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ORA RENZI HA PAURA DEL SUO REFERENDUM…

RENZI BOSCHIINTANTO L’ISTAT PRESENTA IL SUO RAPPORTO ANNUALE AL PARLAMENTO, E DICE CIO’ CHE NOI STATISTICI ABBIAMO SEMPRE SAPUTO! SOLO CHE 50 MILA STATISTICI SONO RIMASTI A SPASSO, GRAZIE AI POLITICI CHE NON VOGLIONO INGERENZE … 
Matteo Renzi comincia ad innervosirsi. I sondaggi sul referendum autunnale indicano una crescente preferenza per il No e lui, il capo del governo e del Pd, inizia con le marce indietro, con le aperture nei confronti delle minoranze del suo partito. Rottamate espressioni tipo “Emiliano chi?”, ora il bugiardissimo cerca il consenso dei suoi in nome del “bene del Paese”. Ma per lui il bene del Paese coincide con la sua uscita definitiva di scena. E con lui la sua amica Elena e tutta la banda delle banche toscane, padri e cugini compresi. Non è un caso che la stampa di servizio abbia ormai dimenticato la vicenda di Banca Etruria ed i coinvolgimenti familiari. Non è un caso che si parli dello sconto concesso dall’Europa ma non dell’imposizione di una manovra da 17 miliardi, con il rischio di un aumento dell’Iva. Ma che fine hanno fatti i 500 euro promessi ai neo diciottenni? Neppure un accenno. E delle pensioni? Si parla, ma si rimanda, fino a quando chi spera di andarsene prima, perchè bloccato dall’iniqua legge Fornero, taglierà esausto ma contento quel traguardo spostato in avanti! Nei prossimi mesi, per prepararsi al referendum, i giornali di servizio insisteranno sulla necessità di votare Sì per evitare che il nostro leader abbandoni il Paese nelle mani inesperte dei 5 stelle. Questa la vera paura, che non fa dormire sonni tranquilli nemmeno a chi lo ha messo lì, complice e adesso in cerca di ricucire lo strappo con i partiti della destra! Ma le mani esperte del premier e della sua banda hanno fatto danni a sufficienza, quindi sarebbe ora di staccare la spina e di smetterla di turlupinare il popolo con improvvise apparizioni nei programmi televisivi che suscitano lo sdegno di chi ormai non ne può più! Mentre i francesi sono scesi in piazza a protestare contro la politica fallimentare di un inetto, i giovani italiani, quelli più penalizzati dal jobs act, scendevano in piazza per conquistare l’ultimo smartphone o per ottenere un autografo da Saviano. Forse convinti di ricevere il famoso assegno da 500 euro. E intanto l’ISTAT dice cose che noi statistici sapevamo da tempo: povertà, disoccupazione, meno figli, invecchiamento della popolazione, giovani che restano in casa e non perchè sono bamboccioni… Solo che gli statistici non hanno mai avuto un ruolo che è stato loro riconosciuto da un Decreto Legislativo, fin dal 1989. E i politici, non volendoli tra i piedi, non hanno mai favorito i concorsi per assumerli nella pubblica amministrazione. Certamente i loro dati, le loro previsioni, la loro capacità di programmare nel breve, nel medio e nel lungo periodo non avrebbero dato spazio ai ladri di regime. E mentre 50 mila statistici hanno dovuto cercarsi, ammesso che l’abbiano trovato, un altro posto di lavoro, Renzi pensa che con le chiacchiere possa vincere il referendum. Che non è La ruota della fortuna!

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