Home / Di tutto un pò / TONO, UNA BUCA PERICOLOSA DA OLTRE UN ANNO…
Italpane

TONO, UNA BUCA PERICOLOSA DA OLTRE UN ANNO…

SEGNALAZIONE DI UN LETTORE, CHE SUGGERISCE DI GUARDARE A TERRA PIUTTOSTO CHE GIRARE CON LA TESTA IN ARIA… MA PROVIAMO A SCOPRIRE COSA SIGNIFICHI IL SUO INVITO…

Spettabile Redazione di TERMINAL, un dialogo in dialetto siciliano ha voluto informare i cittadini della nascita di un nuovo lido. Per la precisione, si tratta di un lido già esistente, che viene ristrutturato e reso più “resistente” alla furia del mare di ponente e del vento che da queste parti, al Tono, tira, eccome… Ho cercato di cogliere la sottile ironia che traspariva nella narrazione dell’autore (sconosco chi sia, ma congratulazioni per avere saputo rendere vivo, comunque, l’interesse pro e contro la struttura…In ogni caso si tratta di pubblicità) ma ho avuto la conferma che, nonostante tutto, in questa nostra città siamo pronti a crocifiggere chi si gioca una carta che molti preferiscono tenere conservata. Chissà per quando non sono ancora riuscito a capirlo. Per la mia età avanzata (58 anni a novembre) rispetto a molti giovani fieri ed intraprendenti mi trovo collocato fra quelli che “hanno già dato”, non  so se in bene o in male. Non ho soverchie preoccupazioni, e non sto certamente a criticare in maniera negativa (esiste anche la critica positiva, comunque) chi mette a disposizione la sua voglia di fare per uscire da quei numeri che ingrassano i disoccupati o, peggio ancora, altri meno fortunati che sono costretti a vivere sulle spalle dei genitori o dei nonni… E il lavoro di chi ha ritenuto di dotare (si badi bene, ho scritto DOTARE!) Milazzo di una struttura all’avanguardia merita tutta la nostra attenzione ed il plauso di chi la pensa come me. Se penso che anni fa i lidi a Milazzo erano solo una chimera, che difficilmente sarebbero stati accettati su una riviera con chilometri di spiaggia, allora penso ai pionieri che hanno avuto il coraggio di iniziare, anche a costo di affrontare sacrifici economici ed andare incontro a delusioni, anno dopo anno. Ora qualcosa sta cambiando, il vecchio lido Playa Mignon, quello che svetta al momento con la sua struttura tale da sembrare le Torri Gemelle, quello che è stato progettato e concepito per resistere alle furie degli elementi, quello che potrebbe essere anche un luogo di ritrovo in quella parte del Tono che osserva la pagliuzza nel’occhio di chi gli sta di fronte e non si accorge della trave nel proprio occhio, quel Tono che ha subito l’installazione di un’antenna telefonica, protestando a vuoto e cozzando contro interessi privati; quel Tono che ancora nella sua parte terminale, la Ngonia, presenta un manufatto che giace da decenni ma subito prima esiste una struttura le cui caratteristiche non si sposano certo con l’ambiente circostante; quel Tono nel quale sono stati piantati alberi tutt’altro che rari o sono spuntate piante che non sono certamente patrimonio dell’umanità, in una zona prima occupata da veicoli fatiscenti e ferrivecchi… Ebbene, in quel Tono si ha ancora il coraggio di camminare guardando verso l’alto, per vedere se qualcuno ha costruito una novella Torre Eiffel, se il castello è sempre al suo posto, o se qualcuno se l’è fottuto (potrebbe capitare…), o se dal nulla sono spuntati travi che non sono altro che le strutture, regolarmente in linea con le normative, autorizzate e necessarie, per consentire di riprendere un’attività che per tantissimi anni è stata solo sulla carta, ed ha avuto come contropartita un esborso considerevole di denaro da parte di quei giovani che coraggiosamente avevano pensato di mettere in gioco loro stessi e dare lavoro. Inviterei a camminare guardando a terra, piuttosto che tenere la testa fra le nuvole. Anche perchè, e vi allego un foto, c’è una vistosa buca all’altezza di un lido, la Tonnara: nelle ore pomeridiane l’ombra delle auto la occultano e la rendono pericolosa: più di una volta ho assistito a persone che prendono storte, e finiscono per terra. Guardate quindi dove mettete i piedi. Il lido, appena finito, sarà il fiore all’occhiello di quella zona fra le più belle di Milazzo. Se volete, e mi rivolgo ai cittadini che hanno pensato chissà a cosa, potrete anche visitarlo! Ma attenzione a non inciampare. Ringrazio la redazione per la possibilità che mi viene offerta di spezzare una lancia a favore di chi promuove iniziative per la città e per il turismo. 

Vittorio L. 

Rispondi