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Ricordo di un amico: Franco SCIBILIA

SE NE ANDAVA NEL 2016, QUATTRO ANNI FA, PROPRIO MENTRE L’ARIA PROFUMAVA DI PRIMAVERA….

Franco Scibilia, era in un letto d’ospedale da diversi mesi, piombato in un inverno che non sembrava voler finire… la sua vitalità, il suo dinamismo, la sua forza d’animo si erano spenti da tempo. Le speranze di vederlo ritornare fra i suoi cari, fra i soliti amici, i suoi concittadini si affievolivano giorno dopo giorno… Il 23 marzo Franco se ne andò, lasciando la moglie, i figli, tutti quelli che lo avevano conosciuto e gli volevano bene… La notizia, in poco tempo, giunse anche a Milazzo: e in serata seppi che uno dei più sinceri amici della mia giovinezza non c’era più.

Lo avevo conosciuto verso la fine degli anni 60, davanti al Liceo, e non certo per caso, anche se lui non era un alunno della scuola. Erano gli anni della contestazione, dei primi innamoramenti; e questi erano spesso destinati a durare per tutta la vita. Ripropongo ai lettori quel che scrissi quattro anni fa, appresa la triste notizia; e che in seguito avrei pubblicato in un mio libro, dedicando a Franco Scibilia un capitolo, così come ho fatto per altre persone care delle quali portiamo nel cuore un ricordo indelebile… E’ il mio saluto ad un amico che non potrò mai dimenticare, che mi ha onorato della sua amicizia, e che ogni anno, il 23 marzo, mentre l’aria profuma di primavera, mi riporta indietro nel tempo a rivivere la magia della nostra giovinezza… Ciao, Franco!  

… Lina veniva da Scala, e frequentava la prima classe liceale, sez. B. Viaggiava con uno dei tanti autisti che dai comuni vicini accompagnavano gli studenti a Milazzo. Puntuali, alle 8 erano in via Risorgimento. Puntuali, al suono della campana dell’ultima ora erano pronti a riportare a casa quei ragazzi minorenni che i genitori affidavano per un intero anno scolastico, e per altri anni ancora, fino alla maturità. Genitori severi, all’epoca, che esercitavano un controllo ferreo sui figli, anzi, molto più spesso sulle figlie femmine. Franco era di Scala, e non nascondeva le sue simpatie per quella ragazza che abitava qualche centinaio di metri da casa sua ed era figlia del suo “principale”. In un paesino, tutti pensano di sapere tutto… ed era per questo che Franco, in quegli anni poco più che ventenne, faceva ogni giorno la strada fino a Milazzo, per vedere fugacemente Lina, all’entrata. Approfittava di quei pochi minuti per fermarsi con lei, per scambiare qualche parola; si informava dell’orario d’uscita, e spesso anticipava l’arrivo dell’autista per coltivare quell’amore che stava mettendo radici, giorno dopo giorno. Come spesso succedeva per gli amori sbocciati in quegli anni, c’erano anche opposizioni comuni a tutte le famiglie. Nonostante tutto, Lina e Franco ebbero la meglio, perchè le basi erano solide e l’amore vero, battendo mentalità difficili a sradicarsi e vincendo la loro battaglia portata avanti per anni…

Spesso dopo il Liceo si perdono i contatti durati cinque anni, e se si rivede già grandi, si raccontano i tempi belli della giovinezza. Ma Lina era anche compagna di banco di mia moglie, e per anni si era confidata con lei: la loro amicizia rimase duratura, e con Franco ci volle al loro matrimonio. Anche loro furono al nostro, e la foto che conservo nell’album di matrimonio mi permette di rivederli, entrambi, giovani e sereni in quel giorno di festa e di gioia…

Oggi Franco è partito: non attende davanti al Liceo, come faceva da giovane innamorato, anticipando il sig. Ilacqua, che aveva la responsabilità di quei ragazzi. Il suo è un lungo viaggio. Come al solito, è arrivato prima… aspetterà. Quanto non importa; non gli è mai importato. Anzi farà di tutto per rimanere a lungo, e proteggere Lina, che ricorderà per sempre quel ragazzo che è diventato il suo sposo; a vegliare su Giuseppe e Francesco, per i quali il loro papà era il migliore del mondo… E lo sarà sempre. Proprio per questo Iddio lo ha voluto con sè: perchè sceglie i migliori!”

 

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