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OCCHIO AL TRANELLO: PIAZZERANNO GLI INCENERITORI!

nocivoE’ L’UNICA SOLUZIONE PER USCIRE DALLA CRISI RIFIUTI. E LA STORIA LA SAPEVAMO DA UN ANNO. QUANDO TERMINAL LO HA SCRITTO, LO SCORSO OTTOBRE, QUALCHE POLITICO HA AVUTO ANCHE IL CORAGGIO DI ATTACCARCI! E ORA COME ANDRA’ A FINIRE? STAREMO A VEDERE… INTANTO GODIAMOCI QUEST’ALTRA ESTATE…

A Milazzo non importa a nessuno se la spazzatura arriva al primo piano delle abitazioni. Ricordo un amico che commentava l’aumento della benzina con la frase “Tanto, io ne metto sempre diecimila lire!”. Battute di altri tempi, e raffronti che non sono cambiati. In un modo o nell’altro il problema sarà risolto, io pago la bolletta (anzi non la pago…) quindi inutile che arrivi l’aumento perchè la discarica è fuori provincia: non posso tenermelo dentro il sacchetto. Specie quello con i rifiuti di domenica: cozze, anguria, e altra roba che va in malora. No, dentro c’è puzza; arriano mosche, blatte, zanzare… che schifo, tutto nel mio balcone. No, non si può, nemmeno per un giorno! Ma poi, i vigili non ci sono, se butto la spazzatura chi mi deve vedere? Non vedono le macchine parcheggiate nel messo del lungomare, figuriamoci se vedono me che vivo in fondo alla via Matteotti… Ecco, questi sono i commenti dei cittadini che non hanno ascoltato il messaggio invito del Comune. E sono certo che anche questa volta c’è il trucco. Ma i Milazzesi se ne fottono. E non solo loro: tutti i Siciliani se ne fottono. Condivido in pieno l’articolo in cui si teme che dietro la chiusura delle discariche c’è un disegno politico che l’uomo della strada non riuscirebbe a capire. Questa politicuccia che serve solo ad esasperare gli animi alla fine partorirà anche il consenso popolare per gli inceneritori. Domandarsi perché siano al potere in Sicilia, e non, burattini senza spina dorsale, che obbediscono come tanti soldatini al dio denaro ed al potente di turno, sembra scontata. Milazzo, come Palermo, Bagheria ed altre città in giro per l’isola e lo stivale, stanno portando i livelli di guardia per igiene e organizzazione ai minimi storici. Un antico saggio amava dire, se il portone non apre, prova dalla finestra. E visto che all’inceneritore si erano accodati tutti quelli che han deciso di mandare a puttane la salute, e si oppongono (oppure opponevano) quelli che si informano e che han capito che dietro questa trasformazione ci sono interessi spaventosi, occorre portare le scelte dal no al sì con tattiche antiche; esasperare, ed esasperare. Siamo talmente abituati a farci calpestare e prendere a calci che non reagiamo più; quando arriviamo al limite, accettiamo tutto, come enorme gregge al pascolo. Che tristezza, che pena. Un’isola che dovrebbe essere faro economico e sociale (mi si trovi un’altra regione o stato che abbia il nostro curriculum storico artistico e culturale), è diventata solo una discarica; di pattume, di politici, di idee e di malaffare. Qualcuno dovrebbe fare due conti per capire il ritorno di questo bruciare spazzatura; domandarsi che garanzie scientifiche ci possono essere sul lungo periodo (non le solite fesserie propinate con la zona industriale che dopo decenni ci regala morti su morti senza distinzione di età), e soprattutto che certezze abbiamo, che non arrivino vagonate di spazzatura in giacenza da qualche parte in attesa del forno di turno. Anche l’expo è stato garantito che era in ordine, eppure dopo i vari lavori (molti non terminati), gli inquirenti hanno cominciato a scrostare la medaglia di evento del secolo per la nazione Italia (renzi dixit…..) e scoprire affari con mafie varie e politici corrotti. Sembra un film già visto, almeno da queste parti. Spero di non dover assistere all’ennesima replica.

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