Home / Cultura / SUCCESSO DI OLGA NASSIS: LE LINGUE CLASSICHE PATRIMONIO CULTURALE DELL’UMANITA’
Italpane

SUCCESSO DI OLGA NASSIS: LE LINGUE CLASSICHE PATRIMONIO CULTURALE DELL’UMANITA’

APPROVATA DALLA COMMISSIONE ISTRUZIONE E BB.CC. DEL SENATO SU PROPOSTA DELLA FEDERAZIONE DELLE COMUNITA’ ELLENICHE IN ITALIA, DI CUI LA NASSIS E’ PRESIDENTE. SARA’ IL PRIMO PASSO PER RILANCIARE I LICEI E GLI STUDI CLASSICI?

La 7ª Commissione permanente (Istruzione, beni culturali) del Senato della Repubblica ha approvato, in sede deliberante, l’Ordine del Giorno n. G/2371/1/7 al DDL n. 2371 per il riconoscimento delle “lingue greca e latina patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Iniziativa fortemente voluta dalla Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia presieduta da Olga Nassis, portata all’attenzione dell’assemblea legislativa dal senatore Fabrizio Bocchino del Gruppo Misto (Sinistra Italiana, Sinistra Ecologia e Libertà) di Palazzo Madama, segretario della 7ª Commissione nonché primo firmatario dell’atto d’indirizzo che impegna il governo “a farsi garante d’una continua sensibilizzazione soprattutto nelle politiche scolastiche, per la salvaguardia concreta delle lingue latina e greca;a sostenere le proposte volte a dichiarare il latino e il greco «patrimonio culturale dell’umanità» non soltanto europea, ma anche extraeuropea, come elemento unificante della civiltà occidentale” e, inoltre, ad assumersi “la responsabilità di «garante della salvaguardia del latino e del greco» come discipline portanti, assieme alla filosofia, di una scuola formativa non professionalizzante, e di un’educazione globale e umana delle nuove generazioni”. Si tratta, dunque, del primo passo istituzionale di un percorso che, sebbene lungo, potrebbe portare ad un riconoscimento veramente essenziale, ai sensi della Convenzione Unesco adottata a Parigi il 17 ottobre 2003 (ratificata dall’Italia con legge 27 settembre 2007, n. 167). L’art. 11 della Convezione – ricordano i sostenitori della proposta – “affida ad ogni Stato contraente il compito di individuare gli elementi del patrimonio culturale immateriale presente sul suo territorio e di adottare i provvedimenti ritenuti necessari a garantirne la salvaguardia”.

Grande soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti della Federazione Ellenica italiana, come si evince dal comunicato della presidente Olga Nassis: “La Federazione ringrazia la Commissione tutta ed in particolare il Senatore Fabrizio Bocchino, primo firmatario dell’OdG, (a sinistra nella foto con la Nassis e Campanella) per la grande sensibilità e tenacia dimostrata nel portare avanti questa importante azione per la salvaguardia concreta delle lingue greca e latina, come massima espressione della sostanza culturale d’Europa”.

“Il patrimonio immateriale dell’umanità – recita il documento votato dalla Commissione senatoriale – contribuisce a darci un senso d’identità e continuità, offrendoci un legame col nostro passato, che attraversi il presente e tenda verso il futuro. Esso contribuisce alla coesione sociale, incoraggiando un senso d’identità e responsabilità che aiuta gli individui a sentirsi parte d’una o di più comunità e della società umana in generale”. “L’Italia – si legge ancora -possiede il patrimonio inestimabile delle lingue latina e greca troppo spesso bistrattate, mentre queste lingue, non più parlate da nessun popolo, hanno svolto nella storia delle idee e della cultura un ruolo fondamentale, e tuttora costituiscono un inestimabile tesoro dell’umanità”.

Gli elementi iscritti nella Lista rappresentativa dell’Unesco (che riunisce la più alta rappresentanza del patrimonio culturale immateriale per ciascuno Stato membro della Convenzione), al 27 novembre 2014, sono 348, di cui 6 italiani (Opera dei pupi, Canto a tenore, Arte del violino a Cremona, Dieta mediterranea, Le macchine a spalla, La vite ad alberello di Pantelleria).

“Molte espressioni e manifestazioni del patrimonio immateriale dell’umanità – scrivono i presentatori dell’Ordine del Giorno – sono oggi in pericolo, minacciate, da un lato, dalla globalizzazione e dall’omogeneizzazione culturale, dall’altro, da una mancanza di sostegno, apprezzamento e comprensione. Se il patrimonio immateriale non sarà nutrito e alimentato, rischia di scomparire per sempre, o di congelarsi come una pratica appartenuta al passato. Preservare questo patrimonio e consegnarlo alle generazioni future lo rafforza, e lo mantiene vivo, permettendogli anche di cambiare e adattarsi alle nuove esigenze”.

Francesco D’Amico

Rispondi