quegli scarichi a mare, credo la maggior parte abusivi, che inquinano altamente, fottendosene allo stesso livello, delle leggi e della salute di tutti. L’anno scorso scoprii, per sbaglio forse, uno scarico sulla spiaggia di ponente, una cinquantina di metri prima della tonnara, che felicemente e senza problemi, scaricava la qualunque in mezzo alla spiaggia, defluendo poi, placidamente a mare. Che cosa scaricasse non è dato di sapere, ma la cosa che lascia il senso di onnipotenza superiore è data dal fatto che si possa costruire una condotta di scarico, scavando per una quarantina di metri senza che nessuno veda e senta nulla, e che nessuno del comune (questa entità astratta di cui ogni tanto si sente parlare), ne sia a conoscenza. Siamo a Milazzo far west siculo, come buona parte della regione, città nella quale se vuoi fare qualcosa con l’appoggio delle regole, ti infrangi contro la burocrazia e desisti, se invece le vuoi fare senza che le regole ti accompagnino, se appartieni alla categoria fesso, vieni preso e paghi per tutti, se invece sei un unto del signore (di turno), puoi fare ciò che vuoi, che nessuno dirà nulla. Ormai comincio a perdere le forze nel fare questa battaglia degna del migliore don Chisciotte, giornalmente, ed ogni minuto della giornata, perché è battaglia continua ed estenuante. Non riusciamo a salvarci nemmeno gli alberi che resistono alle intemperie, ai parassiti ed alla manutenzione, assente, di una amministrazione (come le precedenti) che sembra lavorare sempre ad un progetto futuribile, e mai sulla quotidianità! Piante secche, cadenti erba alta e pronta a prendere fuoco se un cretino di passaggio (e ne abbiamo a iosa), ligio alle leggi e ai regolamenti, getterà l’ennesimo mozzicone ardente dal finestrino della loro auto; perché i posa cenere delle macchine ormai son diventati oggetto di culto e collezione, quindi non vanno rovinati con l’uso. La natura che resiste in città, ai suoi cittadini ed alle sue amministrazioni, meriterebbe la medaglia al valore civile. Se l’associazione partigiani fosse a conoscenza di questa lotta senza quartiere e piena di insidie, si muoverebbe a promuoverla sul campo come partigiana e resistente ad honorem. Siamo una terra strana, nella quale la natura ci ha voluto beneficiare e nella quale abbiamo iniziato una guerra alla distruzione. Il vincitore non so cosa riceverà in premio, so che gli altri, gli inermi, gli ignavi (come si diceva una volta), ne pagheranno bruttissime conseguenze. Sogno per questa città un futuro diverso, meno caotico e meno inquinato. Ma soprattutto con la consapevolezza da parte della sua cittadinanza che così non è possibile continuare. Salviamo quel poco che ci è rimasto, e che non è nemmeno nostro. Saluti

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