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QUEL CHE E’ RIMASTO DI UN FICUS…

radiceTAGLIATO, ESTIRPATO, NON IMPORTA QUALE FOSSE LA SUA ETA’… E ADESSO?

Sappiamo benissimo che il ficus è una pianta le cui radici si spingono in profondità causando danni. Se ci sono cavi elettrici, tubazioni, fognature i danni sono irreparabili. Ma nemmeno la pavimentazione è immune, quindi capita spesso che venga sollevata dalle stesse radici e renda problematica la circolazione! E allora si ricorre a metodi drastici, perchè non si può fare altrimenti, e non ci sono soluzioni alternative! Questo è accaduto ieri a Milazzo, in via Luigi Rizzo. Il ficus è scomparso, prima tagliato, poi estirpato, per eseguire lavori indifferibili alle fognature delle attività commerciali adiacenti. E adesso? Intanto facciamo i lavori, poi si provvederà. Non sappiamo se qualcuno ha preso in considerazione l’idea di estirpare parte di quelli piantati da decenni sul Lungomare. Qualche anno fa si era pensato di allargare la sede stradale, quella di via Crispi, per realizzare una strada alternativa alla Medici, diventata isola pedonale. L’idea sarebbe interessante, e potrebbe essere tenuta in considerazione, possibilmente spostando di una decina di metri la banchina della marina e recuperando spazio proprio… sul mare! Un investimento ed occasioni di lavoro per una città che boccheggia. Diciamo che quegli alberi attecchiscono facilmente, ma solo difficilmente qualcuno pensa di sacrificarli per il bene pubblico! Cosa ne pensano i cittadini, ambientalisti o meno? 

2 commenti

  1. Recuperare spazio sul mare non è una follia o un’utopia da sognatori di un altro pianeta.In olanda lo fanno da secoli e nessuno,neanche il più sfegatato ambientalista si sogna di opporre alcuna critica;ancor meglio, in Singapore è pratica comune ingrandire il territorio della già immensa città stato,”rubando” spazio all’oceano al fine di far sorgere delle isole sulle quali costruire, pensate un po’, grattacieli o strade e spazi verdi di natura tropicale e tutto ciò: udite udite.adoperando i milioni di quintali di SPAZZATURA che la città ogni giorno produce e che,opportunamente trattata,diventa territorio fertile,non inquinante e perfettamente compatibile con i canoni di vita di una città abitata da milioni di individui e che non è proprio, come qualcuno poco informato potrebbe pensare,una città da quarto mondo degradato,bensì uno dei posti al mondo in cui il tenore di vita e la qualità della vita degli abitanti è al top delle classifiche mondiali.Qualche tempo fa,durante un viaggio in Brasile,mi sono chiesto cosa fossero dei “fiumiciattoli” ricchi di vegetazione curata che scendevano lungo alcuni percorsi della città.Mi sono informato ed ho potuto constatare che si trattava di…scarichi di acque bianche provenienti dai palazzi e filtrate attraverso percorsi naturali realizzati appositamente per l’irrigazione dei vari parchi della città.Tutto ciò senza odori nauseabondi né zozzerie di alcun genere.Lo definiscono un risparmio ed un riutilizzo intelligente dell’acqua di scarico considerata come una risorsa e non come un rifiuto da disperdere inutilmente. Non allarghiamoci la bocca con le nostre critiche malevoli di gentucola con la puzza sotto il naso.Noi la puzza, quella vera,la sentiamo e la paghiamo lautamente tutti i giorni ammirando il degrado che ci circonda,mentre altrove,con quello che noi consideriamo un problema, sviluppano il progresso ed il rispetto dell’ambiente. Basta solo documentarsi per credere e, se non bastasse,anzichè “passiare” inutilmente incasinando le nostre strade, vestiamo per una volta i panni del viaggiatore per toccare con mano che quanto detto non sono né favole né minchiate.Smettiamola una volta per tutte di dare fiato agli otri pieni di aria quali sono certi ambientalisti della domenica che affollano i nostri orticelli e ci accorgeremo una volta tanto,che quelli che noi sconosciamo per ignavia o perché troppo lontani geograficamente,sono realmente lontani da noi per civiltà e per senso di proiezione verso il progresso.

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