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NOI DI TERMINAL DOBBIAMO RINGRAZIARE RICCARDO ORIOLES…

MOLTI NON LO CONOSCONO, ALTRI SE NE STANNO INTERESSANDO SOLO ADESSO. MA NOI, CARI LETTORI, CON LUI SIAMO CRESCIUTI, A SCUOLA… E ABBIAMO IMPARATO TANTE COSE… ECCO COSA SCRIVO AD ATTILIO ANDRIOLO… UN TUFFO NEL PASSATO, MA E’ LA NOSTRA STORIA…

Caro Attilio, tutti noi del Liceo, alunni di quegli anni di contestazione, abbiamo conosciuto Riccardo Orioles.

Quando fu direttore del CAMPANACCIO, il nostro giornalino d’istituto, poco più che diciassettenne, ci riuniva a casa sua per preparare gli articoli e valutare se tutti fossero idonei alla pubblicazione. Ore ed ore passate a scrivere, a correggere, a battere sulla sua Lettera 22 le matrici che successivamente avrebbero preso vita grazie al vecchio ciclostile e sarebbero diventate pagine del giornale.

Ma già da allora doveva sottostare alla censura: quella operata dal caro prof. Peppino Catanzaro, il quale non era certamente favorevole nei confronti di quei giovani che stavano pian piano assimilando le idee della contestazione giovanile e le mettevano, nero su bianco, sulla carta! Al punto che Riccardo fu costretto a sbattere la porta, a dimettersi per conflitti insanabili, lasciando a noi della Redazione il compito di portare avanti IL CAMPANACCIO!

Eravamo ancora ragazzi, in noi prevaleva lo spirito goliardico, la voglia di divertirci, gli impegni sportivi con la Nino Romano o con il prof. Nunzio Nastasi, per sfuggire a qualche interrogazione della Nigro o dello stesso Catanzaro.

Riccardo, di un anno più grande di noi, si era reso conto che un giornalino studentesco non doveva dare spazio solo alle vignette che io realizzavo, alle barzellette scopiazzate qua e là da altri studenti che aspiravano solo a leggere il loro nome fra i collaboratori, a parodie in latino maccheronico. Il Comitato di Redazione, che portò a compimento l’impegno assunto da Riccardo davanti a Sergio Colosi, presidente del Comitato Studentesco (ricordiamo ancora quella convulsa elezione in aula magna, quando Sergio, sezione B, ebbe la meglio su Franco Di Maggio, rappresentante della sezione A, con i voti di alunni della A…) si sobbarcò l’onere di proseguire le pubblicazioni. E cominciarono ad apparire articoli che parlavano di banditismo sardo, di pace nel mondo, di conquista dello spazio, di assemblee di classe, ancora nemmeno inventate… Avevamo compreso il messaggio di Riccardo Orioles, che era in 2° Liceo, mentre noi in 1°.

L’anno successivo al timone del Comitato Studentesco c’era Filippo Isgrò, compagno di classe di Riccardo Orioles. Era in terzo liceo, e dopo il 2° trimestre, come quelli che lo avevano preceduto, avrebbe mollato l’impegno assunto in seno al Comitato per prepararsi agli esami di Stato. In quell’anno io ebbi la direzione del giornale, per dare continuità alla lotta per garantire la libertà di espressione. Non arretrai di un centimetro di fronte alle pretese del “censore” di rettificare e ammorbidire i toni spesso aspri e sarcastici, che prendevano di mira, come al solito, i professori, o avrebbe voluto affrontare problemi dei quali nessun altro giornale, tranne che LA ZANZARA, osava parlare a livello studentesco. Non mi dimisi: preferii piuttosto non pubblicare il giornale, per quell’anno, anzichè sottostare!

Eravamo nel frattempo giunti in 3° Liceo. Io, rimandato a settembre, non mi potei presentare come Presidente del Comitato Studentesco, penalizzato dal Regolamento interno. Assieme al gruppo che andava crescendo, puntammo su di te, promosso a giugno ed in “linea” con quanto imposto dal Regolamento d’Istituto (“Il Presidente del Comitato Studentesco viene scelto SOLO fra gli studenti che sono stati promossi a giugno nel corso dell’anno precedente…“, un po’ una sorta di capestro per i meno volenterosi, che si portavano a settembre le loro lacune e le esuberanze giovanili… ed io ero uno di quelli).

Fosti Presidente del Comitato Studentesco; io diressi ancora una volta IL CAMPANACCIO, del quale provvedemmo a stampare ben quattro numeri, anche se in fondo cassa avevamo solo 20 mila lire, da far bastare per tutti gli studenti della scuola! Al mio fianco, nel comitato di Redazione, autori di autentici pezzi di satira ai quali facevamo ricorso per l’ennesima volta cercato di aggirare gli ostacoli della censura: Carmelo D’Agostino, Ciccio Trio, Filippo Russo, Peppino Muscianisi, Antonio Prizzi, Sergio Panissidi, mentre stavamo provvedendo a “formare” elementi come Antonio Messina, Franco Cusumano, Salvatore Coppolino, Enzo Conti, Massimo Catanzaro, Pino Privitera, sicuri che questi non tanto facilmente avrebbero rispettato certe regole interne, repressive della libertà di stampa!

E se oggi siamo qui con questo nostro TERMINAL, caro Attilio, è colpa o merito di Riccardo Orioles. Mai dimenticato, perchè a lui dobbiamo tanto.

L’attribuzione del PREMIO TERMINAL per il giornalismo, da noi conferitogli nel 2015, non è solo il riconoscimento per la sua attività: è anche il pagamento di un debito che avevamo, noi tutti di TERMINAL, che abbiamo ripreso a pubblicare, fuori dalle mura del Liceo Ginnasio G.B. Impallomeni, per respirare quell’aria di libertà senza sottostare alle regole imposte dai docenti, ma soprattutto, visto che i tempi erano cambiati, senza violentare le nostre coscienze!

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