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PIPPO SARAO’, PADRE ECCEZIONALE, GRANDE LAVORATORE, PERSONA SPECIALE.

CI SONO DELLE PERSONE CHE VANNO VIA PER SEMPRE, E NON SEMPRE TERMINAL SCRIVE PER LORO QUEL SALUTO CHE RIMANE PER SEMPRE SFOGLIANDO LE NOSTRE PAGINE.  TALVOLTA CI RENDIAMO CONTO CHE IL SILENZIO VALE PIU’ DI PAROLE DETTATE DALL’EMOTIVITA’ DELL’EVENTO LUTTUOSO. AVEVAMO DECISO DI RICORDARE IN SILENZIO PIPPO SARAO’, SCOMPARSO IMPROVVISAMENTE DUE GIORNI FA. MA QUALCOSA MI HA CONVINTO CHE AVREI DOVUTO PORGERE IL SALUTO A QUEST’AMICO CHE SI PRODIGAVA PER IL PROSSIMO… ED HO COMPRESO CHE FORSE QUESTO POTREBBE ESSERE IL MODO MIGLIORE PER CONFORTARE I SUOI CARI E CHI LO HA CONOSCIUTO ED AMATO… CIAO, PIPPO! 

Sembra così incredibile per una persona che aveva fatto tanto per il prossimo, per questo amico e grande lavoratore, che svolgeva la sua professione di casa in casa; un compito delicato, responsabile, quotidiano, si sia addormentato per sempre. Quel lavoro che gli aveva permesso di assistere e confortare, con una parola buona e con un incoraggiamento, chi si rivolgeva a lui, non lo svolgerà più. Il “Ci vediamo domani”, o “Verrò io stesso a portare i risultati”, detti chissà quante volte, che gli permettevano di essere di casa in ogni famiglia, non li pronuncerà più.

Perchè PIPPO SARAO’ non c’è più. Si è addormentato serenamente al termine della sua lunga giornata di lavoro, programmando gli impegni per la successiva, stanco ma felice di avere dato per l’ennesima volta prova della sua totale disponibilità al servizio delle persone. Si sarebbe risvegliato il giorno dopo al solito orario, per affrontare una nuova giornata, per fare il “giro” delle persone che avevano bisogno di lui, delle sue visite quotidiane o periodiche, della sua professionalità. Non è stato così: Pippo quella sera si è addormentato per sempre, per risvegliarsi in un altro mondo. Un trapasso indolore, quello che molti si augurano quando arriva l’ultima ora, per effettuare senza accorgersene quell’ultimo passaggio che porta dal sonno alla morte.

Ma è giusto che sia così anche per una persona di 57 anni, marito e padre eccezionale, che lascia nello sgomento la famiglia, i parenti, tutti i suoi cari? E’ giusto accettare una perdita dolorosa che ci priva di una persona cara, senza rendersi conto che tutto è avvenuto all’improvviso, senza che si sia potuto far nulla? No, cara Francesca, carissimi Francesco e Claudia, non è così facile rassegnarsi, accettare la partenza improvvisa, comprendere che Pippo, il papà, quel padre eccezionale non c’è più. So cosa si prova in certi momenti, so che la disperazione vorrebbe essere la padrona di quella casa rimasta vuota nel volgere di pochi istanti. Ma so anche che in quella casa tutto parlerà di Pippo: ogni oggetto, le foto, i quadri, le sedie, la camicia, le chiavi della macchina; e Pippo sarà in ogni stanza, di giorno e di notte, per dare conforto così come lo dava a quelle persone che avevano bisogno di lui; a sussurrare parole di incoraggiamento, a essere l’angelo custode di una famiglia che prova un dolore indescrivibile. A essere il rifugio nei momenti difficili, che verranno e che si deve essere pronti ad affrontarli e a superarli. Pippo è rimasto lì, anche se è andato via per sempre, improvvisamente. E per quel che ha fatto nella sua vita, cara Claudia, che hai voluto dipingere il tuo papà definendolo “Padre eccezionale, grande lavoratore, persona speciale”, per la sua totale dedizione al servizio del prossimo, avrà da Iddio un premio inatteso: sarà con voi ogni giorno, e vivrà nei ricordi di noi che lo abbiamo conosciuto, e che conserveremo di lui un ricordo bellissimo. 

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