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RICORDATE QUESTO RAGAZZO?

Ricordate questo ragazzo?

Vendeva fiori ai tavoli dei ristoranti, la sera, per poter vivere.

E’ morto lo scorso anno, sconfitto da un male incurabile. Non era Italiano, ma sperava di trovare in Italia il posto per poter mettere da parte qualche euro e mantenere a casa, in Sry Lanka o in Bangladesh, edesso non ricordo bene, la sua famiglia.

La sua malattia ha fatto scattare nei MILAZZESI una molla che si chiama SOLIDARIETA’. Purtroppo i soldi raccolti non sono serviti a sconfiggere il male che lo ha devastato.

Oggi a Milazzo e nei comuni vicini ci sono decine e decine di persone della sua stessa nazionalità o dei paesi cosiddetti in via di sviluppo. Molti non li stiamo vedendo più: erano davanti alle farmacie, ai panifici, alle chiese, ai supermercati. Spesso ci davano anche fastidio, per l’insistenza con cui si presentavano… Ma non facevano nulla di male: tendevano la mano, per avere qualche centesimo; e quando abbiamo offerto loro un lavoro, si sono messi a disposizione per eseguirlo e far vedere che di lavorare avevano tanta volontà.

Sono quelle persone INVISIBILI che in un momento come questo penso che abbiano bisogno di essere aiutate.
Conosco già la risposta di qualcuno: ci sono anche i nostri poveri che hanno bisogno di essere aiutati. Non lo metto in dubbio, ma avevo messo in conto questa risposta, che sicuramente qualcuno mi darà…
Ed allora la nostra solidarietà, il nostro sentimento di fratellanza, la forza che ci deriva dall’essere SICILIANI dove lo mettiamo? Non so dove vivano queste persone, ma so dove si incontravano: sul lungomare, per vendere i loro articoli che da un mese non riescono più a esporre per raggranellare qualcosa. Per sopravvivere.
So comunque per certo che HANNO BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO. Loro stanno cercando di aiutarsi, con i risparmi messi da parte, ma non ce la faranno mai.
NOI POSSIAMO FARE QUALCOSA, SOLO SE LO VOGLIAMO.
Potremmo mettere a disposizione la chiesa di S. ROCCO come centro raccolta, per i beni di prima necessità, anche di elemosine, e aiutare questi fratelli invisibili…
Lo potremmo fare anche da domani mattina… ma ho paura che nessuno verrà a portare un pezzo di pane…
Io non voglio comunque lasciarli soli, e spero che qualcuno voglia affiancarmi in questa iniziativa… se mi date conferma, potremmo essere tanti…
Fra poco e Pasqua, anche se chiusi in casa. Loro, fra poco, non avranno nemmeno una casa…

Mi affido a voi!

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