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PROF.ssa RENZI, QUANDO SI DICE “FORTUNA”!

buona scuola dueNOMINATA A CASA SUA, GRAZIE ALLA “BUONA SCUOLA”. MENTRE IN MIGLIAIA HANNO DOVUTO PRENDERE LA VALIGIA E TRASFERIRSI LONTANO …

48.794 proposte di assunzione inviate dal Ministero dell’istruzione. Dieci giorni di tempo per pensarci. Molti… Ma pensare a cosa? A chi è dovuto andare lontano perchè altrimenti sarebbe stato depennato e avrebbe detto addio per sempre alla speranza di insegnare, dopo anni ed anni di precariato? Dobbiamo riconoscere che aveva ragione chi temeva che sarebbe stato buggerato, che c’era un trucco! In questa ultima fase del piano di assunzione straordinario previsto dalla riforma della buona scuola, fase che tiene a battesimo l’organico del potenziamento, almeno sei o sette insegnanti potranno essere nominati nelle scuole vicino casa ed essere utilizzati per ampliare l’offerta formativa, potenziare l’inclusione scolastica, contrastare la dispersione, aprire gli istituti al territorio. 

Mentre in migliaia festeggiano, giustamente, il passaggio di ruolo, lo stesso non possono fare altre migliaia, sicuramente di più, che han dovuto dire addio alle famiglie di origine e trasferirsi lontani da casa. Il loro stipendio, grazie alla Buona Scuola, servirà per pagarsi vitto e alloggio, assieme ad altre spese per il vestiario o altre evenienze. Ci sembra di rivivere gli anni lontani del movimento migratorio verso il triangolo industriale del Nord!

Festeggia orgogliosa della nomina anche la signora Agnese Landini, moglie di Matteo Renzi. La prof. avrà dieci giorni per accettare la cattedra part-time a Pontassieve, ossia a casa sua, o decidere, con l’anno nuovo, se spostarsi in un’altro istituto scolastico. 

Festeggiano anche i partiti di governo per gli obiettivi raggiunti, mentre Anief e sindacati di base preparano lo sciopero, venerdì, contro quelle che definiscono le forti incongruenze e ingiustizie contenute nella riforma della Buona Scuola che si sarebbe trasformata in “una sequela di commi che burocratizzano il sistema d’istruzione e trasformano sempre più i docenti in impiegati“.

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