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ROCCO AMATO, POETA DELLE PICCOLE COSE…

ROCCO AMATOPICCOLE MA IMPORTANTI: LA SUA UMANITA’ VA DI PARI PASSO CON LA SEMPLICITA’ CON CUI ESPRIME EMOZIONI E STATI D’ANIMO.

Suonare al campanello di casa per incontrarlo e chiedergli da dove parte la sua vena poetica: questo ho fatto. Una domenica, alle 8.30, ben sapendo che quello è l’orario in cui lui si concede una pausa dopo la sveglia all’alba, la colazione, la passeggiata verso il mare, davanti a casa sua, al Tono. E Rocco mi invita ad entrare e a prendere un caffè. Che non ho mai preso, per cui rifiuto garbatamente. “Qualcos’altro?“, insiste. “Nulla, Rocco, anzi, scusami per l’orario…“. Mi fa accomodare nella sua stanza, alle cui pareti sono appesi tanti quadri donati da artisti come lui, attestati, benemerenze. Ammiro anche una vetrina che contiene foto ricordo, targhe, coppe e altri riconoscimenti. E’ il suo piccolo mondo, in cui quest’uomo umile e semplice, che non ha mai cercato i riflettori, si rifugia per meditare e scrivere. Ci siamo accorti solo in ritardo che Rocco Amato è un poeta. Come scrive la prof.ssa Graziella Giorgianni, nella prefazione del libro “Come riflesso sull’acqua“, “La poesia di Rocco Amato dà voce a situazioni autobiografiche, legate a presenze familiari… al territorio … alla normale quotidianità della vita… L’umanità che traspare è cordiale e diretta…“. Sapevo che Rocco componeva poesie, sapevo anche dei riconoscimenti che gli erano stati tributati nella sua carriera, ma eravamo stati attratti forse dal frastuono spesso immeritato creato attorno ad altri artisti, di Milazzo e non, che hanno saputo sfruttare meglio di lui la popolarità, giunta a seguito di qualche premio o di qualche pubblicazione! Rocco, garbato e semplice, silenzioso e schivo, ha tenuto dentro di sè quel prezioso dono che lo accompagna da decenni, la composizione poetica! Non ha avuto mai bisogno di ispirazioni trascendentali o di immagini costruite ad arte per comporre i suoi versi: il mare, la famiglia, la natura, la vita di ogni giorno sono stati in grado di fornirgli lo spunto per affidare alla poesia i suoi sentimenti. Semplici e sinceri come lui, ragazzo del Tono appartenente alla nostra generazione, che vive la sua vita circondato dagli affetti familiari e dalle cose di ogni giorno, inesauribile fonte alla quale si disseta, con intensa e genuina devozione. Ci attende per un altro incontro, Rocco Amato. Ma non vogliamo andare a mani vuote da lui: questo piccolo, modesto ricordo, affidato alle colonne del nostro Terminal, che lui legge fin dal primo numero, vuole essere la testimonianza che quella visita improvvisa, in una domenica d’agosto alle 8.30, ha aperto i nostri cuori alla semplice vocalità di quest’uomo che vive al Tono da sempre. Circondato da un’atmosfera magica che lo aiuta a tramandare ai posteri le sue sensazioni, rimaste quelle della gente di una volta.   

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