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PORTICCIOLI TURISTICI, NON RICOVERO DI BARCHE PER POCHI AMICI…

porto-milazzo-3NESSUN BENEFICIO PER IL COMUNE! ECCO QUEL CHE ESISTE AL MOMENTO NEL PORTO DI MILAZZO. UN PROGETTO CHE MIRI A CREARE POSTI DI LAVORO, EVITANDO LA SPECULAZIONE ED IL FAVORITISMO.

Comunicato del COMITATO GRANDE PORTO

Madre natura volle donare a Milazzo, oltre alle sue bellezze paesaggistiche ed alla sua invidiabile posizione geografica, una splendida baia di levante attorno a cui sorse il paese. I nostri avi colsero l’occasione per creare nella parte terminale di essa un porto per collegare la città con il mondo esterno e per dare impulso con i suoi traffici all’economia dei suoi abitanti. Da verbali e documentazioni a noi pervenuti, da quanto si osserva nelle foto dell’epoca e dai racconti dei nostri antenati, il porto ebbe una notevole importanza tanto da indurre inglesi e americani durante la 2^ guerra mondiale ad attaccarlo più volte dal cielo e dal mare.

Agli occhi del navigante che veniva dal mare la baia si presentava bellissima, protetta dalle intemperie e profumata di odore del gelsomino che nel suo entroterra si coltivava. Agli inizi degli anni ’60 la costruzione della Raffineria sulla sua sponda sinistra (meriti e demeriti a parte) inflisse al paesaggio uno sfregio mortale. Oggi lo scempio continua deturpando la sponda destra della baia con la creazione di pontili galleggianti che si vogliono classificare porticcioli turistici. Durante i mesi di luglio e agosto forniscono acqua e luce a qualche natante in transito, mentre per i restanti mesi altro non sono che un ricovero di barche il cui stazionamento è fonte di lauti guadagni per i proprietari delle strutture. Condizioni di sicurezza, precarie: perché, non essendo protetti dal Grecale, subiscono danni a strutture e imbarcazioni, tutte le volte che le sfavorevoli condimeteo provengono da quella direzione. Livelli occupazionali il cui conteggio non supera le dita di una mano durante la stagione estiva, periodo di massimo traffico. Benefici per la città quasi del tutto inesistenti. Due sono stati costruiti e altri due sono in attesa del benestare da parte degli organi competenti.

I due attualmente in attività non sono neanche l’ombra dei veri porti turistici, al cui interno esistono negozi, bar, ristoranti, supermercati, agenzie di viaggi, servizi charter, brokeraggio per noleggio -acquisto e vendita imbarcazioni, banche. Una miriade di servizi che producono posti di lavoro e benessere per la comunità. Pertanto, se vogliamo evitare di ripetere gli stessi errori commessi con l’utilizzo del molo Marullo, dove quel che era originariamente destinato a ricevere mega yachts è stato, trattandosi di un bene pubblico, erroneamente impiegato per la costruzione di un porticciolo turistico privato, dobbiamo dare uno stop categorico alla nascita di altri porticcioli.

Noi del Comitato Grande Porto diciamo che ormai è l’ora delle scelte, il tempo è scaduto, le istituzioni locali devono intervenire per mettere la parola fine a questo spreco di risorse, assumersi le proprie responsabilità senza usare la tattica dello scaricabarile.

Quel che rimane della sponda destra della baia dovrà essere utilizzato per la nascita di un vero porto turistico che si estenda dal lato esterno del molo di sopraflutto fino alla chiesa di S. Giacomo, utilizzando il Paladiana per i servizi necessari alla nautica, e i locali e negozi già esistenti nella zona adiacente per la ristorazione e lo shopping dei diportisti. Per quanto attiene alla sicurezza del porto, essendo in inverno esposto al vento di grecale, sarà necessario proteggerlo costruendo una diga foranea. La sua realizzazione sarà l’ultima occasione da cogliere per dare alla città un vero porto turistico capace di creare un circolo virtuoso che possa produrre tanti posti di lavoro e benessere per la città.

Comandante Mario Sciotto

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