Home / Società / TEATRO TRIFILETTI, VA IN SCENA LA SOFFERENZA!
Italpane

TEATRO TRIFILETTI, VA IN SCENA LA SOFFERENZA!

AUMENTANO GLI SPETTACOLI DI BUON LIVELLO, MA AUMENTANO ANCHE LE CRITICHE PER LE POLTRONE SCOMODISSIME!

Il Teatro Trifiletti sta ripagando i milazzesi, e non solo, per lunghi anni costretti ad attenderne la riapertura. E lo sta facendo con spettacoli di buon livello, gradevolissimi ed interessanti. Ma non è colpa delle compagnie, dei registi, degli artisti ovviare alle situazioni di disagio che gli spettatori provano: loro offrono il meglio, ma nulla possono fare per eliminare o mitigare un aspetto inammissibile in una struttura teatrale di tutto rispetto che, purtroppo, non riesce a dare il meglio sotto ogni punto di vista. Capita quindi che nell’intervallo il foyer del Teatro diventi punto di scambio di sensazioni, di apprezzamenti o di critiche. Riporto la critica più immediata, un po’ sussurrata o detta a voce alta: “Ma perché si scivola nelle poltrone? “Ma, lei scivola in avanti..io non ci riesco a star fermo; devo puntellarmi con le ginocchia”? E così via dicendo. Al solo sedersi ci si sente come sprofondati in un fosso, si cerca posizione ma inesorabilmente si scivola in avanti. Al grande entusiasmo della gente fanno da contraltare le solite critiche alle poltroncine della platea. Un problema che non va minimizzato né taciuto, e non è di poco conto. Non mi è dato sapere se altre segnalazioni siano mai arrivate all’orecchio dell’Amministrazione comunale, ma il dato di fatto è quello qui riportato e chiunque, volendo recepire il segnale, potrà rendersene conto.

Lo spettacolo, qualunque sia, significa soprattutto “comunicazione”: di carattere storico in ordine all’argomento trattato; di carattere letterario o didattico; di sentimenti o di  sensazioni, sotto forma di musica o di balletti. Il feeling che si deve instaurare fra oratore, cantante, attore e pubblico impone e merita concentrazione assoluta, e può venir meno se turbato da un evento “diverso”, estraneo al momento: un borbottio, un colpo di tosse, una intrusione qualsiasi. In queste circostanze si ingenerano momenti di turbativa nella  comunicazione che, se proprio non si interrompe, subisce una sorta di black-out temporaneo e fastidioso a danno della comunicazione medesima. Ma al Trifiletti quelle scomodissime poltroncine pregiudicano sensibilmente questa necessità, prerogativa di uno spettatore attento, allorché costretto a dimenarsi, nel tentativo vano di cercare posizioni se non proprio comode, almeno ergonomicamente accettabili. Quelle poltroncine che sono sempre state oggetto delle mie personali lamentele con gli addetti ai lavori e condivise, peraltro, da tantissimi altri, non sono idonee per un pavimento “inclinato”. Ne deriva che il piano di seduta delle stesse è anch’esso inclinato ma non verso dietro, ma in avanti con il risultato – sgradevolissimo – di far scivolare il fondo schiena. Né basta (a chi è di certa statura) puntellare le ginocchia sulla spalliera della poltroncina antistante. Da qui, la necessità di dimenarsi per correggere costantemente la propria posizione, con grave pregiudizio per il sistema nervoso e per la “comunicazione” dalla quale si viene distratti.

Ma perché mai tutto ciò mi chiederete o vi chiederete? La risposta è pronta anche perché la domanda non presenta difficoltà alcuna. Chi ha effettuato la scelta di quelle poltroncine? Chi ha avallato il progetto? Chi le ha approvvigionate? Ed, infine, chi le ha collaudate? Nessuno si è preoccupato, a monte,  dell’aspetto tecnico-ergonomico e, stante il risultato inconfutabilmente negativo, la scelta si è rivelata inopportuna, errata e, pertanto, censurabile. Si potrà essere scettici sul risultato di questa segnalazione? Ci resterà la censura e null’altro? Pazienza… ma almeno si sappia, dopo tanto vanto alla ristrutturazione ed al ritrovato Teatro Trifiletti. Le poltroncine andavano commissionate, rappresentando prima e pretendendo poi, che l’inclinazione fosse quella prevista per platea in pendenza, precisando i gradi di inclinazione della stessa alla ditta che doveva fornirle. C’è da augurarsi che le stesse abbiano, almeno, i requisiti “ignifughi” richiesti dalle norme e che l’intero Teatro (drappeggi compresi) abbia le apposite certificazioni e dotazioni antincendio. Non è ammissibile che, per aver disconosciuto questo “non piccolo dettaglio”, le  poltrone non offrano il giusto confort e divengano un primario elemento di disturbo. E’ certamente deleterio ed inammissibile, e chissà se un coro di voci, aggregate a questa solitaria, non possano divenire elemento propulsore per  interventi concreti da parte dell’Amministrazione Comunale? Proviamoci!

 

Rispondi