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PREMIO TEATRO 71, EVENTO AD ALTO LIVELLO CHE ONORA LA CITTA’

LA CERIMONIA DI CONSEGNA, EFFETTUATA NELL’AULA MAGNA DELL’ITET LEONARDO DA VINCI DI MILAZZO, APERTA DALL’INTERVENTO CRITICO DELL’IDEATORE DEL PREMIO TEATRO 71, INSPIEGABILMENTE SNOBBATA (non è la prima volta) DALLA CLASSE POLITICA. MA NESSUNO DEI PRESENTI SE N’E’ ACCORTO! E GLI APPLAUSI SONO PER TUTTI I PREMIATI! 

Non ha peli sulla lingua Vincenzo Messina, il “Barone“, regista teatrale milazzese, tornato con il PREMIO TEATRO 71 a fare vivere una serata emozionante! Nel suo saluto, non ha risparmiato le critiche ad un’amministrazione che penalizza l’arte e non incoraggia i gruppi teatrali. “Come di possono pretendere cifre esose per la fruizione di un teatro, l’unico che abbiamo e che ci è stato restituito dopo venticinque anni di attesa?“. Questa la sintesi del suo intervento, molto critico ma al contempo applaudito e condiviso da chi, in sala, ha solidarizzato con il regista, rincarando la dose. Lo aveva promesso, Vincenzo Messina, un intervento senza guardare in faccia nessuno; e l’assenza dell’Assessore alla Cultura ha dato fuoco alle polveri! A lui si sarebbe rivolto per perorare la causa sua e di altri che si vedono le strade precluse da scelte politiche che chi ama l’arte, espressa attraverso la pittura, la scultura, la recitazione, il canto, la musica, deve per mancanza di alternative subire, a costo di sacrifici economici personali; mentre l’arte meriterebbe spazi aperti a tutti, e non balzelli esosi per utilizzare quelli comunali esistenti! Ha continuato menando fendenti a destra e a manca, accusando un’amministrazione miope e attenta solo a fare cassa. “Abbiamo in programma diversi appuntamenti per il 2018 – ha continuato Vincenzo Messina – . In campo teatrale, ci sarà l’esordio di un lavoro inedito, scritto da Filippo Lo Schiavo, ambientato nel ventennio fascista, in una Milazzo che profumava di gelsomini. E Giuseppe Pollicina sarà il regista che scritturerà attori da tutti i gruppi milazzesi, a testimonianza che noi abbiamo voglia di portare avanti un discorso che dura da quasi cinquant’anni. Abbiamo in programma – riprende – anche una rassegna di presepi, ma la faremo nella sala parrocchiale della Chiesa dell’Addolorata, a Capo Milazzo: come si possono sostenere i costi per esporre in un’unica struttura, peraltro priva di servizi, per almeno venti giorni?“. E si è rivolto al dott. Gianfranco Nastasi, presente nella sua veste di Presidente del Consiglio Comunale, il quale ha precisato di non avere nulla a che dividere con un’amministrazione che ha tradito le attese dei milazzesi tutti! E replicando all’invito del “Barone”, ossia di andare a casa al più presto, lo stesso Nastasi ha risposto che cercherà di accontentarlo. E con lui, accontentare anche chi si sente tradito da scelte che avrebbero dovuto coincidere con un cambiamento, avvenuto in peggio. Lasciando intendere che qualcosa bolle in pentola, al Palazzo delle Aquile… 

Per il resto, un evento che, dopo i fuochi d’artificio iniziali, si è incanalato nei binari dell’emozione, della commozione, dei ricordi, ma soprattutto della soddisfazione per una cerimonia i cui nomi sono stati condivisi e salutati dagli applausi sinceri. Il premio, con la sua custodia in velluto blu, è stato realizzato per l’ennesima volta dal Maestro Benedetto Norcia, che si è ispirato alla costellazione di Orione, ma anche al triangolo dei vulcani che circondano Milazzo. Tre sassi blu, con tre tasselli dorati, ed un percorso di colori, a volte intensi, a volte sfumati, su uno sfondo giallo, dove emerge qualche macchia rossa. Il cielo, il mare, il fuoco, la terra; i quattro elementi della Sicilia, che rivivono in questo nuovo affresco del Maestro di Monreale, il quale ha evitato di personalizzare con i nomi dei vincitori il suo lavoro, lasciando alla casualità l’attribuzione ai singoli protagonisti della serata, ma trasferendo sulla lastra metallica utilizzata il riferimento al Premio: Teatro 71 – 17; con le due cifre che si riflettono come in uno specchio. 

