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PRESIDENTE CONTE, A QUANDO LA RIAPERTURA DEI CIMITERI?

MAN MANO CHE PASSANO I GIORNI E SI AUSPICA, SEPPUR LENTAMENTE, UN RITORNO ALLA NORMALITA’. MA VIENE DA CHIEDERCI IL MOTIVO PER CUI SIANO STATI CHIUSI I CIMITERI DI TUTTA ITALIA…

La risposta la si sa già, quindi la nostra domanda appare fuori luogo. Immagino levate di scudi a favore dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ma non tutti sono concordi a difendere la chiusura dei cimiteri. E cerco di dare una spiegazione, o quanto meno il mio modesto pensiero: la presenza all’interno del cimitero è consistente solo per la ricorrenza dei Santi e dei Defunti, e andare a pregare o portare un fiore sulle tombe dei propri cari “mediamente” una volta a settimana non avrebbe favorito certamente la diffusione del virus o del contagio. Sappiamo per certo che il maggiore afflusso, nel corso della settimana, è concentrato nelle giornate di sabato e domenica; sarebbe bastato stabilire un numero massimo di visite, sempre a settimana, con un certo numero di persone al giorno, rapportato alla superficie del cimitero stesso, e non ci sarebbe stato alcun pericolo per la comunità; per di più, su una superficie abbastanza ampia, e si sa che non tutti i visitatori sostano davanti alla stessa tomba o all’interno di una stessa cappella!

Alla chiusura dei cimiteri fa eco la celebrazione dei funerali, limitati solo alla benedizione del defunto, e neanche in chiesa; ma una volta accompagnato l’estinto all’ultima dimora, i parenti non hanno la possibilità di accedere al’interno del cimitero e portare un mazzo di fiori su una tomba che rimane parcheggiata nell’obitorio.

Questa situazione mi porta a considerare un altro aspetto della crisi che molte aziende stanno vivendo. La Ministra Bellanova ha chiarito che “La vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco…. “, ma la sospensione delle cerimonie religiose, con battesimi, cresime, comunioni, matrimoni, funerali, e relativi addobbi floreali, ha fortemente penalizzato, e continua a penalizzare, un settore, quello della floricoltura. Nessuno ha pensato che questo è uno dei motivi per i quali il mercato dei fiori sta subendo notevoli contraccolpi? Che fastidio avrebbero potuto dare i cimiteri aperti in tutta Italia? I fiori per i defunti, in minima parte, avrebbero limitato le perdite di grossisti e dettaglianti. Non avrebbero risolto i loro problemi, ma quanto meno non sarebbero stati costretti a distruggere parte della loro produzione.

Se con la chiusura dei cimiteri non si voleva fornire una scusa per uscire a chi aveva un fiore da portare ai propri cari, permetteteci di non essere d’accordo. Ancora oggi si dà la possibilità di uscire a chi, per più volte al giorno, ha un cane da portare a fare i suoi bisogni, o a chi, incurante delle prescrizioni sui pacchetti di sigarette, si reca dal tabaccaio per un rifornimento anche due o tre volte al giorno! E sappiamo che il COVID-19 aggredisce i polmoni…  

E quelli che nell’arco della giornata, anche tre o quattro volte, si recano a fare la spesa, comprando un pacco di farina, e poi due uova, quindi un pacco di sale e infine una bottiglia di aceto?

Ci è andata bene, nonostante tutto: se avessero temuto che i clienti dei supermercati e di altri esercizi autorizzati, molti più numerosi di chi si reca dai defunti, toccando con le mani i prodotti, mettendoli nei carrelli o riponendoli sugli scaffali avrebbero potuto essere fonti di contagio per il virus… non ci sarebbero stati nemmeno gli approvigionamenti!

Pian piano si dovrà pur tornare alla normalità. Speriamo che, in rispetto di tante vittime, che non hanno avuto nemmeno il conforto di un saluto o di una carezza, il prossimo decreto governativo tenga in considerazione l’apertura dei cimiteri.

Andare dai propri cari, mettere un fiore, recitare una preghiera, sostare in silenzio e in raccoglimento non è una passeggiata.

E’ un segno di rispetto, e vuol dire non recidere quel legame che ci lega a chi ci ha preceduti. 

 

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