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RICORDANDO IL SORRISO DI UMBERTO MELLINA…

UMBERTO MELLINAL’ADDIO AD UN AMICO DEGLI ANNI 60 OGGI, ALLE 15.30, NEL DUOMO DI MILAZZO…

Eccola la foto di Umberto Mellina… ci colpisce quel sorriso, sempre lo stesso. Sarà quello che ricorderemo per tutta la vita, anche quando gli amici più cari vanno via. Li continueremo a pensare a dispetto degli anni che passano e cancellano i ricordi, abbinando loro un carattere particolare. Nel caso di Umberto, proprio il suo sorriso, solare, radioso, spontaneo, contagioso, che aiutava a superare qualsiasi avversità… Lo avevo conosciuto tantissimi anni fa, ragazzi in una Milazzo che cresceva e voleva offrire ai giovani qualcosa di diverso. Ragazzi che amavano praticare uno sport: non il solito calcio, ma il nuoto, alla piscina del Lido Azzurro, per cimentarci nella disciplina che maggiormente si adattava alle nostre qualità. Lui, Pino Calascione, Mauro Curto, Manlio Magistri, e tanti giovanissimi che dietro di loro si formavano e crescevano agonisticamente: Pippo Nicosia, Salvo Del Bono, Nino La Malfa. La sua specialità era la rana. Umberto amava l’acqua, il mare, il nuoto. Una passione condivisa in famiglia, quella per il mare; che ha dato tante soddisfazioni. Con il passare degli anni, hanno preso il sopravvento il lavoro, la famiglia, gli affetti. Non avevamo perso i contatti, e aveva scelto Radio Stereo Italia, dove trasmettevo quelle canzoni che a lui e a sua moglie piacevano, per pubblicizzare il suo negozio, in via Umberto I. Lo ha fatto per anni, assiduamente, in segno di amicizia più che per la necessità di far conoscere il suo lavoro, ma anche per informare gli ascoltatori che Milazzo stava cambiando. Era arrivato anche da noi il metano, e le caldaie avrebbero pian piano soppiantato i vecchi scaldabagni e le bombole da cucina! Era al passo con i tempi, e voleva essere il primo, come in quelle gare che dominava. Ne son passati anni, caro Umberto… Ci vedevamo spesso e la sua mole imponente era pari al suo sorriso, sempre lo stesso e sempre più spontaneo. Lo ricordo ancora in quella piazza Cesare Battisti, dietro il Banco di Sicilia, sotto il ficus benjamin e su quella panchina, a parlare con i vecchi amici, quelli di una vita, del più e del meno. Ho saputo da poco che aveva difficoltà respiratorie, ed era stato ricoverato per una terapia che lo avrebbe rimesso “in carreggiata”. Quando sarebbe tornato a casa, per godersi la moglie, le figlie, i generi, i nipoti? Lo avrebbero dovuto decidere i medici… Alla fine era stato dimesso, ed era contento… Per l’ultima volta ha regalato il suo sorriso ai medici che lo avevano curato, agli infermieri che lo avevano accudito, ai pazienti che aveva conosciuto in quelle stanze… Ma sulla strada del ritorno, un malore. Quella signora aveva deciso, e lo ha chiamato: il cuore di Umberto ha ceduto improvvisamente, e lui si è addormentato, adagiandosi sereno, senza vita… Sul suo volto, quel sorriso che porteremo dentro di noi… Addio, caro vecchio amico…. abbraccia per noi Ciccio. E insieme tuffatevi ancora una volta in quel mare azzurro, sconfinato. Eterno come il ricordo che porteremo di te!     

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