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RICORDO DI UN UOMO CHE CONOSCEVA IL MARE…

figliomeniIL 17 GENNAIO DI UN ANNO FA SI SPEGNEVA, SCONFITTO DA UN MALE SUBDOLO, DOMENICO FIGLIOMENI… MOLTI ANNI FA INIZIO’ IL COLLEGAMENTO CON I TRAGHETTI DA MILAZZO A LIPARI…

Era il 17 gennaio del 2015, e il vecchio Comandante salpava per l’ultimo viaggio… Ne aveva fatti tantissimi, nel corso della sua vita, e Domenico Figliomeni, arrivato da Favignana nella nostra città, era stato il primo ad inaugurare con il suo traghetto, il Savarese, il percorso Milazzo – Isole Eolie. Era il 1968, e questa innovazione segnò una tappa importante per i trasporti via mare tra Milazzo e le Eolie. Negli anni passò a comandare la M/T Vulcano, il M/T Eoliano, il M/T Tourist Primo e Secondo, e infine il M/T Filomena Matacena, ma fu anche il promotore del servizio aliscafi tra Milazzo e le Eolie con la soc. S.A.S. (Società Aliscafi Sud) che costituì la novità assoluta in anni in cui era necessario guardare avanti, senza lasciarsi prendere dal panico ma con una mentalità innovativa che avrebbe dato i suoi frutti con il passare degli anni. Uomo onesto e legato al lavoro, negli anni si guadagnò la stima ed il rispetto di tutti i comandanti della Siremar, oltre che dei Piloti del porto di Milazzo e Lipari, ma anche delle varie Istituzioni (Capitaneria, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Dogana) che operavano in ambito portuale e sul territorio, oltre che delle Agenzie Marittime che riconoscevano nel vecchio Comandante l’artefice del progresso e degli anni di sviluppo della navigazione di Milazzo e delle Isole Eolie.

Uomo di vecchio stampo, nei lunghi anni passati a bordo delle sue navi non si esimeva dal dare consigli e suggerimenti all’equipaggio, forgiando gli uomini con i suoi discorsi dal ponte di comando, insegnando a conoscere le variazioni meteorologiche, a prepararsi anche al peggio, ad affrontare il mare che da calmo diventava burrascoso, a rassicurare i passeggeri che si affidavano a lui.

E la sua grande professionalità procedeva di pari passo con la sua umiltà: non fare leva sul grado, amava ripetere, ma sulla disponibilità e sul rapporto umano, per guadagnarsi la fiducia e la benevolenza delle persone che con lui dividevano gran parte delle giornate, per capire i pregi e i difetti, le ansie e i timori. Affrontare in questo modo il nuovo giorno, sapendo che il mare non sarebbe stato un nemico, anche se non bisognava abbassare la guardia. E ogni giorno in più avrebbe consentito di conoscerlo sempre meglio, ma mai abbastanza… Passava ore a guardare quella lunga distesa azzurra, il vecchio Comandante, fin quando non venne un nemico più terribile, più impetuoso di un uragano, per cancellare i suoi ricordi, per prendersi la sua vita: l’Alzheimer. E quel nemico infido e terribile lo aveva reso improvvisamente vulnerabile, fino a quando lo ha strappato per sempre ai suoi cari. Ma fino all’ultimo giorno, anche se la sua mente era stata devastata irrimediabilmente, lo sguardo del Comandante fissava l’orizzonte, come se volesse cercare un nuovo porto da raggiungere… impossibile da scorgere per chi fino all’ultimo è stato al suo fianco, ma sicuramente nei programmi ambiziosi di quell’uomo che ha chiuso sorridendo gli occhi, prima del nuovo viaggio… Ora il dolore di chi è rimasto è lenito dal ricordo dell’uomo giusto, e dalla consapevolezza che, come aveva fatto per tutta la sua vita, dopo ogni viaggio ci sarebbe stato anche un ritorno, nonostante le condizioni avverse… E noi, in questa attesa, vediamo il vecchio Domenico Figliomeni sul ponte di comando, fiero, indomito nonostante tutto, con gli occhi a fissare il mare, o le stelle nel cielo, o a guardare il volo dei gabbiani. Incurante del canto delle sirene, che vorrebbero distoglierlo dalla sua rotta e dalla sua meta, come fecero con Ulisse. E come Ulisse pronto a tornare nella sua terra, dopo un viaggio lunghissimo. Addio, vecchio Comandante, la tua stella è lassù, i tuoi cari sanno che tu indicherai loro il cammino…

 

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