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SIAMO IN GUERRA! CHE NESSUNO PENSI IL CONTRARIO!

tg2_attentato-parigi_13novembre2015OGGI A PARIGI, DOMANI AD UN’ALTRA CITTA’, UNA QUALSIASI. PER SCATENARE IL TERRORE!

Immagini drammatiche, costernazione, angoscia, e si comincia a sgretolare quel muro di sicurezza che fino a ieri, fino a pochi istanti fa aveva accompagnato chi pensava che a noi non accadrà mai! Una strage a Parigi, lo abbiamo sentito dai telegiornali, dai collegamenti a ripetizione, dalle testate dei quotidiani. Una strage che non ha obiettivi strategici, quelli che vengono indicati e protetti come “siti sensibili”. Un attacco alla gente, al popolo di ogni giorno, che va a fare la spesa, che va allo stadio, che va a teatro, che va a scuola! Obiettivi comuni, in una metropoli come in un paesino. Scene che ci dovremo abituare a vedere, purtroppo, anche se qualcuno pensa di combattere il terrorismo con l’innalzamento del livello di allerta. Cosa significa? Mettere dieci poliziotti in più a Piazza San Pietro durante l’Angelus del Papa? Aumentare la sorveglianza negli aeroporti per evitare che il terrorista possa accedere liberamente sul prossimo aereo in partenza per le vacanze? Perquisire tutti coloro che intendono visitare la mostra di questo o quell’altro artista? Non ci sono siti sensibili bene individuati, come il Parlamento, il Quirinale, i Palazzi di Giustizia. Ogni piazza, ogni strada, ogni ristorante, ogni discoteca, ogni cinema, ogni supermercato, ogni scuola materna, ogni parrocchia, ogni assembramento di persone libere è un sito sensibile. Non li possiamo proteggere tutti, perchè siamo in guerra, e non lo si vuole ammettere! La politica internazionale ha creato questa situazione, pensando all’arricchimento di pochi a danno di milioni di individui. La sete di potere, l’accumulo di ricchezze, il desiderio di comandare il mondo hanno minato gli equilibri internazionali su cui poggiavano le fragili basi di una convivenza pacifica. Per decenni abbiamo assistito impassibili ai genocidi che si commettevano nei paesi poveri, intervenendo a sfruttarne le risorse, ad armare dittatori che governavano terrorizzando il popolo! Non ci siamo mai curati di intervenire dove si reclamava libertà, dignità e un po’ di cibo, ma abbiamo favorito la fuga incontrollata di milioni di esseri umani, che hanno sfidato pericoli e morte! Abbiamo anche da noi cellule eversive, non come i NAR o le BR che per anni sono stati combattute da chi voleva mantenere saldamente il potere politico: si tratta di persone che vivono in mezzo a noi, persone con le quali ci incontriamo giornalmente, alle quali stringiamo la mano, ospitiamo nelle case negate agli Italiani in cerca di alloggi, difendiamo dagli assalti di certe forme di intolleranza razziale. Ma non dobbiamo pensare che il colore della loro pelle sia il segno di riconoscimento per un’opera di prevenzione, e che tutti costoro siano un pericolo per noi. Possono essere anche i nostri figli, nuovi contestatori in un mondo che ha distrutto gli ideali, che accettano di andare a combattere una guerra che loro ritengono giusta, a vincere in nome di un mondo migliore e di un Dio che la guerra non l’ha mai dichiarata! La classe politica piangerà ancora una volta lacrime di coccodrillo, si guarderà attorno fingendo di convincerci che a noi non succederà mai quel che è toccato alle Torri Gemelle o a Parigi, diramando circolari e dispacci alle Prefetture per controllare. Chi? Cosa? Dove? Ma soprattutto per quanto tempo? Non sa che non ci sono segnali, indicazioni, particolari che possano aiutare a prevenire, e i continui assalti alla classe umile, ai lavoratori, a chi soffre, solo per mantenere intatti privilegi e poltrone alimentano, giornalmente, quella voglia di rivincita e di riscossa che una volta si manifestava scendendo nelle piazze! Ogni momento è quello buono per colpire gli ignari cittadini, mai chi comanda! Ci guarderemo attorno, in una sorta di caccia alle streghe, salvo poi piangere le vittime quando meno ce lo aspetteremo! Nessuno vuole ammettere, purtroppo, che in questa guerra l’avversario non combatte per uccidere il suo nemico, ma per morire anche lui, facendosi esplodere, assieme a quelli che fino a pochi istanti prima erano i suoi fratelli! Non importerà nemmeno il sesso o l’età. 

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