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NON HANNO SOLDI PER FARE I LAVORI… MA SE ACCADE QUALCOSA CHI PAGA?

STRANO, MA E’ COSI’: PALI IN CEMENTO CHE DA DECENNI SOSTENGONO cavi elettrici e telefonici, e deteriorati al punto che il ferro che si nota è arrugginito e, secondo me che sono profano, potrebbe causare anche la caduta di pezzi di cemento o addirittura del palo.

La foto è stata scattata a Milazzo, in via Giuseppe Cambria.

Per chi non è pratico di onomastica e toponomastica, è quella stradina che da piazzale cimitero riporta verso Milazzo e verso il Capo, proprio sotto la chiesa di S. Giuseppe, al Borgo. Una strada che in questi giorni ha visto aumentare il transito proprio perchè molti automobilisti, scrupolosi, hanno voluto evitare di avventurarsi lungo la salita (o discesa…) Cappuccini!

Dalla padella nella brace, diremmo: evitare di cadere in un fosso, e veder crollare un palo che non è nelle migliori condizioni. L’ENEL, ente che distribuisce luce e gas, è stata contattata per segnalare la pericolosità e per trovare delle soluzioni adeguate: una su tutte, l’interramento dei cavi. Ma non ci sono soldi, è stato risposto. Però ha aggiunto anche la persona che non si è qualificata, come al solito, che NON C’E’ ALCUN PERICOLO. Una rassicurazione VERBALE, non ISCRITTA, che lascia il tempo che trova, e della serie “Il c…. in cu… ad un altro è sottile come un capello!” 

Ci permettiamo di aggiungere che se l‘ENEL NON HA SOLDI (cosa alquanto strana visto i considerevoli aumenti ad ogni piè sospinto di luce e gas…) E NON PUO’ FARE LAVORI URGENTI, per mettere in sicurezza non solo i pali ma anche le persone che transitano, chi dovrebbe pagare in caso di eventuali danni, se dovesse cadere il palo, o di uno dei pali che lungo la via Giuseppe Cambria, ed in altri punti di Milazzo, sono nelle medesime condizioni?

Ed allora, più perplesso che mai (ma oserei aggiungere INCAZZATISSIMO), il crollo di Ponte Morandi a Genova non ha insegnato niente? I controlli che si stanno effettuando in tutta Italia, presi dal timore che possa accadere l’irreparabile dopo decenni di incuria e di indolenza, non valgono per Milazzo? E a pagare deve essere sempre il povero Cristo? E chi dice di non avere soldi non deve rispondere di fronte alla legge e di fronte, soprattutto, alla città?

Allora chiedo a gran voce l’intervento dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Milazzo, della classe politica che amministra questa città, di sindacati e di associazioni di consumatori e a difesa dei cittadini.  

E mi auguro di non essere il solo, unico rompicoglioni che con un giornale libero come TERMINAL si permette di andare contro il potere economico che riesce sempre a spuntarla in questa impari lotta! 

1 Commento

  1. Salve, vorrei aggiungere anche il problema che c’è al borgo accanto al castello dove ogni giorno a causa di una perdita d’acqua si consumano già da oltre 3 mesi litri e litri di acqua buona, mentre io a casa ogni giorno devo combattere per averla. Ora c’è da sperare che qualcuno si faccia male per poterla aggiustare magari anche il nostro caro e amato sindaco che è venuto l’altro giorno al castello e ha fatto finta di nulla o che passi San Francesco mah staremo a vedere.

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