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SANTINO COIRO, UN ANNO DOPO…

RICORDO DI UN COMPAGNO DI SCUOLA …

di Santino Smedilicoiro

Vecchio compagno di scuola, di quel Liceo Impallomeni che abbiamo frequentato e che ci è rimasto dentro. Un ragazzo generoso, riservato, intelligente, attento, scrupoloso. Ci univa anche l’ideale politico, di ferma opposizione ad un regime che non aveva nulla da invidiare a quello che si era concluso un ventennio prima! E in quegli anni manifestare un’idea diversa dai partiti al potere significava emarginazione. Siamo andati avanti, nonostante tutto: senza rinnegare il nostro passato ed il nostro credo politico. La forza delle nostre idee e la purezza che abbiamo conservato nello spirito, il senso del dovere e i rapporti di amicizia, la disponibilità nei confronti di tutti, incluso i vecchi avversari, la nostra intelligenza e la coerenza ci hanno permesso di guardare sempre avanti e costruire il futuro, non tanto per noi stessi, quanto per le nuove generazioni. Era entrato nel mondo della scuola, portando con sé quei principi che gli avrebbero permesso di essere stimato e rispettato da tutti. Non ci eravamo mai persi di vista, e rivederci significava anche tenerci aggiornati e rafforzare un rapporto di amicizia indelebile, costruito fra le mura del Liceo Impallomeni. Non sono riuscito purtroppo ad avere la sua collaborazione per questo nostro giornale: Santino scriveva per la Gazzetta del Sud, ma non era questo il motivo che gli impedì di essere dei nostri. Un giorno lo chiamai anche al telefono, per cercare di convincerlo: sapeva che TERMINAL era l’ideale continuazione del periodico studentesco, ma non riuscii a farlo recedere dalla sua decisione. Riprovai con altre telefonate: nulla da fare! “Mi faccio sentire io”, mi disse. Lo andai a trovare: parlammo di tante cose. Quando il discorso si spostò sul giornale, mi confessò “Non me la sento, non sto bene…”. Gli risposi, per tirarlo su e forse con l’incoscienza che mi contraddistingue: “Pensa a stare bene, allora; e quando stai meglio ci risentiremo. Vedi che conto sempre su di te!” Ci salutammo con un caloroso abbraccio… Dopo qualche giorno seppi che si era assentato dalla scuola, per gravi motivi di salute. Evidentemente i suoi continui rifiuti erano motivati, e Santino presagiva qualcosa di più grave, di irreparabile. Il resto ci ha colti oggi di sorpresa. Ma lui forse si era preparato a lasciarci per sempre. Addio, caro amico. Ti abbraccio affettuosamente, anche a nome dei vecchi compagni di scuola. E scusa per la mia insistenza… non avevo capito cosa volessi dirmi. Mi sembra tutto così inverosimile…

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