Home / Società / PERCHE’ NON RIUSCIAMO PIU’ A REAGIRE?
Italpane

PERCHE’ NON RIUSCIAMO PIU’ A REAGIRE?

4de1c_garibaldi1UN’AMARA LETTERA IN CUI SI RIBADISCE LA SCARSA VOLONTA’ DEI MERIDIONALI DI SUPERARE LE AVVERSITA’. UN POPOLO CHE ACCETTA SUPINAMENTE LE SCELTE DI UNA CLASSE POLITICA CHE CONTRIBUISCE AD ELEGGERE. E SUBISCE ANCHE LE IMPOSIZIONI FATTE IN NOME DEL MALAFFARE!  

Diciamoci la verità: mentalmente la gente, soprattutto al sud, abituata a fare come peggio crede, si sentirebbe sminuita nell’ego ipertrofico che ci contraddistingue se dovesse mettersi a dividere i vari pattumi per selezionare plastica, carta, vetro, alluminio… Ecco il vero motivo dell’iperproduzione di rifiuti di ogni genere! Da oltre venti anni si parla di dare una svolta allo smaltimento dei rifiuti, prevedendo con lungimiranza l’esaurimento delle discariche autorizzate. Ecco quindi ch ci assale il timore di soluzioni alternative ai nostri danni, non come cittadini, ma come GENTE DEL SUD. Perché noi per primi non abbiamo fiducia nei nostri politici, ma facciamo di tutto per portarli ai vertici dell’amministrazione, sperando in un cambiamento improponibile!

Io, per lavoro, son costretto a viaggiare tanto, forse troppo, e certe realtà diverse dalle nostre, hanno sì dei difetti, ma funzionano, anche perché le persone collaborano. Purtroppo questa collaborazione manca dalle nostre parti, o se c’è, esiste in piccola parte. Ho una casa piccola, senza balconate immense, eppure ho bidoni per plastica, carte e umido. E faccio il mio piccolo sacrificio per mantenermi nell’ordine che dovrebbe avere un cittadino con il minimo sindacale di coscienza civica.

Dcrolloa sempre ho temuto la nascita del termovalorizzatore: questa sarebbe la pietra tombale e definitiva di una realtà che a parole aspira al turismo, alla natura, e nei fatti precipita, come componente chimico, nella facile industrializzazione. Una visione limitatissima, questa senza ombra di dubbio, del futuro del territorio e dei nostri figli. L’industria ci ha sommerso di scorie e di morti (con buona pace di chi ci sbava addosso di benessere e di lavoro, senza capire che invece ci hanno ancorato ad una realtà mefitica e avvelenata che giustifica tutto, anche politicamente). La strada facile, la fabbrica…. ragionamenti da primi del ‘900; senza capire o pensare che se lavora il 2 o 3% della popolazione esistente, non è ritorno economico, ma avvelenamento del territorio. Le discariche sono un coacervo di interessi mafiosi affaristico politico. E i termovalorizzatori ne sono la visione moderna, chiamiamola 2.0 (tanto di moda). Chi ci assicura che i lavori del porto di Milazzo ed il conseguente aggancio al porto di Gioia Tauro, non siano la valvola di sfogo di “ecoballe” che verrebbero a bruciare beatamente da noi chissà cosa ed a favore di chi?rifiuti-discarica-2-535x300

Questo stesso giornale, in un altro articolo, cita la tragedia dei treni e degli slogan razzisti contro il meridione. Pensateci bene quando leggiamo queste cose: i primi razzisti meridionali, siamo noi. Che “amiamo” farci prendere a martellate sui gioielli di famiglia, rendendo possibili queste cose. Ci lamentiamo di come ci trattano e siamo i primi a farci del male, in nome di uno sviluppo che non può essere quello del nord Italia o Europa che sia; abbiamo meraviglie che altrove non hanno (naturali ed artistiche), e pensiamo di seguire un modello di sviluppo che invece ci sotterra, per incapacità gestionale, perché la mafia ed il malaffare ci sguazzano e una politica di confine veramente scarsa, se non ridicola, ci vive. Scusate il tono, ma ormai è diventata una sorta di crociata pro Sicilia, quella che mi sono imposto. E devo constatare, purtroppo, che di Siciliani che guardino oltre il proprio naso ne trovo sempre meno.

Paolo T.

Rispondi