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PULIAMO IL MONDO. ANZI SOLO MILAZZO!

di Santino Smedili

pippo ruggeriUno slogan sempre valido, che la dice lunga sulla necessità di volere fare pulizia a tutti i costi. “Ripuliamo il mondo”, secondo gli ingordi banchieri che stanno portando all’elemosina i popoli; Puliamo la spiaggia del Tono, secondo l’amico Pippo Ruggeri (nella foto), che se la ride sotto i baffi, e battendomi una mano sulla spalla mi spiega il perché venga scelto quel luogo: nessuna preferenza, tanto lui non li fa nemmeno lì, i bagni. Solo perché, come dice un vecchio proverbio, “A ‘ngonia ricogghi”; ed è proprio vero: nell’angolo si accumula tutta la sporcizia… Quindi ’a ’ngonia, diventa simbolo del degrado e dell’indecenza. Dando spazio a chi, vedendo i rifiuti sulla spiaggia, se la prende con gli incivili bagnanti. Anche se si tratta di pneumatici, di frigoriferi, di tronchi d’albero, sono questi schifosi di bagnanti che li lasciano sulla spiaggia! Mentre noi sappiamo, e Pippo, questa volta, lo sa (al contrario del celebre motivo dei nostri padri) che i bagnanti non hanno nessuna colpa. E allora occorre pulire Milazzo, non il mondo: che ognuno pensi al proprio orticello. Aumentano i volontari per dare una mano, si gettano nella mischia i politici, quanto prima si cimenteranno anche le donnine di facili costumi, che il verbo “scopare” lo sanno coniugare in tutti i tempi e modi. E chissà se i vecchi “scannatori” si ricorderanno della loro ars amatoria, per far vedere che Milazzo pulita è più bella! Ma il volontariato non può durare in eterno: ed allora si suggerisce di migliorare il servizio, evitando che ciò che deve essere fatto quotidianamente possa diventare un intervento straordinario! Cominciando ad utilizzare, se è il caso, la spazzatrice, per un intervento periodico nelle zone periferiche, quelle nelle quali non si trovano ostacoli (le auto in sosta lo sono!) e la pulizia procede più spedita! Magari la prima volta ci impiega di più, ma la seconda volta e le successive, sempre con cadenza programmata, anche ogni due settimane, ci sarà ben poco da aspirare e raccogliere. Un esempio su tutti: via Ciantro, o via San Paolino, o la stessa via Kennedy, o la via Rio Rosso. Ci siamo spostati in periferia, ed era quello che volevano tutti. E noi di TERMINAL diamo suggerimenti che, se accettati, contribuiranno a migliorare le condizioni di vivibilità e a diminuire quella distanza fra centro e periferia che fino a poco tempo fa sembrava incolmabile! In quanto ai cassonetti, se proprio si devono raggiungere obiettivi prefissati ed imposti dalla legge nella differenziata, che si forniscano le varie zone di contenitori appositi, altrimenti i costi per lo smaltimento dei rifiuti saranno insopportabili proprio per tutti! Certo, portare più tonnellate di rifiuti in discarica permette a chi li riceve di guadagnare di più ( e questo lo hanno capito in tanti…) ma appena la discarica si riempie cosa facciamo? Li portiamo in Croazia, in Romania, magari nei paesi dell’Africa? E allora cerchiamo di fare sul serio, perché così facendo le bollette subiranno ulteriori rincari, a pagarle saranno sempre meno cittadini, già vessati da tasse e imposte varie, e il tanto sospirato cambiamento moltissimi non lo vedranno nemmeno arrivare! Ma una cosa su tutte: che ogni cittadino si attivi per fare la sua parte, nella pulizia quotidiana: rispettando gli orari di conferimento dei rifiuti, evitando di gettare cartoni nei contenitori, mantenendo pulito lo spazio che ha avuto in concessione se si tratta di un pubblico esercizio, preoccupandosi di raccogliere gli escrementi del proprio cagnolino; mentre chi deve vigilare che sia solerte e applichi le leggi. I vigili urbani? Anche loro, perché no. Ma sulle spiagge è opportuno che a vigilare ci pensi anche la Capitaneria, in azione congiunta con altre forze di Polizia: controlli a campione, perché a fare il bagno vanno sempre gli stessi. I turisti ancora non sono arrivati; ma loro i rifiuti non li lasciano come fanno certi sporcaccioni di casa nostra! Se avessimo elevato le sanzioni qualche anno fa, oggi saremmo una città pulita! Ma lo saremo. Forse presto… o almeno lo speriamo!

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