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SERATA IN RICORDO DI GIGI BILLE’

gigi billèE’ ANCORA VIVA LA FIGURA DI UNO DEI MAGGIORI ESPONENTI DELLA CULTURA E DEL GIORNALISMO.

di Francesco D’Amico 

Serata intensa e ricca di commossi ricordi quella organizzata dalla LUTE in collaborazione con la Tipografia Lombardo e il sostegno di Italia Nostra, per omaggiare la figura del compianto prof. Gigi Billè a quasi un anno dalla scomparsa, avvenuta il 15 settembre 2015. Ieri sera, al Chiostro di San Papino, si sono riuniti gli amici di una vita nonché compagni di militanza giornalistica di Billè, tra i quali i docenti Filippo Russo e Bartolo Cannistrà, relatori dell’incontro assieme all’avv. Elvira Sibilla, al prof. Vincenzo Fogliani, a Gianni Lombardo e all’arch. Cono Terranova. Tanti i cittadini partecipanti, ai quali è stata distribuita una copia di un giornale che ricalca graficamente e tipograficamente “La voce di Milazzo”, chiamato per l’occasione “La voce di Gigi”, un gentile omaggio che la Tipografia Lombardo e il prof. Filippo Russo hanno concesso al pubblico, contenente un editoriale a firma dello stesso prof. Russo dal titolo “Le parole mai dimenticate”. Il prof. Billè è stato insignito nel luglio del 2014 della benemerenza civica da parte della Giunta Pino, per il suo impegno culturale, di giornalista ed educatore; primo cittadino di Milazzo a ricevere tale riconoscimento.

“Gigi era una persona semplice, umile nel senso francescano del termine, perché si metteva allo stesso livello di altri che venivano tenuti in disparte – ha esordito Filippo Russo -. Probabilmente non avrebbe neanche voluto questa manifestazione, però da parte nostra è doveroso, in quanto a lui ci lega un profondo ricordo. Persona buona, è stato soprattutto nobile d’animo: fattori difficilmente riscontrabili nella società di oggi. Onoriamo la sua persona che ha lasciato in noi un segno profondissimo”.

Gianni Lombardo ha definito il prof. Billè “non un cliente, ma uno di famiglia”, ripercorrendo gli anni in cui il professore (che ha seguito l’azienda fin dai suoi primi passi, mossi in via Cavour circa quarant’anni fa) si recava in tipografia per consegnare gli articoli scritti a mano, spesso su fogli riciclati. “Veniva a pagare il giornale firmando l’assegno in bianco e andandosene. Persona pulita, incorruttibile, che certamente ha ricevuto meno di quanto avrebbe meritato”.

E’ stato poi il turno del prof. Vincenzo Fogliani, il quale ha narrato le allegre vicende di una amicizia nata in età adolescenziale tra lui e Gigi Billè, supportato da immagini trasmesse da un video-proiettore, raffiguranti le vie del centro di Milazzo negli Anni 50 e 60, “dove si giocava, prevalentemente nella buona stagione, con i giochi di allora, usando una palla di pezza, e si sfogliavano i giornalini del tempo. Sin da giovanissimo Gigi poteva apparire riservato e forse poco duttile; ma, dopo pochi minuti, si rivelava un sorridente e straordinario compagno d’avventura. Da piccolo abitava in Marina Garibaldi, la mamma ci accoglieva sorridente. Da grande andava da mia madre (la signora Olga Fogliani, apprezzata pianista, ndr) e si faceva suonare i pezzi di Mozart, Liszt e Chopin”. 

L’avv. Elvira Sibilla ha fornito un’importante testimonianza storica, frutto di ricerche d’archivio, riguardante l’impegno profuso dal prof. Billè nell’ambito delle attività promosse dal Circolo Diana a partire dai primi Anni 60 (per le quali vinse anche un premio giornalistico), e del rapporto di grande amicizia e stima che è sempre intercorso tra lo stesso Billè e l’avv. Micio Sibilla, allora presidente del Circolo. I verbali delle sedute rappresentano, nelle parole dell’avv. Elvira Sibillla, “uno spaccato di valori, comportamenti, norme e rapporti umani che caratterizzavano quel periodo. Gigi amava lo sport ed era sempre presente agli eventi sportivi organizzati dal Circolo, di cui faceva il resoconto giornalistico. Il Circolo è stato uno dei ‘fondamentali’ nella sua crescita e nella sua vita, pulita e feconda”.

Dalle parole dell’arch. Terranova emerge il ritratto di una persona civicamente attenta eappassionata di storia urbanistica milazzese. “Nel 2006 diventò presidente della Società di Storia Patria. In seguito fu coordinatore di un convegno intitolato ‘Un Castello per l’Europa’ tenuto nel Duomo Antico all’interno della Città Murata: occasione, quella, che servì a porre alcune importanti premesse su temi fondamentali, che adesso stanno prendendo forma”.

Infine il prof. Bartolo Cannistrà ha posto l’accento sull’affetto nutrito per Gigi Billè non solo da parte della ristretta cerchia delle sue amicizie, ma di tutta la cittadinanza; affermando che l’onorificenza tributatagli nel 2014 “ha rappresentato una corretta interpretazione del sentimento di molti concittadini”. “Il suo magistero di educatore lo svolgeva fuori da quello che era il suo impegno civile; un impegno assunto non per passione o per hobby, ma per dovere civico, senza alcun ritorno materiale e sacrificando i suoi interessi, che all’inizio erano altri, per esempio la letteratura, la musica e il cinema”. “Il rammarico – ha proseguito il prof. Cannistrà – è che le sue doti siano rimaste confinate in quest’ambito cittadino. Egli aveva doti che avrebbero potuto farlo risaltare in ambienti ben più alti. Come giornalista, poi, non avrebbe sfigurato in nessun giornale nazionale”. In seguito, il racconto della comune esperienza nella gestione del Circolo Culturale e di come nacque l’idea di fondare insieme un giornale: “All’inizio, Gigi non voleva il giornale “La voce di Milazzo” perché temeva che esso avrebbe ucciso il Circolo. Lo convincemmo io e Giobatta Canepa, proponendogli il modello de “Il Mondo”, giornale che allora organizzava periodicamente convegni e dibattiti pubblici. Gli proponemmo anche la presidenza del Circolo Culturale. Successivamente ci prese gusto e i suoi articoli cominciarono ad essere sempre più numerosi. Si scoprì così che egli era un giornalista nato. Portò a Milazzo tematiche importantissime, come l’ecologia. Il Circolo poi si spense, ma sopravvisse il giornale. Gigi Billè è stato per tanti anni la coscienza morale della nostra città. Il suo farsi piccolo è l’elemento che ce lo rende più grande”.

 

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