Home / Società / “SIAMO CATTOLICI PER MODO DI DIRE”

“SIAMO CATTOLICI PER MODO DI DIRE”

stretta di manoABBIAMO RACCOLTO LA DICHIARAZIONE SCONSOLATA DI UNA DONNA DI COLORE, EXTRACOMUNITARIA. CATTOLICA PIU’ DI TANTI DI NOI!

Il colore della mia pelle in una città come Milazzo forse fa ancora paura. Non voglio accusare i suoi abitanti di essere razzisti, o di trattarci come essere inferiori. Con il nostro lavoro facciamo comodo a molti, che ricorrono a noi per dare assistenza, giorno e notte, a genitori anziani o parenti inabili. In quei casi non fa paura il colore della nostra pelle? Allora dobbiamo pensare di essere preferiti per la nostra totale disponibilità a fare un lavoro che gli italiani non vogliono fare; chiedendo solo quel giorno di riposo che spesso coincide con la domenica, per santificarla pregando, come ci è stato insegnato dai missionari che hanno popolato le nostre terre e dove hanno trasmesso a noi i valori del Cristianesimo e la parola di Dio. La domenica per noi è il giorno del Signore. La religione cattolica, tanto avversata nel mondo, anche occidentale, noi la viviamo così: pregando e andando in chiesa. Anche molti sacerdoti provengono dalle nostre terre, e anche loro mostrano una sensibilità maggiore nei confronti di chi si accosta ai sacramenti. Ora chiedo a voi se è giusto che in Chiesa, la domenica, quando dobbiamo scambiarci il segno della pace, la stretta di mano debba essere un simbolo SOLO fra noi della stessa razza, dello stesso colore! Mi è capitato più volte che la persona, uomo o donna che sia, che si gira verso di me, se dove stringermi la mano, la fa con la punta delle dita; o fa un insignificante gesto di saluto, per non sfiorarmi, come se avessi la mano unta di grasso; o se è davanti, nemmeno si gira, o mi ignora se sono io a girarmi. Parlo anche per quelli che, della mia stessa razza, con il mio steso colore della pelle, hanno notato che proprio in chiesa, nel luogo dove tutti dovremmo essere fratelli e uniti da Cristo, ci sentiamo di troppo ed emarginati! Chi si inginocchia e si batte il petto, chi si accosta subito dopo alla comunione dovrebbe confessare anche questo peccato molto più grave, l’ipocrisia. Si dice ipocrisia, vero? Speriamo che dopo questo mio sfogo qualcosa cambi…E’ così che cresce l’odio razziale, ma non da parte nostra. 

Rispondi