Home / Società / PARLATE DI CONTROLLI TAROCCATI. PERCHE’?
Italpane

PARLATE DI CONTROLLI TAROCCATI. PERCHE’?

carotaggiECCO L’INTERVENTO DI UN PROFESSIONISTA IL QUALE SPIEGA COME PROCEDERE AI CONTROLLI DELLA BITUMATURA SULLE STRADE… 

 

Ho letto l’articolo sui carotaggi e mi piacerebbe avere qualche notizia ulteriore a livello conoscitivo. Capita a volte che si affidino le verifiche a persone con competenze non specifiche; da qui alcune domande:

  • Siamo nella fase di collaudo?
  • Chi è il collaudatore? (interno o esterno alla Committente)
  • Chi ha disposto i carotaggi?
  • Chi ha fatto i carotaggi?
  • In quali punti sono stati eseguiti?
  • Quanti carotaggi sono stati fatti?
  • Quale era lo spessore progettuale secondo capitolato?
  • Perché sarebbero taroccati?

Di norma è la stazione appaltante nella persona del Direttore dei lavori o di quella appositamente incaricata di effettuare il collaudo dell’opera (può essere persona diversa anche un libero professionista esterno), a stabilire la data e l’ora in cui sarà effettuato il collaudo. Questi, nel fissare la data, comanda anche all’appaltatore  di effettuare (a sua cura e spese) tutte quelle operazioni necessarie perché egli possa effettuare un controllo a campione  sulla qualità e quantità delle opere realizzate e sulla rispondenza di queste al progetto ed al capitolato d’appalto (scavi di controllo <saggi> laddove ricorra; fori di carotaggio ecc… . Operazioni, queste,  propedeutiche per un controllo quanto più meticoloso possibile, al fine di accertare la corrispondenza dei materiali impiegati, anche in ordine alla qualità degli stessi ed alla loro corrispondenza con le norme vigenti, rispetto a quelli previsti nel capitolato. Questo consente di applicare sanzioni e penali, qualora la impresa si sia discostata dal progetto. Ovviamente, tanto più è estesa l’opera realizzata, tanto più numerosi saranno questi controlli che, pur essendo “controlli a campione”, daranno ugualmente l’idea di come mediamente abbia operato l’appaltatore. Solitamente si suole propendere per i “collaudi in corso d’opera”, mirati proprio a valutare la qualità dell’opera durante l’esecuzione, cosa – questa – che consente poi al collaudatore di chiedere poche prove o addirittura di non averne affatto bisogno. Nel caso dell’asfaltatura di casa nostra, sicuramente vasta per migliaia di mq, avrebbero dovuto essere comandati e predisposti – per un controllo ottimale del collaudatore – non meno di una serie di carote per ogni cinquanta metri di percorrenza lineare; ordinando in corrispondenza a questi punti “stazione”, di effettuare le carote trasversalmente alla sezione stradale in numero sufficiente a poter – anche – valutare l’uniformità della stesura dell’asfalto tratto per tratto della strada interessata al rifacimento.

Ben strano sarebbe se numero e punti di carotaggio li avesse stabiliti l’impresa… Sarebbe proprio il colmo!

In ogni caso, è poco dimostrativo di una uniforme stesura dell’asfalto, in quanto a spessore, carotare in uno spazio concentrato in non più di un mq, come è dato vedere  nella foto già pubblicata ed in quella che qui si allega scattata oggi in Via Birago. In questo campo non esiste un parametro fisso che indichi il “quanto”, cioè quanti carotaggi; stabilirlo sta nella esperienza del collaudatore; nel riconosciuto-abituale comportamento professionale della ditta appaltatrice; nella complessità tecnica dell’opera. E’ ovvio che su ogni carota, per il di più a farsi sulla stessa (analisi di laboratorio, per esempio) deve essere apposto un codice che la identifichi per posizione e per strada, di guisa che sia possibile risalire ed individuare la zona in cui si è appalesata una determinata carenza.

In ogni caso, quanto a numero di carotaggi o altro, l’impresa deve accettare le richieste della committente, ancorché, ovviamente, non siano cervellotiche, vessatorie o pretestuose. Per quanto attiene alle carote estratte, ovviamente, non è dato sapere se il Comune le sottoporrà ad analisi di laboratorio; posso dire obiettivamente che le sette carote prelevate in via Birago lasciano vedere – ma solo per quella piccola superficie in cui insistono – una buona uniformità di spessore (circa 4/5 cm) ed una buona uniformità nella granulometria.

Concludendo, a mio avviso, parlare di taroccatura, appare un po’ intempestivo, a meno che non ci sia altro che io sconosco.

Non contento delle mie reminiscenze, mi sono “spostato” ad Imola ed ho “assistito” ai collaudi dell’asfalto sull’autodromo effettuati da certa “cmgtesting s.r.l” – www.cmgtesting.it/imola.htm -…eccoli; li propongo per suffragare. Quelli si che sono collaudi!!!

Rispondi