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RICORDO DI DANIELE PERLUNGO

A DISTANZA DI OTTO ANNI, RIVIVIAMO I MOMENTI DRAMMATICI VISSUTI DA MARIO CHE HA SPERATO FINO ALL’ULTIMO DI POTERE GIOIRE PER LA GUARIGIONE DI SUO FIGLIO… A MARIO, FRATERNO AMICO DA UNA VITA, RINNOVIAMO TUTTO IL NOSTRO AFFETTO… 

DANIELE PERLUNGO NON CE L’HA FATTA… Così abbiamo salutato un giovane di 32 anni, figlio di Mario, fraterno amico degli anni più belli, sul numero di settembre di TERMINAL 2011. Daniele si è spento il 29 agosto 2011, otto anni addietro, dopo una lunga sofferenza. A poco valgono le cure quando il male ti aggredisce e giorno dopo giorno non dà tregua! Mario ha sempre sperato, fino all’ultimo, anche quando, qualche settimana prima del tragico addio, da TERMINAL avevamo rivolto il nostro pensiero ad amici comuni che ci avevano lasciati per sempre!

Su Facebook Mario aveva condiviso il nostro dolore, senza tuttavia abbandonare la speranza che il suo Daniele potesse farcela.

Era la speranza di un padre, di un uomo che aveva vissuto giorno dopo giorno la sofferenza, sorretto da una fede incrollabile, che in cuor suo si augurava di poter tornare a gioire per una vita che rinasce. Ed ancora oggi, a distanza di otto anni, mario vive quella sofferenza… 

Ma Daniele non ce l’ha fatta! E’ crollato esanime, spossato dalla lunga lotta contro quella vecchia signora che non gli dava tregua, giorno e notte, e contro la quale sembrava che avesse avuto la meglio… Ha lasciato per sempre la mamma Anna, il fratello Alfredo, il suo papà Mario…. 

E si è addormentato, felice per aver rivolto lo sguardo, prima di chiudere gli occhi, verso i suoi cari che lo accarezzavano.

Tuo figlio è stato forte, Mario! Ha perso una battaglia, perchè così era scritto! Ma quando si risveglierà si troverà in un mondo migliore, stanne certo! E da lì vi sarà sempre vicino… e tu lo rivedrai crescere, piccolo e indifeso, e poi muovere i primi passi, e ancora correre al tuo fianco, tenendoti per mano. Quindi scappare via, perchè, diventato grande, pensa di essere più forte del suo papà! “Non mi prendi, papà, io corro più forte!”.

Così forte che solo Dio saprà dopo quanto tempo arriveremo pure noi, lassù, dove lui è tornato a vivere contento, e da dove proteggerà i suoi cari, mamma, papà, Alfredo… 

Ciao, Daniele, un bacio, il nostro immenso affetto ma soprattutto una grande raccomandazione: proteggi papà!!! 

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