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RISPOSTA AI 600 “SAGGI” CHE ACCUSANO LA SCUOLA…

scuola italianaPUBBLICATA LA LETTERA DI UN DOCENTE CHE RESPINGE AL MITTENTE LE ACCUSE… FACILE SCAGLIARSI CONTRO LA CLASSE INSEGNANTE E NON TOCCARE LA POLITICA! 

da www.orizzontescuola.it

Egregi Professori, rispondo solo ora alla vostra letterina, indirizzata al Presidente del Consiglio, alla Ministra dell’Istruzione e al Parlamento, e mi chiedo come mai non l’abbiate anche indirizzata a Babbo Natale, sfuggendovi, forse, che manchiamo solo noi, i colpevoli del disastro linguistico degli studenti italiani alla “fine del percorso scolastico”.

Leggo che “da tempo i docenti universitari denunciano carenze linguistiche dei loro studenti”, come se noi, insegnanti di Scuola Primaria e Secondaria, di primo e secondo grado, non ce ne fossimo accorti prima di voi.

Non credo che, alla fine del percorso universitario, questi studenti semianalfabeti escano col titolo accademico, finalmente padroni della lingua italiana, anche perché, se così fosse, potreste semplicemente spiegarci quali strumenti mettete in atto, quali metodologie adottate, ovvero quale bacchetta magica avete impiegato, per ottenere in pochi anni, attraverso le sole lezioni cattedratiche, un risultato così clamoroso.

Molto comodo, Signori miei, colpevolizzare chi ci ha preceduti nel processo didattico, comodo e ingeneroso, e persino deleterio, perché, forse non ve ne rendete conto, ma con la vostra lettera voi non avete dato alcuna mano, ma solo infangato l’intero Corpo Insegnante, delegittimandolo.

Vero è che sostenete che i vari Governi hanno “svalutato il tema della correttezza ortografica e grammaticale”, e in questo avete ragione, ma di seguito parlate di aggiornamento degli insegnanti, di nuove metodologie, come se con le competenze attuali non fossimo in grado di dotare gli studenti di un’adeguata padronanza linguistica.

Suggerite di porre come obiettivo primario il “raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti”, e, di grazia, potete spiegare in base a quale analisi potete sostenere che ciò non avvenga già? Ma ammettiamo che la vostra analisi con la sfera di cristallo sia corretta, forse sarebbe il caso che ne individuaste le cause, per sopperire alle manchevolezze. Voi stessi dite di “permettervi” di proporre alcune linee di intervento.

Ecco, appunto, come vi permettete di suggerire ai colleghi della Primaria, esperti, loro sì, fino a prova contraria, di didattica relativa a quel grado di Scuola, quali strumenti didattici adottare, quali strategie mettere in atto? Ma veramente voi ritenete che non vengano effettuati dettati, che non si insegni a scrivere riassunti, comprensioni del testo, eccetera eccetera? Tra l’altro, perdonatemi, vi siete dimenticati di suggerire di intensificare la lettura, che è invece lo strumento principe per imparare a scrivere e parlare correttamente e per dare forma al nostro pensiero. Nella vostra lettera voi denunciate, condannate e suggerite, peccato, però, che vi dimentichiate di denunciare le vere e gravi manchevolezze del sistema scolastico italiano, pertanto mi sembra doveroso che ve le enunci.

Voi, cari miei, siete abituati a tenere lezioni cattedratiche, e non avete l’incombenza di verificare se tutti hanno capito, se tutti seguono; non dovete spiegare nuovamente la lezione, come accade a tutti i docenti di ogni ordine e grado, a volte ad personam, avvicinandosi al banco di chi avrebbe bisogno di un sostegno, ma ne è privo perché il Governo di turno ha tagliato le assunzioni e i fondi; non dovete tentare approcci diversificati per far comprendere a tutti ciò che avete già spiegato, né dovete sperimentare o mettere in atto nuove metodologie. Agli esami interrogate e date una valutazione, e potete persino permettervi il lusso di bocciare tutti, tanto non avete un DS che possa dirvi che non siete riusciti a coinvolgere e a farvi capire, né un Consiglio di Classe che possa correggere le vostre valutazioni, trasformando persino dei 4 in 6. Il sistema scolastico non consente di promuovere o bocciare nelle singole materie, pertanto le lacune si trascinano di anno in anno, senza la possibilità di intervenire con corsi di recupero, per via dei fondi d’Istituto sempre più miserevoli.

I vostri corsi sono per livelli di competenza, pertanto si presume ci sia una certa omogeneità tra i partecipanti, mentre le classi delle Primarie e Secondarie sono estremamente eterogenee, e ciò comporta uno impegno didattico complesso. Nella vostra lettera non fate il minimo accenno alle classi “pollaio” in cui siamo costretti ad operare, né denunciate la mancanza di fondi adeguati per consentire di ottimizzare il nostro impegno, e non denunciate il fatto che i vari Governi taglino in termini di dotazione di insegnanti di sostegno.

Voi conoscete la realtà universitaria, e non avete a che fare con BES, DSA, studenti con carenze cognitive anche gravi, bullismo, genitori invadenti, DS ostili, eccetera eccetera. Pontificate, dall’alto della vostra comoda cattedra, senza essere competenti, basti leggere i firmatari della lettera. Come fanno gli Accademici della Crusca, o i rettori, o matematici, costituzionalisti (che forse farebbero meglio a riprendere chi non sa scrivere le leggi in modo comprensibile), storici dell’arte, economisti o neuropsichiatri a capire di didattica, a valutare l’operato degli insegnanti, a dare consigli didattici!?

Piuttosto che impegnarvi in questa operazione qualunquistica – priva dei necessari studi, di analisi adeguate, deleteria per la figura dell’intero corpo docente, che merita, per contro, di riacquistare la dignità perduta a causa di interventi legislativi, come la legge 107, che mortificano soltanto i docenti – al posto vostro mi impegnerei a studiare il vostro mondo universitario.

Non trovate inaccettabile per un Paese civile che esista un numero chiuso in diverse facoltà, contraddicendo la Costituzione, che sancisce il diritto allo studio, quindi alla libera scelta? Non trovate che i test d’ingresso non costituiscano alcuna garanzia di selezionare chi ha propensione per lo studio e per il lavoro che dovrebbe svolgere in futuro? Chi mai può dire che uno studente che non superi il test d’ingresso a Medicina, non sarebbe un ottimo medico, per contro? Non trovate che le tasse universitarie siano esorbitanti per la classe media, e che ciò possa tenere lontano dei potenzialmente validi studenti e che quindi si pregiudichi il futuro a tante ottime “menti”? Non trovate che sia inaccettabile che il tasso di iscrizione all’Università, quello di abbandono e quello dei laureati, ci pongano all’ultimo posto in UE?

Non credete che prima di puntare il dito sulla Scuola e sugli insegnanti, senza alcun rispetto e senza le necessarie conoscenze e competenze, dobbiate considerare i tanti mali che affliggono l’Università? Non pensate che sia una gravissima manchevolezza che nessuno, né i Governi, né il Parlamento, e neanche voi, prima di sentenziare o introdurre riforme nella Scuola, interpelli noi docenti, gli unici esperti, i soli che sanno cosa serve per avere una Scuola che formi in modo ottimale gli studenti?

Prof. Giuseppe Firinu

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