E’ toccato all’Associazione Folclorica Città di Milazzo dare il via alla cerimonia di consegna dei premi TEATRO 71, nella palestra all’aperto dell’ITET Leonardo Da Vinci. Il gruppo storico milazzese, da diversi decenni rappresentante delle tradizioni popolari e musicali della Piana, organizzatore di un evento che si svolge ad agosto, la Sagra della Melanzana,  ha proposto alcuni brani del ricco repertorio riscuotendo applausi e consensi e ricevendo il premio Teatro 71. La rievocazione delle tradizioni e il riferimento esplicito alle gelsominaie ha fatto chiamare sul palco della premiazione il dott. Filippo Lo Schiavo, scrittore milazzese, autore di romanzi che, partendo da personaggi reali, riportano alla luce la nostra storia millenaria. La lettura di un brano tratto dal libro IL TORMENTO DELLA VERITA’ ha introdotto l’attento uditorio nel mondo religioso, in cui l’autore ha immaginato il dialogo con Frate Umile da Petralia, realizzatore del Crocifisso ligneo custodito a San Papino. Lino Scampitelli, giornalista, testimone di oltre mezzo secolo di cronaca, visibilmente emozionato, si è meravigliato per questo riconoscimento; mentre ha voluto ringraziare il pubblico e la commissione l’ing. Salvatore Merlino, che ha ritirato il premio riconosciuto al padre, il compianto on. Pino Merlino, per il ricordo ancora vivo che a Milazzo si ha di un uomo che ha puntato sulla città per lanciare il turismo. Commozione nelle parole di Nino Cagliari, attore non vedente che è stato scoperto da Gimmy Coppolino, uno degli elementi portanti del Teatro 71, fin dalle origini. Nella girandola dei nomi (a testimoniare che il Premio non si rivolge solo ad artisti) è stata la volta dei dottori Polito e Grasso, la vecchia e la nuova guardia del reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Milazzo. Quindi, il dottor Francesco Sidoti, magistrato, già Pretore di Milazzo: un riconoscimento doveroso per una persona che ha lasciato un’impronta indelebile nella città, nella quale ha amministrato la giustizia in anni ormai lontani. E nelle parole del dott. Sidoti, l’emozione di tornare a Milazzo, quando ormai pensava che nessuno si ricordasse più di lui…

Parentesi canora con Antonio Currò e Lycia Rotina, che hanno esordito come attori nella Compagnia Tabula Rasa e pronti a tornare in scena con il lavoro di Lo Schiavo affidato al Maestro Pollicina; mentre lo stesso Giuseppe Pollicina ha anticipato gli impegni con il Teatro Trifiletti, dando l’appuntamento per il 12 novembre prossimo, in una serata in cui tutti i gruppi milazzesi saranno chiamati a dare il loro sostegno per una sottoscrizione, ironicamente chiamata ATTACCATI ALLA POLTRONA. Chiaro il tentativo di rendere più funzionali i posti a sedere che non permettono agli spettatori di assistere comodamente alle serate organizzate. Altro appuntamento al 17 dicembre, con Silvia Pianezzola, che riceve anche lei il premio TEATRO 71 per la musica; e applausi per Tina Berenato, attrice e pittrice, restauratrice dello stemma comunale che campeggia sopra il municipio cittadino, ma anche autrice di scene nelle varie rappresentazioni sacre che trovano la massima espressione nella Via Crucis. Le nuove leve che si vanno affermando (Raffaele Trimboli, che ha spiegato l’intreccio del suo primo lavoro teatrale che lo vede autore ed interprete il 27 ottobre al Teatro di Pace del Mela; quindi David Amalfa, che come autore e regista gira per i teatri di varie città) hanno fatto da contraltare ad un artigiano che ha scoperto, in età avanzata, l’amore per il teatro: Vincenzo Cannistrà, applaudito e pronto a tornare in campo sotto la guida di Vincenzo Messina. Mentre si è mostrato visibilmente emozionato Pippo Saraò. Sulle scene “lavorative” da oltre sessant’anni, è titolare dell’azienda che porta i suo nome, sulla riviera di Ponente, ed è un tipo molto riservato e lontano dai riflettori. Naturale che l’attribuzione del premio lo abbia colto di sorpresa! Un simpatico siparietto che ha visto protagonisti lo stesso Vincenzo Messina, Pino De Luca e Stefano Impallomeni, salito sul palco dell’ITET per ritirare il premio conferito a Tindaro Italiano, maestro di teatro e autore di innovazioni importanti nel corso degli anni, ha anticipato la consegna del riconoscimento alla memoria di Nino Catanzaro, commerciante della via Medici degli anni lontani, persona disponibile, sensibile ma soprattutto aperta alle istanze dei giovani (il figlio Maurizio ha ricordato che fu anche Vice Presidente del CSI di pallavolo che militò in serie B). Quindi, ciliegina sulla torta, la consegna del premio TEATRO 71 al duo Roberto Metro ed Elvira Foti, pianisti di levatura internazionale, anche loro protagonisti dei prossimi impegni musicali che non sono solo riservati ai brani classici, ma anche alle colonne sonore, ai film di Disney, alle nuove richieste che trovano proseliti nei giovanissimi.

La cerimonia si è conclusa con il ringraziamento ed il saluto della Dirigente prof. ssa Stefania Scolaro, e con la precisazione del presentatore che il PREMIO TEATRO 71 non è precluso a nessuno: basta una semplice segnalazione, e la commissione valuterà…

 

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