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SICILIA INDIPENDENTE? MEGLIO L’AUTONOMIA, MA NON A PAROLE…

INSIEME SI PUO'PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DAL SITO www.insiemesipuo.info

Come la Catalogna, a favore dello Statuto

Cari Amiche e Amici,
quello che sta succedendo in Catalogna è un faro nella notte, il segnale che qualcosa sta cambiando e che la nostra proposta per l’applicazione dello Statuto è la strada giusta da percorrere.
Se i separatisti catalani vincessero la resistenza di Madrid e ottenessero l’indipendenza, si svincolerebbero dai rapporti non solo con la Spagna, ma anche con l’Unione Europea, sbloccando gli accessi a fondi e risorse per fare esplodere l’economia interna del paese, con evidenti benefici per tutta la popolazione.
Sarebbe una svolta epocale, che metterebbe in discussione i confini geopolitici del mediterraneo e dell’Europa, così come li conosciamo oggi.
Allo stesso modo dei catalani, il nostro Movimento ritiene giusto battersi per la difesa e l’applicazione dello Statuto nella nostra regione.
Ne abbiamo discusso poco tempo fa insieme, ma è necessario continuare a parlarne, fare in modo che la questione resti in primo piano e sia presa in considerazione da chi ci governo.
Noi siamo prima di tutto Siciliani, ma anche italiani ed europei. Siamo per l’autonomia e il costituzionalismo. L’indipendentismo o il separatismo estremizzati come in Spagna non ci interessano e non ci riguardano, ma riconosciamo l’enorme valore aggiunto che l’applicazione dello statuto porterebbe nella nostra isola.
Lo Statuto renderebbe ricca la nostra Sicilia.
Ad oggi ci viene riservato un gettito fiscale del 40%, non del 100% come vogliono far credere Salvini e la Lega.
Con tutte le risorse e vantaggi derivanti dallo Statuto, potremmo avviare delle start up e investire sui giovani, sulla cultura e sulle nuove tecnologie. L’innovazione porta benessere, non dimenticatelo mai.
Con lo Statuto potremmo rilanciare il turismo della regione, creare finalmente un’etichetta di garanzia Made in Sicily, potremmo rivoluzionare il settore delle infrastrutture e rivedere completamente la rete ferroviaria, portando vantaggi per i cittadini.
Lo Statuto è una soluzione concreta e proficua, non uno spauracchio da cui rifuggire, come vogliono farci credere.
Sosteneteci e ci batteremo insieme a voi perché lo Statuto sia tutelato e finalmente applicato. Insieme possiamo raggiungere qualunque obiettivo.

#InsiemeSiPuò

1 Commento

  1. Quante contraddizioni in poche righe. Intanto cominciamo con il dire che un referendum che porti all’indipendenza della Sicilia non sarebbe cosi semplice attuarlo, e nel caso si dovesse giungere ad un si, non è che lunedì il si vince ed il martedì la sicilia è “libera”. Ci sono percorsi burocratici di accettazione della nuova figura istituzionale che devono essere riconosciuti ed accettati. Ci sono percorsi burocratici anche monetari che hanno lunghissime scadenze. E nel frattempo come si campa? Da indipendenti dovremmo essere accettati dall’unione europea, dall’unione monetaria, dall’Onu……
    La mia paura è che si cerchi sempre di far sembrare semplice, anzi facile, una cosa che alla fonte deve essere perfetta ed organizzata al nano secondo. Chi si dovrebbe occupare di cosa e come, mi sembra normale domandarselo, ed in che maniera. Non basta urlare ai quattro venti che Salvini racconta fesserie, lui è un populista, il messaggio semplice lo adora perché, qualche volta, giunge a bersaglio. Ma che differenza c’è con questo messaggio legato all’indipendentismo? nessuna. Semplice, diretto ma senza spiegare nulla. Occorre spiegare, invece, le cose in maniera tecnicamente semplice, ma spiegarle. In Sicilia, per sopravvivenza, molte persone si sono riciclate politicamente, per ridarsi una verginità e recuperare consenso. Ed a ben vedere la nostra storia, alla fine, comandano sempre loro. Ci vorrebbe il coraggio di scelte diverse, che non quelle trite e ritrite, nel recuperare immagini legandole a ricordi di fasti e di momenti positivi. Mio zio era un indipendentista del MIS, quando il moto indipendentista aveva un senso e la situazione storica politica aveva una possibilità in quella direzione. Ma adesso? Mi ricordo di tanti movimenti in questo ultimo decennio saliti alla ribalta nel nome della presunta indipendenza siciliana e di uno statuto che è stato maltrattato, violentato ed abusato da chi è salito al potere. Siamo ancora la terra dei viceré, piuttosto che dei vespri siciliani. Se qualcuno mi rispondesse in maniera più dettagliata…..ne avrei piacere.

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