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TRE BUCHI. SUL MARCIAPIEDE, AL BUIO E PERICOLOSISSIMI!

buco col berteECCO SERVITO CHI DICE CHE SCRIVIAMO SEMPRE CAZZATE! E’ UNA CAZZATA ANCHE QUESTA?

La foto di tre buche pericolosissime, sul marciapiede. Nelle intenzioni del costruttore avrebbero dovuto esserci i vetri, per dare luce al piano interrato. Una volta rotti i vetri, sono stati piazzate delle mattonelle, cm 20 x 20. Non una, ma decine, per tutto il perimetro dello stabile che insiste su via Col. Bertè e via Ettore Celi, a Milazzo! Sì, siamo a Milazzo, in una strada centrale ma periferica al tempo stesso. Una strada nella quale l’attenzione è ridotta al minimo, in quanto a segnaletica, a controlli, a pulizia (ma grazie a Dio negli ultimi giorni c’è la rivincita degli operatori ecologici…), a erbe sul marciapiede. E in assenza di luci che la illuminino, dovrebbe aumentare, l’attenzione! Invece ci potrebbe essere sempre qualcuno che, con la testa tra le nuvole o assorto nei proprio pensieri, possa malauguratamente infilare un piede in uno dei tre buchi. Deve solo scegliere la busta, pardon, il buco: numero uno, numero due o numero tre? Il piede si trascina dentro la gamba fino al ginocchio, o alla coscia, il ricovero in ospedale è assicurato, la prognosi sarà sempre un mistero! E se dovesse capitare ad un bambino? E se dovesse capitare ad un’anziana? E se dovesse capitare a voi? Chi pagherebbe? Il condominio? Il comune? Il proprietario? O come nella migliore delle ipotesi NESSUNO? Allora, amici che dite che noi non abbiamo un c.  da fare e scriviamo MINCHIATE, vi sembra una minchiata QUESTA? La foto che ci è arrivata forse vuole metterci alla prova! Noi la pubblichiamo, con un nostro commento. Adesso tocca a voi condividere, e fare giungere questa rimostranza a chi dovrebbe intervenire per richiamare al proprio dovere i responsabili! Grazie per l’attenzione, e che DIO ce la mandi buona!  

2 commenti

  1. Siamo sempre in corsa a verificare, controllare e segnalare situazioni, da quelle meno importanti a quelle realmente pericolose. Ci sono tanti di quei problemi in città che, e lo faccio spesso, mi domando cosa succeda in comune. Io capisco mille cose ma trovarmi amministratori che allargano le braccia dicendomi “non abbiamo soldi, non abbiamo personale….non abbiamo…” ormai l’ho sentito talmente tante volte che chiamo certi personaggi in comune : non posso! Il signor non posso dell’ufficio tecnico, il signor non posso dell’anagrafe il signor non posso….
    Amo questa città, ma trovo realmente assurdo che io, con tutte le difficoltà di questo mondo devo occuparmi di strappare l’erba davanti casa mia, e vivo in centro, di mettere i sacchetti della spazzatura che qualche emerito cretino butta negli androni perché alcuni, o tanti milazzesi si sentono come i santi che, (mi perdoni la redazione) non mangiano e non cac….! Quindi non producono spazzatura. Sono stufo di vedere politici, anzi quelli che a Milazzo si spacciano tali, che da anni (ne ho più di 50), raccontano dei farò e dei sistemerò. Milazzo è una città futuribile, a forza di promesse politiche la chiamerei Milazzerò. Almeno ce ne faremo una ragione e ci prenderemo il tempo necessario. Persone che frugano tra i cassonetti, disoccupazione alle stelle e in tutto questo nessuno, dico nessuno, che decida di fare un new deal (per darsi importanza) milazzese: un piano di recupero edilizio e di infrastrutture, cittadino. Un patto di 5/8 anni. Si cercano i fondi europei (ce ne sono….e non li prendiamo mai) per rifare fognature, condotte idriche, ripristinare palazzi e metterli in sicurezza, anche sismica oltre che di vivibilità nuda e cruda (con i proprietari che verranno garantiti dal comune e che pagheranno con iscrizione ipotecaria a favore dell’amministrazione e lavori sociali in caso di inadempienze). A Milazzo manca una visione ad ampio respiro che dia anche speranza e voglia a chi vive ed è con la valigia pronta di pensare: “minchia quasi quasi resto”. Invece lasciamo che scappino tutti e che noi ci si ritrovi a parlare di buche che sono sul marciapiede e che, probabilmente, altrove sarebbero state sistemate da tempo, e non rimangano invece, in attesa di una potenziale vittima, di una potenziale tragedia. Scusatemi per lo sfogo

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