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RAFFINERIA, VULCANI, MARE: NON ABBIAMO VIE DI SCAMPO!

componLA TERRIFICANTE PROSPETTIVA CI VIENE SEGNALATA DA UN INGEGNERE, DA POCO IN ZONA PER MOTIVI DI LAVORO. E SE DOVESSE ACCADERE QUALCOSA DI GRAVE IN UNA CITTA’ A RISCHIO SISMICO, COME LA NOSTRA, NELLA QUALE SI VIVE ALLA GIORNATA?

Buongiorno, mi chiamo Luciano Poltronieri e sono un ingegnere toscano che ha deciso di vivere a Milazzo, approfittando dell’occasione di lavorare in provincia per la mia azienda. Milazzo l’avevo visitata anni fa, con la mia famiglia e me ne innamorai subito. La natura qui ha esagerato riempiendo ogni angolo di bellezze che, tutte le volte, mi affascinano e legano sempre più. Questo è il mio principiare del pensiero, perché adesso devo affrontare un argomento che trovo particolarmente importante. Il terremoto dei giorni scorsi mi ha preoccupato, sia per le conseguenze dirette, nei luoghi, che quelli indiretti, psicologicamente parlando nelle persone. Milazzo è in zona sismica ad altissimo rischio e certe cose andrebbero affrontate seriamente e con cognizione di causa. Ho già letto di articoli, o lettere, che parlavano dell’argomento, ma nessuno, e la cosa mi sembra strana, sembra preoccuparsi delle attività industriali della zona. Immaginarsi un vulcano, attivo e pronto ad esplodere come vi farebbe sentire… Pensare che un gruppo produttivo (e mi piacerebbe sapere con numeri alla mano, reali non dell’ufficio stampa, quanto incida sul territorio), con i rischi conseguenti, non comporti una assoluta attenzione da parte dell’amministrazione, mi lascia perplesso. Ma di prove di evacuazione ne son mai state fatte? Nelle scuole con che incidenza temporale vengono effettuate le prove di sfollamento e di salvaguardia? Perché, proprio in virtù di questo stato di attenzione particolare, si permette che in città entrino tante macchine dai paesi vicini senza regolamentare nulla? Quanti sono gli abitanti della città?25/30.000? Bene: un’auto a nucleo familiare e le altre vanno organizzate diversamente. Le strade devono poter essere fluidificate e rese agibili. La settimana scorsa in una pizzeria una ragazza si è sentita male, non avere l’idea delle difficoltà che ha avuto l’ambulanza a passare è da scellerati. Ma sapete cosa fanno in Giappone per affrontare SERIAMENTE queste situazioni? Il Giappone ha redatto a livello governativo 6 punti focali per la prevenzione/organizzazione contro i terremoti: 1) – informativa di prevenzione su larga scala (volantini, manuali, documentazione) 2) – strutture preorganizzate e visibili di cartellonistica di percorsi di emergenza 3) – pianificazione dettagliatissima delle evacuazioni post sisma 4) – strutture globali (abitazioni, tubature cavi elettrici) antisismici 5) – kit di sopravvivenza in uffici e case 6) – esercitazioni cicliche anti sisma.

Qui non passa nemmeno l’ambulanza!!!! E vogliamo fare la fila indiana delle auto con le famiglie che cercano di scappare? E dove? Rimango sgomento da quanto pressapochismo e da quanta superficialità veniamo governati. Ed il fatto che sia un problema su scala nazionale interessa poco, anzi nulla. Non tutti vivono vicino a tre vulcani, più zona industriale ad altissimo rischio e con il mare pronto a coprire quel che resta in caso di pericolo reale. Non dico che basterebbe poco, ma bisogna cominciare prima o poi, altrimenti tra qualche amministrazione (destra o sinistra ho visto che da voi è cosa simile, stessa pappa al pomodoro), si sentiranno le stesse lamentele, gli stessi scambi di accusa; cose che un politico, serio, non dovrebbe permettersi. Le scelte, una volta deciso di candidarsi ad una carica pubblica, vanno prese seriamente. Arrivare in cima alla montagna e poi non sapere che fare o come scendere è sintomo di superficialità, che un amministratore pubblico non si deve e può permettere. Chiedendo scusa per lo sfogo, spero che questa mia, sia di sprone per una valutazione attenta e seria (termine abusato ma sconosciuto a certe categorie), del problema.

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